Messina. Sequestro Aias per truffa all'Asp, colpo di scena

Messina. Sequestro Aias per truffa all’Asp, colpo di scena

Alessandra Serio

Messina. Sequestro Aias per truffa all’Asp, colpo di scena

venerdì 26 Giugno 2026 - 11:16

Cade il sequestro disposto per l'associazione disabili nell'inchiesta sui presunti rimborsi gonfiati

Cade il sequestro da 20 mila euro disposto nei confronti dell’Aias, l’associazione che offre servizi ai disabili per conto dell’Asp di Messina. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame che, accogliendo il ricorso degli avvocati Rina Frisenda e Giuseppe Santoro, ha revocato il provvedimento disposto a marzo scorso dal giudice su richiesta della Procura. La Guardia di Finanza sta infatti indagando su una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’Aias: “Nessuna truffa”

Le motivazioni del Riesame non sono ancora note e saranno depositate a breve, ma il Collegio ha accolto i rilievi dell’avvocata Frisenda che ha contestato il sequestro sia sotto il profilo degli indizi raccolti contro l’associazione che sul piano delle esigenze cautelari.

Documentazione alterata

Secondo gli investigatori invece l’associazione avrebbe alterato la documentazione relativa alle prestazioni riabilitative erogate in convenzione con l’Asp. L’obiettivo sarebbe stato quello di non superare il tetto massimo giornaliero di trattamenti rimborsabili dal servizio sanitario pubblico, mantenendo così il diritto a percepire integralmente i contributi previsti.

Il meccanismo dei rimborsi

Il meccanismo che secondo i finanzieri è sospetto si basava sulla modifica dei fogli firma dei pazienti. Quando, a fine mese, il numero delle prestazioni superava il limite consentito di 73 sedute ambulatoriali al giorno, il presidente e il vicepresidente dell’associazione imponevano la modifica ai professionisti dipendenti – è questa la tesi della Procura di Messina. Le sedute sarebbero state retrodatate o distribuite su giornate diverse, così da far apparire il rispetto dei parametri fissati dalla convenzione. Il centro riabilitativo si è garantito il rimborso massimo previsto dall’Asp, ottenendo fondi pubblici destinati alla sanità ma secondo la Procura in maniera indebita.

Continua l’indagine

La decisione del Riesame sgonfia l’accusa sul piano cautelare. Sarà ora il prosieguo delle indagini a stabilire se i sospetti sono infondati o se c’è qualcosa che merita di essere approfondito davanti al giudice.

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