Messina. Spiaggia in centro città, servizi e turismo: ecco i 5 ambiti del Piau

Messina. Spiaggia in centro città, servizi e turismo: ecco i 5 ambiti del Piau

Marco Ipsale

Messina. Spiaggia in centro città, servizi e turismo: ecco i 5 ambiti del Piau

mercoledì 15 Febbraio 2023 - 07:00

L'obiettivo è il recupero della fascia costiera compresa tra la Zona Falcata e Gazzi

Concorso progettuale aggiudicato nel 2012, poi la legge “ammazza” Ponte e tutto finito. Il Piau, Piano innovativo in ambito urbano, si basava “su una serie di premesse che sono venute a mancare con la legge 221/2012 e poi al marzo 2013” quando “sono stati caducati i rapporti contrattuali con il contraente generale per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina”.

A luglio 2013, in realtà, erano iniziate le indagini preparatorie ma a settembre la giunta Accorinti, insediata da tre mesi, aveva sospeso tutto. Con la delibera 852 del novembre 2014, era stato dato mandato al responsabile unico del procedimento di ridefinire la commessa originaria, dopo aver recepito la rinuncia alla realizzazione del Ponte e conseguente rinuncia allo spostamento della stazione, col mantenimento dell’assetto delle aree ferroviarie, poi ridefinite da un nuovo accordo con Rfi nel febbraio 2015.

La giunta Accorinti aveva anche disposto che il centro servizi e il parco urbano fossero ridimensionati “con lo stralcio dei corpi in altezza”.

Il Piano è stato presentato nel 2016 e, con revisioni, a giugno 2017. E’ stato esteso fino a Gazzi, visto che la legge regionale 8/2012 aveva demandato all’Amministrazione comunale la riorganizzazione delle aree Zir e Zis, prima di competenza dell’Asi.

Poi gli anni passano e a marzo 2021 viene ritrasmesso con altre modifiche per non andare in contrasto col Pudm, il Piano di utilizzo del demanio marittimo, recepito e armonizzato dal Piau “con l’assetto territoriale previsto per le aree limitrofe, nell’ottica di confermare la ricucitura tra mare e città”.

L’ultima perimetrazione, che parte dalla Stazione e arriva fino alla Caserma Ainis di Minissale, è stata trasmessa dai progettisti due mesi fa, il 29 novembre 2022. Quasi quattro chilometri, per una profondità massima di 600 metri, suddivisi in cinque ambiti.

Ambito 1 (Arte, verde, prodotti locali, il paesaggio dello Stretto)

L’Ambito 1 comprende l’area compresa tra il viadotto di via Cannizzaro e il Porto, per la maggior parte occupata da infrastrutture ferroviarie: la stazione Centrale e Marittima, i binari di scambio con i traghetti, depositi ed uffici. Nella fascia a est di via San Raineri si trovano funzioni produttive e artigianali, per la maggior parte su aree demaniali. La proprietà delle aree si divide quasi totalmente tra Rfi a ovest di via San Raineri e Demanio a est. Per l’Ambito 1 viene individuata una funzione di servizio pubblico e di nodo di ricucitura tra il centro storico, il Piano particolareggiato, la Falcata, il mare e il sistema trasportistico a livello urbano ed extraurbano (terminal bus, ferrovia, traghetti). Per questa ragione l’area è destinata a funzioni pubbliche e turistiche capaci sia di arricchire la vita cittadina (laboratori artistici, spazi verdi…) sia di polarizzare i flussi turistici in transito nell’area (museo del prodotto locale, auditorium, commercio di prodotti d’eccellenza…) sia di recuperare la fruibilità paesaggistica e fisica dello Stretto, specialmente in relazione ai progetti di sviluppo della Falcata.

Ambito 2 (Turismo, sport, tempo libero, recupero della spiaggia)

L’Ambito comprende l’area a valle della ferrovia tra il viadotto di via Cannizzaro a nord e il cantiere navale in concessione dal Demanio Marittimo a sud ed è attraversata dalla via Don Blasco. Nonostante ospiti una delle spiagge più ampie all’interno del tessuto urbano messinese, l’area è in condizioni di grave deterioramento fisico ed ambientale: il tessuto edilizio è composto da un mix di capannoni industriali ed edifici residenziali multipiano degradati che arrivano fino alla spiaggia, occupando le aree demaniali. La spiaggia è oggi in gran parte utilizzata come discarica e la balneazione è resa pericolosa dalla presenza di scarichi non regolamentati nei tratti a monte dei torrenti e dallo scarico delle pompe di sollevamento di via Don Blasco. La quasi totalità dell’area a est di via Don Blasco è proprietà del Demanio Marittimo, oggi occupata da funzioni probabilmente abusive o in concessione a privati. Il complesso dell’ex Macello, occupato abusivamente, è di proprietà comunale e la fascia a ridosso dei binari è proprietà Rfi non necessaria all’esercizio delle attività ferroviarie. I restanti terreni sono proprietà di privati. L’Ambito è oggi degradato ed occupato da funzioni e manufatti incompatibili con il suo valore paesaggistico e la sua posizione strategica, che lo mette in relazione privilegiata con il mare e lo Stretto.

