Messina 2026, Scurria: "Un programma da 100 milioni per cambiare"

Messina 2026, Scurria: “Un programma da 100 milioni per cambiare”

Redazione

Messina 2026, Scurria: “Un programma da 100 milioni per cambiare”

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sabato 16 Maggio 2026 - 14:43

La visione del candidato di centrodestra tra Città metropolitana dello Stretto, lotta alla fuga dei talenti, economia del mare e innovazione

MESSINA – Oltre cento pagine, tredici capitoli tematici, investimenti stimati tra i 60 e i 100 milioni di euro nel primo triennio. Marcello Scurria, avvocato amministrativista nato a Scrisera nei Nebrodi, frazione del Comune di San Salvatore di Fitalia, nel cuore dei Nebrodi, si presenta alle elezioni amministrative di Messina 2026 con un programma che ambisce a ridisegnare il governo della città. Sostenuto dal centrodestra, il candidato mette al centro del suo progetto una parola d’ordine: concretezza. Il metodo si chiama «SIcambia» e promette fatti, velocità e trasparenza.

La visione: una città policentrica che smette di essere margine

Il punto di partenza è una diagnosi lucida. Messina, con la sua conformazione lineare lungo lo Stretto, con i villaggi collinari, le marine, le periferie e le frazioni sparse, è storicamente governata come se fosse una città uniforme. Il risultato, secondo Scurria, è una progressiva concentrazione delle risorse nelle aree centrali e una marginalizzazione crescente dei quartieri e dei villaggi. La risposta a questa situazione è un modello di governo policentrico. Il candidato del centrodestra pensa a circoscrizioni trasformate da organi consultivi a «veri centri operativi», con competenze, risorse e responsabilità dirette sui servizi di prossimità. I presidenti di circoscrizione parteciperanno alle riunioni di giunta e sarà istituita una Conferenza dei presidenti mensile.

Lo Stretto come infrastruttura strategica

Il cuore geopolitico del programma è la costruzione della Città Metropolitana dello Stretto. Scurria immagina un’Agenzia dello Stretto — istituita per legge speciale o per accordo tra le Regioni Sicilia e Calabria — che coordini mobilità, politiche energetiche, digitale, turismo e sviluppo economico tra Messina e Reggio Calabria. L’obiettivo dichiarato è ridurre fino al 50% i costi di attraversamento dello Stretto per i residenti, riconoscendolo come «servizio essenziale di continuità territoriale». Sul Ponte, il programma è pragmatico: «Messina si deve far trovare pronta» sia che si costruisca, sia che il progetto, “inauspicabilmente”, decada. A parere di Scurria, «bisogna costruire azioni che convergano parallelamente alle due ipotesi, mantenendo e garantendo la centralità dello sviluppo della città».

Porto, mare ed economia blu

Il programma immagina. poi, il riposizionamento strategico dei porti, all’interno dell’area metropolitana dello Stretto, attraverso la definizione di un piano integrato di sviluppo che ne valorizzi le potenzialità logistiche e commerciali, turistiche ed economiche, in stretta connessione con il sistema urbano

L’intervento sarà orientato alla creazione di un sistema portuale multifunzionale, capace di affiancare al traffico passeggeri attività legate alla logistica leggera, ai servizi per la nautica, alla manutenzione e refitting (ristrutturazione – n.d.r.) delle imbarcazioni e allo sviluppo di servizi avanzati connessi all’economia del mare.

Priorità assoluta va al completamento della «via del mare» da Tremestieri al molo Norimberga.

Pensare alla realizzazione di porticcioli turistici

Sull’economia del mare si costruisce una filiera integrata: pesca, turismo crocieristico, nautica da diporto, refitting e cantieristica. Sarà favorita la creazione ed il potenziamento di porticcioli turistici. Approdo naturale sarà quello nella riconquistata rada San Francesco. Ma secondo il candidato del centrodestra bisogna anche ragionare su ipotesi di realizzazione, previa approfondita analisi di fattibilità, nella rada di Fiumara Guardia e a ridosso dei laghi di Ganzirri, con servizi di accoglienza per superyacht. Sarà anche valorizzato il marchio «Made in Messina per il mare» da portare nei saloni nautici internazionali.

