Appuntamento il 7 giugno, alla Casa del Con
Le città sono persone, case, palazzi, monumenti, negozi, attività, porti, produzioni culturali ed economiche. Un tempo era chiara la relazione, l’interconnessione. I quartieri erano spesso specializzati e sapevi dalle confederazioni quali attività e produzioni determinavano la vita della città.
Oggi siamo abituati a guardare la città senza sentirne la complessità. Ignoriamo il legame fra produzione, servizi, scelte urbanistiche ecc.
L’iniziativa ha l’obiettivo di andare alla ricerca delle attività produttive di Messina che erano sopravvissute alla guerra, capire perché molte attività economiche sono scomparse insieme a edifici storici, perché è diventata clientelare e povera l’economia, cosa succede alle attività sopravvissute e a quelle che sono nate negli ultimi anni.
Si partirà da alcune domande:
Quali attività produttive sappiamo o pensiamo e immaginiamo vi fossero nella nostra città dopo la seconda guerra mondiale?Quali attività produttive sappiamo o pensiamo e immaginiamo ci siano oggi nella nostra città?Quali attività consideriamo produttive dal punto di vista economico?Consideriamo produttive solo le attività che producono denaro?Che cosa altro produce e da che cosa è generata un’attività che non produce denaro?
Il laboratorio sarà a cura di
Giuseppe Martino, artista e storico
Francesca Billé psicopedagogista e presidente dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto
Margherita Ghirlanda avvocato e vicepresidente dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto
Giovanna La Maestra esperta di educazione corporea e socia fondatrice dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto
Enza La Rocca imprenditrice e socia fondatrice dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto
