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Messina. All’archivio storico il piano Borzì, i progetti di Palazzo Zanca e del Teatro

Redazione

Messina. All’archivio storico il piano Borzì, i progetti di Palazzo Zanca e del Teatro

mercoledì 27 Maggio 2020 - 12:27
Messina. All’archivio storico il piano Borzì, i progetti di Palazzo Zanca e del Teatro

Negli anni '80 hanno rischiato di finire al macero, ora sono patrimonio comune

Diventano fruibili agli studiosi i progetti originali, con tavole acquerellate a mano, del Real Teatro Santa Elisabetta (disegnato dall’architetto napoletano Pietro Valente nella prima metà dell‘800), del Piano Regolatore di Messina di Luigi Borzi (1910) e di Palazzo Zanca.

Un patrimonio che documenta la ricostruzione post-terremoto della città di Messina, di tutti gli edifici, con particolare riferimento al palazzo Municipale. Preziosissimi elaborati grafici che furono dell’archivio dell’Ufficio Tecnico Comunale, a lungo custodito dall’architetto Nino Principato (già direttore dell’Ufficio Tecnico), e che erano transitate, qualche anno fa, all’archivio del Servizio di Valorizzazione dei Patrimonio Culturale della città di Messina diretto dall’architetto Carmelo Celona che, dopo un attento esame, aveva avviato un processo di valorizzazione, promozione e fruizione, finalizzato ad attivare una procedura di vincolo quali beni culturali.

Dal rischio macero alla storia degli ultimi anni

Negli anni ‘80 i preziosi progetti hanno rischiato di finire al macero, insieme a tanto carteggio non ritenuto più di pubblico interesse. Fu grazie alla solerzia e alla sensibilità del geom. Dino Maiolino, al tempo funzionario del Comune nel settore Opere Pubbliche, che si riuscì ad individuarle prima che venissero caricate sul furgone, insieme ad una enorme quantità di carta e faldoni. I preziosi incartamenti, relativi al progetto del Teatro Santa Elisabetta di Pietro Valente, del Piano Regolatore dell’ing. Luigi Borzi e di Palazzo Zanca, furono quindi salvati a più riprese e custoditi da Maiolino, insieme ai progetti originali di tantissime opere pubbliche messinesi e all’epistolario dell’ing. Zanca con il Comune di Messina.

Andato in pensione, il geom. Maiolino trasferì tutto il materiale, d’accordo con il dirigente, all’arch. Nino Principato, al tempo direttore di sezione del Comune, che lo custodì per oltre venti anni fino al 2018, quando anche lui è andato in pensione.

Con nota Prot. 8082 dell’11 gennaio 2018 e allegato elenco di tutti gli elaborati, l’arch. Principato trasferì a sua volta, d’accordo con i rispettivi dirigenti, tutto il materiale cartaceo all’arch. Carmelo Celona, direttore di sezione al Palacultura, che se ne prese cura con un prezioso lavoro di studio e analisi, svolto in collaborazione col collega Principato, che consentì di individuare preziose originalità contenute nei documenti, elementi fondamentali della memoria della città di Messina pre e post terremoto il 1908, riuscendo a rendere disponibile agli studiosi e ai tecnici l’intera documentazione.

Il trasferimento all’Archivio Storico

L’assessore alla Cultura, Enzo Caruso, cultore di storia patria, che negli anni ha avuto modo di consultare più volte parte dell’immenso patrimonio archivistico, ha disposto, in accordo col dirigente Salvatore De Francesco, alla presenza degli architetti Celona e Principato e della dott.ssa Giovanna Quartarone, il trasferimento definitivo e il versamento di tutta la documentazione presso l’Archivio Storico comunale “Nitto Scaglione”.

Un evento culturale

“Il nostro desiderio – ha dichiarato l’assessore – è che questi elaborati tecnici così preziosi entrino a far parte definitivamente del patrimonio culturale della città quali elementi cardine di una memoria ritrovata e in certi aspetti inedita e che diventino prima possibile consultabili dagli studiosi di Storia Patria, dagli studenti di Architettura e di Ingegneria, nonché dai tecnici di settore. Per tale ragione proporrò al sindaco di poter dare mandato agli architetti Celona e Principato (membro del Cda del Teatro Vittorio Emanuele nominato dal sindaco) di analizzare e ordinare il carteggio e individuare gli esemplari più significativi, con l’obiettivo di organizzazione di un evento culturale che promuova queste fonti e che conduca definitivamente al loro vincolo come bene culturale della città”.

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