Centralità alla cantieristica navale

Parallelamente, sarà sostenuto lo sviluppo della cantieristica navale e delle attività di refitting, manutenzione e servizi tecnici, favorendo l’insediamento di imprese specializzate e la creazione di occupazione qualificata. Intervenendo di concerto con l’Autorità di Sistema Portuale per una razionale e funzionale definizione delle aree destinate al settore, con eventuali o necessarie rilocalizzazioni saranno garantiti strumenti, servizi ed agevolazioni per lo sviluppo delle attività e sarà ridata centralità ad una filiera che garantisce lavoro tutto l’anno.

Urbanistica: sbloccare decenni di stallo

Uno dei capitoli più tecnici riguarda l’urbanistica. Messina sconta decenni di blocco pianificatorio legato a un PRG vecchio, a Zone B5 abbandonate a sé stesse, a lottizzazioni incompiute e a Piani Particolareggiati di Risanamento degli anni Novanta mai integrati nella città. La proposta è il completamento del Piano Urbanistico Generale (PUG) previsto dalla legge regionale 19/2020, affiancato da un percorso partecipato con cittadini e professionisti. Il tema della Zona Falcata, cuore storico e oggi grande incompiuta urbana, è centrale: bonifica integrale, riqualificazione della Real Cittadella e realizzazione di un acquario dello Stretto come polo scientifico e turistico.

L’attenzione per Mortelle

All’interno del programma di riqualificazione del waterfront, sarà sviluppato un intervento organico sull’area di Mortelle. L’amministrazione interverrà attraverso un progetto integrato di rigenerazione urbana che prevede il potenziamento dei servizi essenziali, la realizzazione di parcheggi, percorsi pedonali sicuri, aree verdi curate e un nuovo sistema di illuminazione.
Saranno inoltre introdotte misure di moderazione del traffico per migliorare la vivibilità e la sicurezza del litorale.

Sicurezza idrogeologica: dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione

Messina è una delle città italiane più esposte al rischio naturale: rischio sismico di massimo livello e dissesto idrogeologico severo. Il programma propone l’aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico con rilievi ad alta risoluzione, un piano pluriennale di manutenzione degli alvei, la messa in sicurezza dei torrenti tombinati nel centro urbano e la realizzazione di vasche di laminazione nei principali bacini. Sul fronte sismico, c’è l’impegno a completare la verifica di tutti gli edifici scolastici entro il 2028. Ispirandosi alle migliori pratiche internazionali, si propone anche un sistema di allerta precoce basato su sensori nei punti critici dei torrenti, collegato a una centrale e a un’app pubblica.

Welfare: da assistenza a sistema strutturato

Il welfare è pensato come sistema integrato, non come risposta emergenziale. L’amministrazione realizzerebbe una rete di Case di Quartiere — una per ogni municipalità — come presidi civici e sociali. Verrà istituito un Dipartimento del welfare e della promozione del benessere di comunità, e adottato un Regolamento comunale delle politiche sociali.

Particolare attenzione è riservata ai servizi per la disabilità, al contrasto alla povertà multidimensionale, al sostegno alle famiglie e alla conciliazione vita-lavoro. Sul versante sanitario, il programma prevede la realizzazione di un nuovo Policlinico dello Stretto, concepito come struttura verticale ad alta efficienza, con finanziamento 70% statale e 30% regionale.

