Messina. Referendum Montemare, in vantaggio il no

Messina. Referendum Montemare, in vantaggio il no

Redazione

Messina. Referendum Montemare, in vantaggio il no

martedì 14 Giugno 2022 - 08:57

Un voto prevedibile una volta raggiunto il doppio quorum

I dati sono ancora ufficiosi e riguardano solo 128 sezioni su 253. Ma è molto probabile che il referendum sull’istituzione del nuovo Comune di Montemare premierà chi ha votato no.

Un voto prevedibile una volta raggiunto il doppio quorum. In tutto il territorio comunale hanno scelto di votare il 51,59 % degli elettori, dunque vale il loro voto. Se questa percentuale fosse stata al di sotto del 50 %, allora sarebbe valso solo il voto dei residenti delle frazioni interessate e in quel caso è probabile che avrebbe vinto il sì.

In 128 sezioni i no sono al 64.86 %, i sì al 35,14 %. Ma è un segnale che non può essere ignorato: il vero decentramento è necessario e forse potrebbe essere utile una VII Municipalità in quel territorio, staccata dalla VI, che si estende fino a Paradiso, alle porte del centro città.

9 commenti

  1. Marcella Millimaggi 14 Giugno 2022 13:51

    La gente si pronuncia per il no e nonostante ciò si scrive che v’è un segnale che non può essere ignorato e che il decentramento è necessario. Quando avverrà che si smetta di fare carta straccia della volontà popolare espressa anche attraverso un referendum?

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    1. La gente si e` pronunciata per un no a far staccare quella porzione di territorio dal Comune di Messina. Ma evidentemente le persone che abitano in quelle zone, pur rimanendo dentro il Comune, hanno bisogno di piu` attenzione che un quartiere piu` piccolo e piu` vicino potrebbe dare.

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  2. Invece quando la smetteremo di aggiungere comuni, giunte e gente che mangia soldi in ogni dove sulle spalle dei lavoratori tassati a più non posso? Il
    Comune di Messina è comune di Messina a chi non sta bene Messina cambi città e non inventi comuni ogni 10 abitanti!

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    1. questa osservazione non tiene conto dell’ovvia esigenza che chi abita in quelle zone abbia gli stessi servizi erogati negli altri quartieri cittadini.

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  3. Sono d’accordo con la sig. Marcella, la volontà popolare deve essere rispettata. In ogni caso i disagi lamentati da alcuni sostenitori del Si, sono gli stessi di tutta la città che da 50 anni “sopravvive” con dignità e senza piagnucolare.

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  4. Ma scusate che senso ha che uno di Mili debba votare per uno di Acqualadrone?
    La Gran Bretagna e’ uscita dall’Europa per sua volontà senza chiedere opinione all’Europa. La stessa cosa ha provato a fare La Catalogna. Il referendum a mio parere doveva essere solo per chi lo chiedeva…

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    1. Ma in fatti non capisco perche a Trapani per il nuovo comune di Misiliscemi si è votato solo nelle frazioni interessate e a Messina no.

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      1. Sig. Rosario, quello che dice lei non è vero. Per Misitiscemi votò tutta la città di Trapani secondo quanto stabilito dalla L R. n. 30 del 2000. Il referendum passò perché si raggiunse il quorum nell’area Misitiscemi e “grazie” a 392 NO (in pratica anche lì la maggioranza, compresi cioè gll elettori che non votarono, della popolazione non voleva il Comune), purtroppo nella restante parte della città di Trapani non si raggiunse il quorum. Per sua grande gioia (immagino), le comunico una chicca, la legge regionale 30 di cui prima è stata modificata proprio nei suoi punti chiave: in Sicilia non si potranno più costituire comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti (proprio come il “suo) ed è stato eliminato il meccanismo incostituzionale del doppio quorum. Ultima, ma più importante: il Comune di Misitiscemi a distanza di 4 anni dal referendum non riesce a partire….NON ESISTE.

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    2. Sig. Alfio, c’è una legge regionale (la n. 30 del 2000) che lo stabilisce. Tra l’altro questa legge è stata modificata e questo comune in ogni caso non poteva essere costituito. La Gran Bretagna è un paese sovrano al contrario dei villaggi nord che di sovrano non hanno nulla (io sono di Sparta’….). Lei cita la Catalogna che per similitudine non è potuta andare al voto (ritenuto illegale dalle Autorità Spagnole) in quanto sarebbe dovuta andare al voto tutta la Spagna. In soldoni, lei non è libero di fare ciò che vuole nemmeno a casa sua.

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