Protagonista l'assessorato di Francesco Caminiti, tra efficientamento energetico, spiagge "restituite" e Bandiera blu
MESSINA – Dal buio alla luce, non metaforicamente ma materialmente grazie all’ammodernamento degli impianti di illuminazione e a un lavoro “importante” sull’efficientamento energetico. Da spiagge chiuse a tratti di costa restituiti, come al Ringo. Da un territorio in grave crisi, con situazioni drammatiche su coste e torrenti, a una programmazione da milioni di euro per la messa in sicurezza. Passando dai programmi sulla Bandiera Blu e da bonifiche e interventi in ogni parte del Comune.
È questo, in estrema sintesi, il quadro presentato da Federico Basile, Cateno De Luca e Francesco Caminiti riguardante la “metamorfosi del territorio”, il tema centrale di quella che è stata l’ultima “conferenza del martedì” di Sud chiama Nord, prima della ratifica delle dimissioni di Federico Basile da sindaco. Protagonista proprio l’assessorato di Caminiti, che nel corso degli anni ha “acquisito” diverse deleghe cruciali per la città. Oltre alle new entry Diego Indaimo e Salvatore Saglimbeni, presentati a margine dei lavori.
Basile: “Con Caminiti visione e programmazione”
Basile in apertura ha spiegato: “Quando ho conosciuto l’assessore Caminiti ho capito che avrebbe dato un taglio silente e laborioso, illuminando la città e l’amministrazione. Sembrava banale, scontata, ma la pubblica illuminazione invece era stata abbandonata in passato. Abbiamo fatto un revamping importante, sostituendo non la lampadina ma lavorando sulle zone buie, sull’abbassare i consumi, su servizi diversi come i qr code sui pali. Questo è stato il taglio diverso, di visione e programmazione. Producevamo 285,28 kw nel 2018, oggi ne produciamo 1.451,51. È solo uno degli aspetti. Oggi parliamo anche di difesa del suolo, un tema su cui va sempre tenuto acceso ogni riflettore. E dell’efficientamento energetico, con progetti per quasi 36 milioni. Infine le politiche del mare: abbiamo riqualificato il Ringo, stiamo lavorando sulle bonifiche di Maregrosso e su tutto il litorale. Questa è solo una sintesi di ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo grazie all’assessore Caminiti”.
Caminiti: “Prima si lavorava senza programmazione”
E Caminiti ha “raccontato” il percorso di questi anni: “È stato complicato sintetizzare in poche slide il lavoro di questi anni. Abbiamo deciso di inserire tre temi per questo. La cosa più facile è stata raccontare il punto di partenza perché nel 2018 abbiamo trovato una città spenta, non solo al buio ma dal punto di vista della programmazione. Si lavorava sempre in emergenza e mai programmando. Quello che ho voluto fare è stato partire da questi fronti. Non erano stati censiti gli impianti di illuminazione, gli interventi sui torrenti arrivavano solo dopo emergenze, non c’era alcun piano di azione sul suolo. C’erano solo cassetti vuoi”.
L’assessore ha raccontato di aver fatto molti sopralluoghi per capire le zone più buie, dal Cep all’isolato 13 o a Messina 2. Ha spiegato che la città era appesantita dai debiti e “i dipartimenti non avevano soldi per lavorare. Non venivano sostituiti nemmeno i pali che cadevano. Noi abbiamo sostituito migliaia di lampade. Si risparmiava non illuminando la città. Mi sono sorpreso dalle richieste dei cittadini che chiamavano direttamente il sindaco per la sostituzione di una lampadina. Nel 2018 siamo partiti quindi da un progetto di 6 milioni e 200 mila euro dai fondi Pn Metro. Parliamo di 27mila corpi illuminanti sostituiti, della creazione dei qr code per le richieste di intervento sull’app Messinainluce, della riqualificazione di 20 km di linee elettriche con 100 quadri elettrici sostituiti e 4.100 sostegni. E abbiamo ridotto i consumi di quasi il 70%, con un risparmio effettivo di 2 milioni l’anno”.
Poi ha parlato del premio GSE ricevuto e di un processo di “normalizzazione” a cui sono stati affiancati programmi “straordinari”, con la riaccensione di aree spente nelle periferie e le illuminazioni artistiche e monumentali su diversi palazzi della città. Investimenti “per 3,7 milioni già conclusi e con 1,7 milioni di lavori in corso. Ad oggi abbiamo esaudito tutte le richieste del territorio su questo tema”.
