Via Quinto Ennio. Entro il 25 febbraio trasferite le ultime tre famiglie

Via Quinto Ennio. Entro il 25 febbraio trasferite le ultime tre famiglie

Marco Ipsale

Via Quinto Ennio. Entro il 25 febbraio trasferite le ultime tre famiglie

venerdì 20 Febbraio 2026 - 10:45

Potranno finalmente concludersi le demolizioni propedeutiche al prolungamento sud di via don Blasco

Prima entro fine 2025, poi entro il 5 febbraio, poi entro il 12 febbraio, ora entro il 25 febbraio, cioè tra cinque giorni. Ma stavolta ci siamo davvero. Le ultime tre famiglie di via Quinto Ennio si trasferiranno definitivamente nelle loro nuove case popolari di via Bisignano, a Contesse.

Subito dopo potranno iniziare le demolizioni delle ultime baracche rimaste in piedi in via Quinto Ennio e così cadrà l’ultimo diaframma che separa il rione Taormina dal completamento della nuova via Don Blasco.

La fine di un’odissea burocratica

Il passaggio definitivo verso le nuove case avviene dopo un braccio di ferro burocratico durato mesi. Tra problemi di allaccio del gas con Italgas e intoppi tecnici, le scadenze inizialmente fissate erano sfumate. Ora, finalmente, il via libera definitivo.

Ruspe pronte: il piano delle demolizioni

Una volta liberate le baracche, la Struttura Commissariale darà il via alle demolizioni e alla bonifica dall’amianto. Si tratta di una striscia che costeggia il muro della caserma del 24° Reggimento Artiglieria: abbatterle significa restituire dignità a un’area degradata a pochi passi dal Policlinico e, contemporaneamente, permettere all’esercito di intervenire sulla manutenzione dei propri perimetri.

La nuova viabilità: 1,3 milioni per il prolungamento

Il vero obiettivo è il completamento della “Via don Blasco”. Per questo tratto specifico, il Comune di Messina ha già approvato il progetto da 1,3 milioni di euro (finanziato con fondi Fesr Sicilia 2021-2027). La nuova strada permetterà di proseguire dritto da via Acireale fino a via Taormina, evitando il congestionato incrocio del viale Gazzi. Ma al termine del percorso servirà una rotatoria, sfruttando anche gli spazi delle vicine aree di recente sbaraccate. Con un altro semaforo, viceversa, si rischierebbe solo di spostare l’attuale tappo.

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