De Luca, Basile e Mondello fanno il punto dal 2018 a oggi: "La città non deve dimenticare da dove siamo partiti"
MESSINA – Da 7 scuole su 104 con la vulnerabilità sismica nel 2018 a progetti per oltre 84 milioni di euro con cui mettere in sicurezza e rifunzionalizzare gli altri 97 plessi. Sud chiama Nord, nell’ormai consueto appuntamento del martedì, ha voluto fare il punto sull’edilizia scolastica ripercorrendo quanto fatto dal 2018 a oggi.
In un video iniziale sono state mostrate le condizioni di alcune scuole, come la Paino a Gravitelli, la Castronovo a Bordonaro, l’istituto Santo Stefano Briga e la Galati Sant’Anna. Solo alcune delle strutture che in questi anni sono state al centro di interventi di riqualificazione.
Il primo a parlare è stato Cateno De Luca, ricordando che quello dell’edilizia scolastica è stato “uno dei primi argomenti affrontati nel 2018. Su 104 scuole solo 7 risultavano in regola per quella scadenza prorogata di anno in anno sulla vulnerabilità sismica. Un elemento fondamentale da risolvere per partecipare ai bandi”. De Luca ha poi ripercorso quanto fatto, a partire dall’ordinanza del 3 agosto 2018 divenuta “un caso nazionale” e con cui l’allora sindaco ha chiuso tutte le scuole. Da lì i confronti con le varie istituzioni e l’inizio di un percorso passato dalla ricerca di fondi alla modifica delle norme sull’assegnazione delle risorse ai Comuni da parte del Miur. Il deputato regionale ha sottolineato che “grazie a quella presa di posizione spregiudicata è stato cambiato il sistema e Messina è diventata un modello nazionale. Perché diventare un caso è semplice, lo possiamo fare tutti. Ma la goliardia deve servire a risolvere un problema. Ricordo il clima in seguito a quell’ordinanza. Non c’è stata la solidarietà di nessuno, ma pezzi di città che ti tiravano addosso di tutto”.
“Oggi abbiamo a Messina 104 edifici che nel 2018 non erano né adeguati”
Il vicesindaco Salvatore Mondello ha parlato di “un tema che mi ha emozionato per tanti motivi, soprattutto in quella fase in cui ci siamo trovati da soli io e Cateno. Il tempo però è stato galantuomo. Ormai dico sempre ai giornalisti che non hanno afferrato l’importanza di ciò che è stato fatto in questi anni. Nel 2018 eravamo molto indietro”. Mondello ha poi fatto un cronoprogramma di norme italiane partito dal 1996 e passato da altri decreti del 2003 e del 2009, fino alle norme tecniche del 2018, poco prima dell’insediamento della giunta De Luca. L’assessore ha aggiunto: “Dal 1996 al 2018 il parco edilizio era lo stesso, che cosa è stato fatto? Come mai dal 2018 al 2021, in 3 anni, è stato fatto ciò che in 20 anni non era mai stato fatto? C’è stata la volontà di sistemare questa situazione per poi accedere ai bandi. Abbiamo fatto uno screening per poter intervenire in maniera chirurgica, per poter rifunzionalizzarli e mettere l’intero parco edilizio in condizione di ospitare i nostri ragazzi. Se nel 2018 ragionavamo in maniera casuale, oggi sappiamo le condizioni di ogni struttura e dove intervenire. Io mi sento soddisfatto, doppiamente felice e orgoglioso di questo risultato. C’è la possibilità di migliorare ancora di più nei prossimi 5 anni. Puntiamo alla realizzazione di mense scolastiche e qualcuna, come all’Evemero e alla scuola del villaggio Cep, sarà consegnate a stretto giro”.
Poi il sindaco Federico Basile, che ha sottolineato il valore della continuità e della normalità. Il primo cittadino si è concentrato su edilizia scolastica e scuola bus, aggiungendo che “è impensabile che solo nel 2018 ci si sia accorti che qualcosa non andasse. La parte di sintesi, dei numeri, è la parte più facile. Oggi abbiamo 104 edifici che nel 2018 non erano né adeguati né fotografati. Con 6 milioni di euro si sono fatti progetti di vulnerabilità per i 97 edifici che non ce l’avevano. È stata una catena di montaggio”. Basile ha poi parlato di oltre 84 milioni tra progetti, lavoro in corso e appalto, per queste 97 scuole. Di cui per 30 ci sono progetti in corso di completamento, per 41 interventi effettuati e collaudati, per 11 è in corso l’appalto, in 8 si sta lavorando e in 7 i progetti sono cantierabili ma in attesa di finanziamento. Il sindaco ha poi concluso: “Alla città diciamo che i cambiamenti hanno bisogno di tempo, ma anche di capacità. Questi standard che stiamo mantenendo servono alla città. Se ci avessero pensato 40 anni fa oggi non saremmo così. L’edilizia scolastica è uno dei principali fiori all’occhiello della nostra amministrazione”.

La vicenda Zanklon non è una bagatella. È il simbolo di una visione della città che fa a pugni con la logica, la sicurezza. Stiamo parlando di un manufatto di dieci piani (uno dei tre) piantato su un terreno classificato a rischio idrogeologico nei pressi del Liceo Scientifico “Archimede”. Un intervento destinato a strangolare definitivamente una viabilità già al collasso, immettendo nuovi residenti in un’area satura.
Un progetto che, usando i soldi del PNRR, impone prezzi (fino a 650 euro) che sono il triplo della soglia (215 euro) per gli alloggi agevolati?
Questa è un’operazione commerciale con soldi pubblici destinata a snaturare l’economia cittadina e che, ciliegina sulla torta, restituirà i manufatti all’azienda costruttrice tra soli dodici anni. Il tutto in apparente collisione con le norme del “Salva Colline”.