L'analisi di Roberto Saia, responsabile Lavoro della segreteria provinciale del Partito democratico
MESSINA – La notizia della chiusura del negozio “Scarpe e scarpe” all’interno del Centro Commerciale Today di Pistunina ha scosso il panorama occupazionale cittadino. Sulla vicenda è intervenuto Roberto Saia, responsabile Lavoro della segreteria provinciale del Partito democratico.
Un futuro incerto per le lavoratrici
Esordendo con un’analisi del dato umano, Saia ha dichiarato: “Undici dipendenti dal 16 aprile saranno senza lavoro. Undici famiglie che oggi vivono una situazione di incertezza drammatica”.
Proseguendo nella sua analisi, il rappresentante dem ha poi sottolineato l’impegno politico in corso: “Come Partito Democratico questa mattina abbiamo espresso solidarietà alle lavoratrici del punto vendita messinese ‘Scarpe e scarpe’ e siamo già a lavoro con la nostra deputazione nazionale e regionale al fine di pressare i governi regionali e nazionali affinché si occupino di questa ulteriore crisi e del futuro di queste lavoratrici”.
Le proposte per il rilancio
Secondo l’esponente del Pd, la risposta non può limitarsi alla solidarietà ma deve tradursi in azioni concrete da parte delle istituzioni locali. Saia ha infatti precisato che: “A fronte di una perdurante e straripante crisi del settore commercio sarà necessario che l’Amministrazione comunale che verrà ponga come punto prioritario della propria agenda politica il rilancio del commercio e, soprattutto, la salvaguardia dei livelli occupazionali, attivando, fin da subito, strumenti permanenti di confronto tra ente pubblico, aziende e parti sociali, affinché chi oggi perde il lavoro debba essere reintegrato in nuove aziende che decideranno di investire in città”.
Il solito copione delle chiusure
Entrando nel merito delle dinamiche aziendali che hanno portato a questa scelta, il responsabile Lavoro ha definito la vicenda come: “Uno schiaffo alle lavoratrici, tutte dipendenti da tanti anni, di un negozio che non dava, ai tanti clienti che ogni giorno acquistavano, segnali di crisi”.
Ricordando i passaggi precedenti, Saia ha spiegato che: “L’azienda ha incontrato le parti sociali qualche mese fa, alla presenza di Sicindustria e lamentava costi di locazione e di gestione alti e risultati non in linea con le attese. È il solito copione: aziende che aprono, depredano contributi e risorse e appena i numeri calano sotto le attese, nessuna titubanza. Si chiude. Poco importa se a farne le spese siano lavoratori e lavoratrici che hanno decenni di carriera sulle spalle e che faranno fatica a essere reintegrati nel mercato del lavoro. È già successo con Ex Conbipel, Benetton, con Gi.Cap e prima ancora con Papino Elettrodomestici”.
Le accuse all’Amministrazione comunale
In conclusione, Roberto Saia ha rivolto un attacco diretto alla gestione politica della città, lamentando una mancanza di attenzione verso il tema occupazionale: “La cosa che colpisce di più è il silenzio dell’Amministrazione comunale di Messina, prontissima ad autoincensarsi, anche di iniziative ‘sensazionali’ e costose ma che non hanno alcuna ricaduta occupazionale, ma incredibilmente in silenzio di fronte al dramma continuo della perdita del lavoro. In silenzio e incurante del grido di sofferenza che viene anche dalle tante aziende in difficoltà, vessate da tasse sempre più alte e da una città, specie in centro, ostaggio dei cantieri”.
Infine, Saia ha chiuso con una riflessione amara sulle classifiche nazionali: “E la questione lavoro è solo una componente di un quadro desolante di una città che abita costantemente gli ultimi posti delle classifiche che riguardano lavoro, vivibilità e ricchezza e che non dà diritto di speranza ai suoi giovani che la abbandonano per trovare lavoro e dignità altrove, come inesorabilmente ci dicono le statistiche”.