L’efficientamento energetico
Nel lungo intervento di Caminiti si è parlato anche di Smart City e progetto M@gis, che ha previsto la collocazione di 1.032 telecamere e la realizzazione della sala a Palazzo Zanca. E così anche dell’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, della migliorata efficienza energetica degli edifici pubblici (un piano da quasi 36 milioni che riguarda anche le scuole). Il risparmio in bolletta per il comune è stato di circa 2 milioni l’anno, ma l’amministrazione, ha spiegato Caminiti, ha anche recuperato circa 700mila euro dalle bollette. Un processo che ha permesso di contrastare i rialzi dei costi dell’energia dovuti da eventi internazionali come la guerra in Ucraina.
Le politiche del mare e la Bandiera Blu
Anche “sulle politiche del mare c’era davvero poco. Nel 2018 De Luca si è inventato il percorso aspettiamo Bandiera Blu. Così abbiamo riempito le spiagge di servizi: bagnini, docce, bus, educazione ambientale, passerelle. Così abbiamo ottenuto i 32 punti per ottenere la bandiera blu. Ancora oggi ci sono casi come la Sanderson su cui intervenire. Abbiamo riqualificato il Ringo, stiamo lavorando su Maregrosso e circa 200 accessi alle spiagge e 30 postazioni già previste per questa estate”.
Coste e torrenti: 60 interventi da 280 milioni
Sul suolo, poi, Caminiti si è concentrato su Maregrosso ed ex Samar: “Nel primo caso verranno demoliti 16 fabbricati e bonificheremo per restituire la spiaggia alla città. Nel secondo caso appalteremo i lavori per le demolizioni e lì realizzeremo un percorso naturalistico. Lì abbiamo chiesto all’Asp l’analisi delle acque per restituire alla cittadinanza”. E ancora i torrenti: “La sfida più grossa è stata dare risposte immediate ai cittadini ma anche programmare”. L’assessore ha parlato di 60 interventi per 280 milioni, di cui circa 216 milioni per la difesa del suolo e i restanti per il contrasto all’erosione costiera. Del totale 124 milioni riguardano I progetti futuri, tra torrenti, ponti e difesa delle coste. Poi ha concluso: “Volevo lasciare alla città qualcosa in modo tale che potesse evolversi, rispetto al nulla che abbiamo trovato”.
De Luca applaude Caminiti
Cateno De Luca è partito, come sempre, dal 2018: “Voglio ringraziare Francesco, perché non è un politico e so quanto gli è costato essere con noi. L’ho conosciuto nel 2003 quando ero sindaco di Fiumedinisi ed è stato un protagonista di varie fasi. Serio, professionale e umile, quest’ultima una merce rara visto che ci si lascia contagiare dal presenzialismo. Lui è rimasto lo stesso di anni fa, genuino, e i risultati parlano da soli”. Il leader di ScN ha ripercorso i passaggi raccontati da Caminiti, spiegando che rispetto all’illuminazione era solo “miopia politica”, prima del 2018: “Quando sono arrivato ho ascoltato i dipartimenti e mi sono preso la responsabilità di interpretare nel modo corretto un ragionamento. E cioè che io ero tenuto standard di sicurezza ovunque passasse un cittadino” al netto delle competenze degli enti. Messina “si è accesa anche in luoghi in cui alle lampadine sparavano. In alcune zone ho lasciato la ‘munnizza’ per farli fetere, solo così abbiamo trovato l’equilibrio e tolto da Messina le zone off limits, i ghetti”.
De Luca e le partecipate dell’energia
E ancora: “Acea e A2A sono partecipate che producono utili per i loro enti. Perché in Sicilia non possiamo immaginare una struttura del genere? Domani il titolo sarà che l’amministrazione Basile vuole fare un’altra partecipata. Lo dico perché noi abbiamo partecipate che vengono realizzate per normalizzare i servizi. I servizi sociali hanno finalità di fare utili? No perché sono servizi essenziali da dare al massimo con una minima compartecipazione. Sono servizi da dare e per cui coprire i costi. Quindi che significa? Che se imposto la strategia Messina Social City per eliminare le intermediazioni dei privati evito di pagare un 20 o 30% in più per servizi che comunque non possono pareggiare i costi”. Poi altri esempi su Messinaservizi, la Tari e Atm.
Dopo un attacco allo sfidante del centrodestra, Marcello Scurria, sui bilanci, da parte sempre di De Luca: “Chiudo il ragionamento: perché si fa l’Acea o A2A? Per fare servizi e utili. Quindi perché una Città metropolitana non potrebbe diventare gestore e produttore, abbattendo quel lucro che oggi hanno altri soggetti e produrre utili? Penso sia legittimo sfruttare questa energia”.
