I consiglieri propongono modifiche per inserire agevolazioni a chi conferisce in discarica e alle fasce deboli
MESSINA – I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia dicono no alla nuova Tari. Libero Gioveni, Dario Carbone e Pasquale Curró si sono presentati di fronte ai giornalisti per esprimere tutto il proprio dissenso alle modifiche al regolamento della tassa sui rifiuti. Un “no” che nasce dall’eliminazione della scontistica per le fasce deboli e passa dalle “seconde case”.
Il conferimento alle isole ecologiche
Lo sconto di cui si parla è quello del 35 per cento sulla parte variabile del tributo a chi conferisce nelle isole ecologiche 60 kg l’anno di rifiuti. Il capogruppo Gioveni spiega: “Riteniamo che sia inopportuno sopprimere lo sconto. Soprattutto perché non incide dal punto di vista economico. Parliamo di 15mila utenti e un importo di un milione e mezzo su 54 milioni di Tari totale, che con l’aumento può arrivare a 63 o 64 milioni di euro. Non incide soprattutto considerando i benefici socio-economici economici che derivano dal conferimento in discarica, perché sono certo che nessuno lo farà più e questo genererà un ulteriore spreco di risorse”. Risorse in termini “umani”, cioè con una differenziata porta a porta ancora maggiore, con conseguente “perdita di tempo e impiego di lavoratori”.
“E riteniamo inopportuna – prosegue Gioveni – anche la limitazione che la giunta ha previsto per la riduzione del tributo nelle seconde case. Si chiede il distacco delle utenze del gas e idriche oltre che l’assenza degli arredi. Ciò nonostante, la tassa sulle seconde case, in cui non ci sono residenti, andrebbe pagata in base al numero di componenti del nucleo familiare. Anche se non ci abita nessuno. Attualmente non si paga così”. Ciò che contestano i consiglieri è il pagamento per più persone sia in una sia nell’altra casa. Una famiglia composta da 4 persone pagherebbe per 4 sia nella prima casa sia nella seconda, secondo quanto spiegano i consiglieri di Fratelli d’Italia.
Scontro sulla scontistica
Gioveni chiude parlando della scontistica per le fasce a basso reddito e per gli ultrasettantenni: “Ne parliamo da anni. Manca il bando e per noi non è corretto che le riduzioni siano solo per i nuclei familiari con un invalido al 100 per cento, ma bisogna fare come nel 2017 e 2018, quando i beneficiari delle esenzioni sono stati più di 3mila con un plafond di 600mila euro. Non comprendiamo perché 600-700mila euro non possano essere inseriti, come accaduto in passato, per le famiglie a basso reddito. Non faremo sconti a nessuno e chiediamo risposte. Anche Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ndr) ha chiarito che la scontistica è necessaria per queste fasce di popolazione perché avrebbe benefici su tutti, innescando un circolo virtuoso perché con le agevolazioni chi paga sempre pagherà di meno. Presenteremo vari emendamenti per modificare questi aspetti e speriamo che la maggioranza, che è schiacciante, ci ascolti. Se no che ce lo dicano: questo milione e mezzo serve ad assumere personale”.
Carbone: “Da 39 a 60 milioni in dieci anni…”
Carbone aggiunge: “In dieci anni siamo passati da 39 a 60 milioni di Tari totale, paradossale se si pensa che con la differenziata avremmo dovuto pagare tutti di meno. Senza contare che il paradosso è che l’azienda deve subappaltare il servizio a società catanesi. Sulle agevolazioni a invalidi al 100 per cento e ultraottantenni il paradosso, invece, è un altro: che il bando manca da 3 anni. Una persona ci ha raccontato che pur essendo ultraottantenne le è stato detto che sì, avrebbe diritto alle agevolazioni, ma manca il bando e quindi deve pagare”.

Io sono in lotta con un Comune della provincia di Messina appunto per questo motivo, seconda casa, non abita nessuno e pretendono di farmi pagare per quanti sono i componenti del nucleo familiare con uno sconto del 30%, pero’ a visionare il totale, di quella tassa, è superiore all’attuale dove ho la residenza, in effetti in tutti i regolamenti, fanno supposizioni di QUANTI, non vi è un minimo e La Polizia Municipale come per le Residenze e/o cambio di abitazione devono accertare quante persone usufruiscono della casa, non possono trincerarsi dietro un regolamento diciamo discutibile dal punto di vista legale.
Premetto che la Tari a Messina ha subito dei cambiamenti notevoli rispetto il passato e si dovevano vedere benefici con il porta a porta. Mi preme precisare però che quando si parla di utenti bisognosi, con redditi al di sotto della soglia di povertà, non si fa nulla per attuare il sistema bonus come per la luce e il gas. Tutti devono pagare e mi sembra giusto, ma chi non può per motivi di lavoro come si fa? Ve lo dico io , si ricorre ai soliti angeli che sono i propri genitori. ma quando non ci saranno più ? cosa succederà a questa città ? chi pagherà le tasse ? Già oggi si sono accorti che tanta gente è andata via da Messina perchè la città non offre nulla. quindi cosa fare? io proporrei di censire tutti quelli che per motivi vari non riescono a trovare lavoro e perchè no, aiutarli a trovarlo, perchè se non si cambia registro e non si aiutano i soggetti deboli, ma volenterosi, i disagi ci saranno. Auspico, che qualcosa possa cambiare e spero chi ci governa, di soffermarsi un tantino a chiedersi se è lecito aumentare la tari in un momento di crisi profonda che sta vivendo il nostro paese. grazie.