Il Piano propone uno sviluppo orientato al turismo, con l’insediamento di attività ricettive, per lo sport, il tempo libero e la fruizione del mare (da cui il mix turistico). In particolare, è previsto uno sviluppo alberghiero integrato con i servizi pubblici dell’ex Macello nella parte a monte di via Don Blasco e il recupero ambientale della spiaggia e la creazione di un parco urbano con l’insediamento di funzioni per lo sport ed il tempo libero. Si è scelto di normare il Piano con queste funzioni di carico urbanistico leggero e potenzialmente temporanee per permettere un immediato sviluppo dell’area anche con limitate risorse, strategico per innescare i processi di trasformazione e valorizzazione in tutto il Piano e per consegnare alla fruizione pubblica un’area di grandissimo valore in tempi brevi, senza tenerla in ostaggio dell’attesa di condizioni ideali. Poiché la norma prevede interventi leggeri, con tecnologie a secco ed amovibili, e un ridotto intervento di infrastrutturazione del territorio territorio la realizzazione del Porto turistico rimane facilmente perseguibile nel momento in cui si reperissero le risorse necessarie e si presentassero operatori interessati.

Ambito 3 (Asse pedonale e piazze; residenziale, ricettivo e commerciale)

L’ambito comprende le aree Rfi delimitate dal viadotto di Via Canizzaro a nord, il limite delle aree cedibili da Rfi a est, il tracciato della nuova via Don Blasco a ovest e termina all’altezza della concessione del Cantiere navale a sud; non è compresa nell’ambito la discesa dal sottopasso Santa Cecilia. Le aree ad oggi sono occupate da piattaforme di scalo ferroviario, da binari per la movimentazione dei mezzi d’opera, e da aree tecniche; tutte le funzioni sono delocalizzabili. Rfi è proprietario unico della quasi totalità delle aree nell’Ambito 3, condizione che permette uno sviluppo unitario ed integrato dell’area. L’Ambito 3 viene progettato su un terreno virtualmente libero da preesistenze e si configura come un piccolo quartiere organizzato attorno a un asse pedonale ritmato dall’inserimento di piazze; la sua vocazione è quella metropolitana con un mix di usi che assicuri un’alternanza di utenze e di flussi. Le funzioni insediabili sono quelle del mix urbano (residenziale, ricettivo, direzionale e terziario, commerciale) e al piano terra degli edifici, sui fronti prospicienti i principali assi viari e piazze, si collocano obbligatoriamente attività commerciali e servizi di vicinato, mentre intorno al sistema di sovrappassi pedonali integrati di Santa Cecilia le funzioni obbligatorie sono direzionale e ricettivo.

Ambito 4 (commerciale e servizi)

L’Ambito 4 si estende da via La Farina a ovest al mare a est nel tratto tra viale Europa e il terrapieno della Galleria dei Peloritani. Il tessuto urbano dell’area è compatto e si suddivide in grandi isolati regolari la cui superficie è pressoché totalmente saturata da edifici residenziali bassi, botteghe e capannoni, con netta prevalenza di questi ultimi, caratterizzati da scarsa qualità edilizia e degrado urbano; su Via La Farina il fronte è costituito in prevalenza da edifici residenziali e commerciali in discreto stato di conservazione, mentre a est di via Maregrosso sorgono grandi complessi di vendita e un agglomerato di edifici destinati ad attività artigianali che si concentra attorno a via Tropea. La struttura proprietaria dell’Ambito 4, specialmente intorno a via Croce Rossa, è estremamente frammentata, mentre al di là di via Don Blasco le proprietà hanno una maggiore estensione. L’Ambito 4, seppur degradato, è già strettamente connesso al tessuto urbano consolidato e quindi il progetto deve confrontarsi con una solida struttura esistente in cui si possono individuare due aree con differente vocazione: il quartiere Maregrosso, dalla spiccata identità urbana, verosimilmente con importanti quote di residenziale, e l’area a valle di via Don Blasco, che per la sua posizione “di confine” e il rapporto privilegiato con le infrastrutture di trasporto è l’ubicazione ottimale per grandi funzioni di pubblico interesse. Il quartiere Maregrosso si struttura attorno agli assi pedonalizzati di via Croce Rossa e viale Salandra ed è costituito da isolati a corte, permeabili attraverso aperture al piano terreno e tagli nel perimetro che permettono una continuità delle viste e un maggior dinamismo formale, destinati ad ospitare mix urbano (residenziale, ricettivo, direzionale e terziario, commerciale); in particolare lungo via Croce Rossa le basse maniche sono da destinarsi ad attività commerciali e servizi di vicinato che si interfaccino con le vie pedonali e le piazze. La fascia a est di via Don Blasco invece ospita il parco lineare il cui fronte è costruito da un susseguirsi di grandi funzioni a scala urbana: un polo scolastico, una piastra parcheggi, una biblioteca, un polo commerciale e un centro sportivo marcano la ricucitura tra il verde e la città.

