Le basi della droga tra Milazzo e le Eolie e il business del Liparoto. I retroscena della retata dei Carabinieri con 17 arresti
Nell’abitazione di Peppe Murabito “il Liparoto”, la droga si comprava h24. E quando non si poteva pagare, si barattava con dosi di stupefacenti diversi. Lo hanno scoperto i carabinieri durante l’inchiesta Crack Palace sfociata nel blitz con 17 arresti. Gli accertamenti sono partititi proprio da un controllo a casa del pregiudicato di San Filippo del Mela.
Dosi a 20 euro e baratto ma incassi per mille euro al giorno
Da quell’abitazione, si legge nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari Salvatore Pugliese, avvenivano continui scambi di cocaina, a tutte le ore: crack e hashish, ma anche cocaina. I carabinieri hanno filmato consumatori e pusher a scambiarsi la roba anche per piccole cifre, tra i 20 e le 30 euro. Anche così però il giro d’affari arrivata a oltre mille euro al giorno, come rivela lo stesso indagato in una conversazione intercettata. E’ il segno più concreto del fatto che nella Valle del Mela il giro di droga è enorme, sono tantissimi i consumatori.
Ricostruendo la rete di contatti di Murabito, gli investigatori dell’Arma hanno individuato altre piazze di spaccio e altre basi. Scoprendo per esempio che alle Eolie la droga arrivava via mare viaggiando sugli aliscafi e che gli spacciatori usavano officine meccaniche come magazzini logistici. Un sistema di staffette consentiva i rifornimenti evitando i controllo lungo la litoranea. Almeno secondo gli spacciatori. Nel 2023, però, i Carabinieri stavano già “spiando” tutto.
E’ scattata così l’operazione Crack Palace che ha coinvolto 17 arrestati. Interrogati dal giudice dopo il blitz, hanno tutti taciuto alle domande, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Restano perciò in carcere in attesa dei prossimi passaggi processuali.
