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Messina Due al buio da anni. Caminiti: “Entro 15 giorni la soluzione”

Marco Ipsale

Messina Due al buio da anni. Caminiti: “Entro 15 giorni la soluzione”

lunedì 12 Ottobre 2020 - 13:20
Messina Due al buio da anni. Caminiti: “Entro 15 giorni la soluzione”

Perde quota l'ipotesi tassa di scopo ma il Comune deve trovare 162mila euro per rifare l'impianto

Una lottizzazione non conclusa a distanza di 40 anni, il Comune non ha incassato gli oneri concessori e nessuno ha fatto le opere di urbanizzazione necessarie. Per anni Palazzo Zanca ha pagato i costi e le manutenzioni per la luce a Messina Due, pur risultando un’area privata. Con la delibera 453 del 2014, giunta Accorinti, il Comune ha staccato 1200 punti luce in aree private, tra cui i 70 di Messina Due.

Ma la strada tra salita Contino e via Catara Lettieri, 1 km e 400 metri, ha una situazione specifica perché è sì privata ma ad uso pubblico, tant’è che c’è un capolinea Atm, la raccolta dei rifiuti, il servizio di derattizzazione, ed è, ad esempio, l’unica via di accesso al serbatoio Montesanto.

E’ stato il tema della seduta odierna della I commissione, presieduta dal consigliere Libero Gioveni.

“L’impianto della luce è in condizioni pessime – dice il responsabile del servizio di pubblica illuminazione, l’ing. Salvatore Saglimbeni -, i pali sono corrosi, i cavi sono stati asportati. Abbiamo fatto il progetto per il rifacimento, il costo previsto è di 162mila euro”.

Ma dove si prendono questi 162mila euro e chi li paga? “C’è l’ipotesi di una tassa di scopo per i residenti – spiega l’assessore Francesco Caminiti – ma servono tempi lunghi e noi cerchiamo soluzioni più rapide, l’Avvocatura sta valutando come agire. Spero di poter dare la soluzione definitiva entro 15 giorni. La strada è privata – conferma – ma la priorità è la sicurezza”.

Il consigliere Giuseppe Schepis (Movimento 5 Stelle) ha ricostruito la storia, ricordando una delibera del 1981, che prevedeva due garanzie fideiussorie a favore del Comune, per un totale di 860 milioni di lire, in caso di mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione. Cifre che, secondo la risposta di Caminiti, non sono state invece mai incassate. “La tassa di scopo sarebbe utile solo al 30 % della cifra necessaria di 162mila euro, quindi non risolverebbe il problema. Ci sono tutti i servizi tranne l’illuminazione – ha detto il consigliere –, tutto farebbe pensare che la strada sia pubblica”.

Ma il Comune ribadisce che non lo è. “La Salita Contino esiste da prima della realizzazione del complesso Messina Due – ha replicato Saglimbeni -. Che l’Atm vi abbia messo un capolinea non è indice che la strada sia pubblica, credo non si siano neppure posti il problema ma abbiano acconsentito alle sollecitazioni di alcuni consiglieri, che hanno fatto da portavoce dei residenti”.

Anche secondo il consigliere Massimo Rizzo (Pd) la soluzione non è la tassa di scopo. “E’ difficilissimo attuarla, su 8000 Comuni italiani l’hanno prevista in 30, e comunque potrebbe coprire solo il 30 % dei costi. Ci sono limiti ben precisi, è difficile individuare tutti i cittadini a cui applicare l’imposta perché la strada non serve solo il complesso Messina Due. Poi bisogna concludere i lavori entro due anni, sennò i soldi vanno restituiti. Se il Comune non ha recuperato gli oneri concessori deve denunciare ma in questo momento la priorità è la sicurezza. Ed è normale che l’Atm copra quella zona, a prescindere se sia pubblica o privata, perché lì ci abitano centinaia di famiglie”.

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2 commenti

  1. Mi sembra giusto ripristinare l’impianto di illuminazione sia per motivi di sicurezza e anche perché le centinaia di famiglie che ci vivono pagano regolarmente le tasse comunali che gli competono

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  2. Sono più che certa che purtroppo a Messina due non sarà mai ripristinato l’impianto di illuminazione. Suolo privato, suolo comunale….adesso è questa la diatriba sulla quale verteranno (forse) decine di tavole tecniche! Che importa se la sera quella che avrebbe dovuto essere una “chicca” della città versa nel buio più totale?
    P.s.: e non sottovalutiamo la pessima condizione della strada e l’incuria totale degli spazi verdi.
    Ma questa, è un’altra storia.

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