Ambito 5 (Aree produttive, artigianali, centro direzionale, turismo e spiaggia)

L’Ambito corrisponde al rione Gazzi, compreso tra la Galleria dei Peloritani, la caserma Ainis, via La Farina e il mare. L’area ha un forte carattere produttivo e commerciale ed è caratterizzata da un tessuto misto di capannoni industriali ed artigianali e grandi superfici di vendita tendenzialmente in buono stato, con una maggiore concentrazione degli episodi di degrado nelle aree comprese tra la ferrovia, viale Gazzi e le caserme. L’ambito è caratterizzato da grandi proprietà; tuttavia esse risultano frastagliate e compenetrate. Dato il buon funzionamento delle attività insediate il Piano conferma la vocazione dell’area a mix produttivo, come più volte indicato dai portatori d’interesse, permettendo interventi di ristrutturazione volumetrica dell’esistente con contenuti incrementi volumetrici (Aree di recupero dell’esistente); nell’area potranno quindi realizzarsi funzioni produttive ed artigianali non nocive in ambiente urbano. Poiché il Piano promuove uno sviluppo basato sull’innovazione e la sinergia gli usi produttivi potranno essere affiancati da spazi dedicati alla ricerca e la formazione, al direzionale, al commercio, alla promozione e residenziali legate al contesto produttivo. Nelle aree dismesse da Rfi è prevista la realizzazione di un centro direzionale innovativo con aree dedicate alla ricerca e all’incubazione di imprese. Gli edifici posti lungo l’asse ferroviario vengono mantenuti (trovandosi entro i 150 metri dalla battigia) con possibilità di demolizione e ricostruzione in sagoma e con un cambio di destinazione d’uso a mix turistico nell’ottica di un’integrazione con il progetto di valorizzazione della spiaggia.

8 commenti

  1. Le chiacchiere stanno a zero. Solo chiacchiere e niente più.

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  2. come divertirsi a rendere invivibile una città

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  3. Per meglio comprendere quanto sopra descritto, andrebbero allegati gli elaborati grafici.
    Quindi il PIAU si è adeguato al PUDM; PUDM che ancora necessita di Valutazione Ambientale Strategica, MAAAA.
    Grande confusione.

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  4. ..poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata.

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  5. Qualcuno vorrebbe spiegare ai cittadini messinesi cosa prevede il progetto dello spostamento della stazione ferroviaria verso sud, dove verrà ubicata, quale sarà il percorso per entrare in città, quanti cittadini verranno coinvolti dagli espropri, quali tempi di esecuzione sono previsti per i lavori e qual’è il rapporto costi benefici.
    Tutto questo legato al Ponte. Vorrei solo far notare che per i lavori della via Don Blasco, seppur una strada necessaria per scaricare il traffico cittadino nord-sud e viceversa, i progetti risalgono ai tempi del sindaco Providenti eravamo circa nel 1992 e ancora oggi i lavori non sono finiti. Non sarebbe il caso di procedere per i lavori essenziali della città, strade, scuole, ospedali, raccordi autostradali verde pubblico, prima di avventurarsi in voli pindarici verso Ponte e nuove stazioni a sud?

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  6. Ecco la spiaggia in centro, fatevi una passeggiata sul lungomare Ringo e poi ne riparliamo. Chiacchiere solo chiacchiere.

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  7. Più che piau sarebbe meglio chiamarlo miao, quanti progetti che non vedranno mai la loro realizzazione, tante parole e niente fatti.

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  8. FRANCESCO PANASITI 15 Febbraio 2023 16:06

    Come si dice in dialetto, “chiacchiere e tabbaccheri i ligni”.

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