Il verdetto anche per l'ex presidente Amam e un dirigente comunale. Nel 2016 il sequestro delle foci di 9 torrenti
MESSINA – Si è chiuso con tre assoluzioni il processo per l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, l’ex presidente dell’Amam Leonardo Termini e il dirigente comunale Antonio Amato. Per loro l’accusa era di non aver impedito l’inquinamento dei torrenti, rilevato da un controllo della Capitaneria di Porto. Il Tribunale li ha scagionati, accogliendo le tesi delle difese, gli gli avvocati Carmelo Picciotto, Giovanna Saja, Fabio Repici, Alessandra De Luca e Felice Di Bartolo.
Mancata bonifica dei torrenti, nel 2016 il sequestro
In sostanza ai tre era imputata la mancata manutenzione e le mancate richieste di fondi per i progetti di messa in sicurezza dei torrenti. Nel 2016 la Capitaneria di Porto aveva sequestrato 9 scarichi a mare – torrente Europa, Boccetta, Portalegni, Giostra, San Licandro, Annunziata, ed il quadro dei comandi del depuratore di Mili perché alcune tubature e condotte fognarie versano direttamente in mare materiale altamente inquinante. Ma sotto la lente c’era stato anche il torrente Bordonaro.
Sicurezza dei torrenti, oltre il processo
Sul piano giudiziario, quindi, le accuse non hanno retto. Di là delle responsabilità penali e dello “spettro” della prescrizione, sempre troppo corta per i reati ambientali, sarebbe auspicabile che dal dibattimento, e dalla motivazione della sentenza, possano emergere spunti interessanti per valutare gli interventi effettuati e da effettuare sui corsi dei fiumi cittadini, attraverso l’analisi svolta dai consulenti della Procura e cristallizzata nel dossier agli atti del processo.
