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Messina fuori da TaoArte, Amata: “Assenza di dialogo assurda. Non si può fare scena muta”

Redazione

Messina fuori da TaoArte, Amata: “Assenza di dialogo assurda. Non si può fare scena muta”

giovedì 04 Giugno 2020 - 13:02
Messina fuori da TaoArte, Amata: “Assenza di dialogo assurda. Non si può fare scena muta”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars: "lettera del Commissario di TaoArte di ignorata dalle istituzioni messinesi. Per la città perdita grave"

PALERMO – “Mi pare assurdo che una lettera del Commissario di TaoArte resti ignorata dalle istituzioni messinesi, specie in considerazione dell’oggetto che è di profonda rilevanza”. Ad avviso del capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, Elvira Amata “la fuoriuscita di Città Metropolitana e Comune di Messina da Taormina Arte non è certamente argomento di poco conto. Una realtà che per oltre trent’anni ha visto ex provincia, comuni di Taormina e Messina e regione Siciliana insieme per lo sviluppo di un percorso culturale di interesse internazionale, perde due delle colonne su cui si è poggiata sin dalla sua nascita, senza una mediazione, senza un tentativo di risoluzione. 

“Perdita grave per Messina”

Ritengo che per Messina si tratti di una perdita grave- chiosa Amata – una cessione di titolarità e ruolo su qualcosa che è connaturato ormai nella tradizione nostrana, nell’offerta che il nostro splendido territorio propone al mondo. Taormina – prosegue Amata – è una pietra preziosa del messinese e, continuando a scegliere di delegittimare questo stato di fatto, incediamo nel depauperamento del nostro patrimonio che è fatto di splendide realtà periferiche, dai borghi, alle isole, ai piccoli e medi comuni nella fascia ionica quanto in quella tirrenica, con tutto ciò che di culturale e artistico portano con sè. Salvo poi offenderci quanto sentiamo dire che la perla dello Ionio è in provincia di Catania”. Amata si pone degli interrogativi: “Dov’è Messina? Come guarda alla sua periferia, se neanche vuol essere associata a ciò che, di fatto, rappresenta uno dei più promettenti biglietti da visita per l’intera Sicilia, da decenni?”.

Segue l’nvito al sindaco della Città metropolitana di Messina,  Cateno De Luca “a riconsiderare la posizione assunta ormai da tempo, di non proseguire quest’esperienza di condivisione all’interno di TaoArte. E chiedo al Commissario Campo di non procedere ancora alla ratifica dell’esclusione di Messina dalla Fondazione, volendo sperare nella possibilità estrema di un ultimo tentativo di mediazione per il quale direttamente e indirettamente mi metto a disposizione, in accordo con l’Assessore Regionale al Turismo e Spettacolo”.

“Il duplice ruolo di Messina”

La deputata regionale ricorda che “Messina ha un ruolo duplice giacché, oltre alla Città Metropolitana, una quota di rappresentanza spetterebbe al comune. Ecco che qui mi si deve consentire un messaggio aspro ai consiglieri che siedono nel civico consesso che io ben conosco. Com’è possibile che il Consiglio Comunale di Messina non abbia detto nulla davanti a tutto ciò? Forse i consiglieri ritengono sia indifferente alle sorti cittadine stare o meno dentro una realtà simile? Io resto basita dall’immobilismo di questo apparato. E mi rivolgo – conclude Amata – a tutte le forze che hanno una propria rappresentanza in Aula e all’ufficio di Presidenza: battete un colpo perché non è concepibile il vostro silenzio!”. 

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Un commento

  1. Ma si sa, per lo Zampognaro, Messina deve puntare tutto sul Festival Internazionale della Ciaramella. Cosmopolitismo? Una brutta parola…
    Per questa squallida amministrazione, Messina deve retrocedere fino a diventare una misera dependance di un paesino dei Peloritani.

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