Al convegno regionale Simpios focus su monitoraggio costante e nuove linee guida per Chirurgia e Terapia intensiva
Dalla teoria alla corsia, l’obiettivo è scardinare abitudini consolidate per dichiarare guerra alle infezioni ospedaliere. È questo il messaggio centrale emerso dall’Auditorium del Papardo, cornice del Convegno Regionale Simpios Sicilia. Un incontro che non si è limitato al dibattito accademico, ma ha puntato dritto al miglioramento delle procedure in Chirurgia e Terapia Intensiva per garantire un’efficace prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.
L’impegno della direzione per la sicurezza
La direttrice generale del Papardo, Katia Di Blasi, si è soffermata proprio sulla necessità di «un pieno coinvolgimento e la piena consapevolezza di dover applicare cambiamenti significativi ad abitudini spesso consolidate al fine di garantire la sicurezza del paziente».
Sulla stessa linea il direttore sanitario Paolo Cardia, che ha evidenziato come sia vitale approcciarsi alla prevenzione in modo rigoroso e innovativo per arginare le criticità a monte, prima che si trasformino in emergenza.
Il quadro epidemiologico e l’antibioticoresistenza
Ad aprire i lavori è stato il dottor Antonio Albanese, responsabile scientifico del Convegno e responsabile dell’Unità di Malattie Infettive, che ha lanciato un monito sulla distanza che ancora ci separa dal resto d’Europa. Il quadro italiano, in termini di frequenza di antibioticoresistenza e di infezioni nelle organizzazioni sanitarie, continua infatti a essere definito «drammatico e molto più preoccupante rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei».
Per Albanese è dunque indispensabile non solo approfondire gli aspetti scientifici, ma promuovere il confronto su come trasferire nella pratica quotidiana procedure assistenziali di efficacia ormai ampiamente dimostrata.
Dalla teoria alla pratica ospedaliera
Per questo motivo il convegno — che ha visto come moderatori interni i medici Massimo Cardali, Barbara Calabrò, Giuseppe Falliti ed Eufemia Privitera — ha scelto un taglio educazionale snello e operativo. Le sessioni sono state strutturate per adattarsi alle specifiche criticità delle strutture italiane, con il supporto scientifico di Simpios ed esperti che hanno già implementato con successo questi percorsi.
Un focus particolare è stato dedicato alla prevenzione delle infezioni del sito chirurgico e alle recenti novità in termini di antisepsi cutanea. Quanto concordato durante i lavori verrà ora effettivamente adottato e «sperimentato» nelle attività pratiche quotidiane: la declinazione delle procedure sarà monitorata costantemente per applicare eventuali correttivi, affinché nuovi protocolli e linee guida diventino finalmente parte integrante delle direttive aziendali.