Mobilità: piano integrato e revisione delle ciclabili

La mobilità è uno dei punti più articolati. Si propone un Piano Integrato della Mobilità Urbana condiviso e partecipato, con revisione della rete viaria, riorganizzazione del sistema dei parcheggi e un Terminal per i bus extraurbani nell’area dell’ex piazzale FS di via San Raineri. Il trasporto pubblico dovrà diventare cadenzato e integrato tra autobus, tram e ferrovia, con un unico titolo di viaggio per tutta la città metropolitana dello Stretto. Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità dei quartieri periferici e dei villaggi, con interventi mirati a garantire connessioni più efficienti e continuità territoriale, anche attraverso un radicale cambiamento dell’attuale piano esercizio bus di Atm spa. Sarà modificata la linea
shuttle ed effettuato un vero servizio cadenzato con collegamenti a pettine da villaggi alle principali dorsali urbane, tram e metroferrovia.

Sulle piste ciclabili il programma è critico verso gli interventi recenti. Si pensa. pertanto, alla progettazione di una rete ciclabile alternativa, sviluppata prevalentemente in sedi protette,
percorsi dedicati e aree a bassa intensità di traffico. Verranno privilegiate direttrici costiere, ambiti panoramici e connessioni con i principali attrattori urbani e turistici.

Cultura, turismo e identità e il ritorno del Comune in Taormina Arte

Il programma ambisce a fare di Messina una città che «produce cultura, non solo la ospita». Si prevede un Piano strategico della cultura, una piattaforma digitale unica degli eventi, un biglietto integrato per i siti museali. Il 2030, seicentesimo anniversario della nascita di Antonello da Messina, sarà preceduto da anni di eventi, mostre e convegni. Si immagina un Festival musicale annuale, un Festival cinematografico dello Stretto, il ritorno del Comune nella Fondazione Taormina Arte Sicilia, secondo Scurria “insanamente estromesso” dalla gestione Basile – De Luca, e una rete tra i teatri di Messina, Taormina e Catania. La nuova Fiera di Messina, ispirata alla tradizione della «fiera franca» di Federico II, sarà realizzata nelle ex Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato nella ZIR, 55 mila metri quadrati già nella disponibilità del Comune.

Turismo: da città di transito a destinazione

Capo Peloro e i Colli San Rizzo sono i due poli del turismo naturalistico. Il Pilone sarà trasformato in una «Torre dello Stretto» con ascensori panoramici e spazi di accoglienza. I borghi collinari, i sentieri dei Peloritani e i percorsi del vino (DOC Faro e Mamertino) formeranno una rete di turismo lento. Sul fronte enogastronomico, il programma punta al riconoscimento IGP per la «braciola messinese» e alla realizzazione di un Mercato Centrale ispirato ai modelli di Firenze, Roma e Milano. Il brand turistico sarà «Stretto Experience».

Innovazione, digitalizzazione e contrasto alla fuga dei talenti

Una piattaforma digitale unica per i servizi al cittadino, open data strutturati e un sistema di controllo urbano digitale sono i cardini del capitolo smart city. Sul fronte economico il programma affronta direttamente il tema della fuga dei giovani: «Non partono tutti, partono i più formati». La risposta è la costruzione di un ecosistema favorevole all’impresa — riduzione delle imposte comunali per chi si insedia e crea occupazione stabile — hub per il digitale e il coworking, e il rafforzamento del collegamento tra università e sistema produttivo. Si immagina un «Politecnico dello Stretto» e il rilancio dell’Ateneo come polo integrato Messina-Reggio Calabria.

I primi cento giorni

Il programma si chiude con un piano operativo: nei primi cento giorni sarà istituita una cabina di regia tecnica, avviata la ricognizione dei fondi disponibili (FSC, Metro Plus, FESR Sicilia, Contratti Istituzionali di Sviluppo) e avviati interventi immediati su mobilità e decoro urbano nelle aree più critiche — Giostra, CEP, centro storico e villaggi urbani. Il cambio di passo, promette Scurria, non sarà annunciato: «sarà cantierabile».

Il programma elettorale di Marcello Scurria è disponibile integralmente sul sito del candidato sindaco.


L’articolo è stato scritto con il contributo dell’Intelligenza Artificiale, verificato dalla Redazione.

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