Messina Social City firma l’annullamento in autotutela della gara per correggere i requisiti dopo i rilievi degli operatori economici
MESSINA – Stop alla maxi procedura aperta per l’affidamento della refezione nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Con due provvedimenti gemelli firmati il 29 settembre 2026 dal direttore generale Giuseppe Arpi, le determine numeri 230 e 231, Messina Social City ha decretato prima l’annullamento in autotutela della gara precedente e, subito dopo, la proroga tecnica del servizio in favore della ditta Vivenda Spa per garantire la continuità dei pasti agli studenti.
Il rebus dei chiarimenti e la revisione obbligatoria degli atti
Dietro lo stop alla procedura bandita ad agosto c’è un’istruttoria tecnica innescata dalle sollecitazioni arrivate dai vari operatori economici del settore. L’azienda motiva la retromarcia spiegando che, a seguito delle richieste di chiarimento pervenute, sono emerse criticità di particolare rilievo giuridico capaci di compromettere la regolarità della gara.
L’ente rileva la necessità di procedere a un puntuale riesame della documentazione contabile e amministrativa, evidenziando che «dall’esame delle richieste pervenute e dai conseguenti approfondimenti istruttori sono emerse questioni di particolare rilevanza sotto il profilo giuridico, suscettibili di incidere sulla corretta formulazione degli atti di gara e sul regolare svolgimento della procedura».
Per rimediare agli errori e tutelare i principi di concorrenza, la Social City ha stabilito che i correttivi non potevano essere introdotti con semplici note o rettifiche, optando così per la linea dura dell’annullamento totale: «Ritenuto che le modifiche da apportare agli atti di gara, alla luce delle questioni giuridiche emerse, non siano suscettibili di essere introdotte nell’ambito della procedura attualmente in corso mediante semplici chiarimenti o rettifiche, rendendosi invece necessario procedere ad una complessiva revisione della documentazione posta a base di gara». Da qui la decisione di dichiarare «interrotta e priva di ogni effetto la relativa procedura aperta di gara in corso di svolgimento sulla piattaforma telematica».
La continuità garantita e la proroga da 377mila euro alla Vivenda
Annullata la gara e promessa una nuova indigenza in tempi celeri, il problema primario restavano i piatti da servire quotidianamente nelle scuole. Per evitare il blocco del servizio pubblico essenziale, la seconda determina dirigenziale ha fatto scattare l’estensione contrattuale.
In attesa dell’espletamento del nuovo bando, l’azienda ha attivato le opzioni previste dal codice e dal contratto originario, affidando la prosecuzione delle attività alla stessa Vivenda Spa. L’atto stabilisce di disporre «a partire dal 5 ottobre 2026 la proroga tecnica e prosecuzione temporanea del servizio di refezione scolastica in favore della ditta Vivenda Spa […] in esecuzione della clausola contrattuale di modifica in corso di esecuzione», fissando un tetto massimo di spesa per la ripetizione dei servizi pari a 362mila 617 euro al netto dell’Iva, che salgono a quota 377mila 122 euro comprensivi di imposte.
Il provvedimento chiarisce inoltre la natura precaria del regime transitorio: «La presente proroga tecnica è disposta nelle more dell’espletamento ed aggiudicazione della nuova gara d’appalto per il servizio di refezione scolastica, attualmente in fase di predisposizione ed indizione da parte dell’azienda». Qualora il nuovo operatore dovesse subentrare prima della scadenza naturale della proroga, l’accordo con la Vivenda decadrà immediatamente, senza che la ditta possa avanzare pretese o richieste di indennizzo per il recesso anticipato.

