I dispositivi di sicurezza non sono più obbligatori ma raccomandati, il Comitato lamenta che in alcuni istituti messinesi "le commissioni si ostinino a non rispettare la nuova circolare"
MESSINA – Il Comitato Scuola in Presenza di Messina, aderente alla Rete Nazionale Scuola in Presenza, ha appreso “con sconcerto” la notizia che in alcuni istituti messinesi, in cui si svolgono gli esami di terza media, gli studenti vengono ancora obbligati a indossare la mascherina. Questo avviene nonostante la notizia ufficiale è che, vista la mutata situazione epidemiologica, le mascherine per esami di terza media ed esami di Stato passano da obbligatorie a ‘raccomandate’.
“Sorvoliamo sulla tardiva decisione del governo – fanno sapere dal Comitato Scuole in Presenza – per l’arrivo della quale, come purtroppo è accaduto spesso in questi due anni e mezzo pandemici, si sono dovuti battere comitati, scienziati coscienziosi, famiglie e liberi cittadini. Non è accettabile, però, che docenti e componenti delle commissioni di esame si ostinino a non tener conto di quanto emerso chiaramente nella riunione istituzionale tra i ministri della salute e dell’istruzione, sulla non necessità di indossare i dispositivi di sicurezza, specie in posizione statica (eccezion fatta, ovviamente, per i casi in cui si registri la presenza di soggetti fragili, in cui il senso della ‘raccomandazione’ assume una giusta pregnanza).
Comitato Scuola in Presenza: “Usare buon senso”
“Né può essere portata come motivazione quella relativa al fatto che la Circolare ufficiale non è ancora arrivata da parte del ministero. Sono stati gli stessi rappresentanti del governo ad affermare che bisogna solo aspettare, per i tempi tecnici, la riunione del Consiglio dei Ministri per la ratifica e la conseguente circolare. Si tratta di un aspetto burocratico, cioè, che nulla ha a che vedere con il contenimento dei rischi epidemiologici.
Buon senso vorrebbe, come peraltro hanno fatto molti istituti con apposite comunicazioni, che per il benessere degli studenti queste norme venissero applicate da subito. Tanto più che la stessa indicazione del governo parla di esami di terza media e di maturità. Ci auguriamo – si legge in conclusione nella nota del Comitato – che talune incresciose situazioni verificatesi in tal senso non si verifichino più e che sia consentito ai ragazzi che stanno affrontando l’esame di terza media di farlo con la maggiore serenità possibile, anche alla luce degli ultimi, orribili tre anni di scuola che sono stati costretti a vivere”.
