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MessinaServizi, anche per la Fp Cgil troppe ombre e poche luci

Redazione

MessinaServizi, anche per la Fp Cgil troppe ombre e poche luci

venerdì 15 Febbraio 2019 - 13:56

Anche la Fp Cgil dice no alle piante organiche di MessinaServizi Bene Comune. Dopo la presa di posizione di Uiltrasporti e Fit Cisl, anche la Funzione pubblica della Cgil contesta le proposte fatte dai vertici della società. Il sindacato dice no a un’impostazione mirata a tutti i costi alla ricerca di esuberi.

Per la Fp Cgil, dichiarano Francesco Fucile e Carmelo Pino, rispettivamente Segretario Generale e Responsabile del Settore, non è immaginabile che accanto alla previsione di 36 assunzioni per il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata si associno da 12 a 17 esuberi/ricollocazioni di personale amministrativo.

Il sindacato ritiene fondamentale che la MessinaServizi si doti di una nuova dotazione organica e che il futuro piano industriale sia il punto di partenza per il vero rilancio dell’azienda, ma i presupposti, dopo le lunghe trattative sindacali, non sembrano proprio questi. «Chiediamo all’azienda di operare le scelte nel rispetto della Legge 9 del 2010 e del Piano ARO a e di evitare che la nuova dotazione organica rappresenti un innesco di inevitabile contenzioso e non il trampolino di lancio dell’azienda».

Fucile e Pino spiegano che la proposta ha troppi lati oscuri, sia perché la dotazione dell’apparato amministrativo risulta sottodimensionata, sia perché non si comprende in base a quali criteri e determinazioni dei carichi di lavoro si è potuto pensare di operare riduzioni usando l’accetta su uffici chiave della società.

«Tenuto conto che, in base alle scelte assunte, sarà impossibile garantire alcuni specifici servizi ci chiediamo se dietro questa proposta non si nasconda un obiettivo recondito della società, ovvero affidare all’esterno più attività, e su questo nostro dubbio chiediamo risposte certe e non vaghe».

Sul piano del settore operativo risultano condivisibili le impostazioni con cui si intende gestire l’intero territorio, con la suddivisione in 3 grandi macro aree, ma sul piano delle risposte all’interno dell’area della centrale operativa per i circa 450 lavoratori le risposte sembrano fumose se non assenti. Sembra quasi che l’azienda non abbia contezza di come vengono garantiti i servizi e delle necessità di un’organizzazione che dia le giuste risposte.

«Per questo chiediamo –dicono Francesco Fucile e Carmelo Pino- che la proposta sia di facile lettura nei numeri complessivi, nelle proiezioni di sviluppo e che si continui a trattare su una proposta di dotazione organica per ciò che attiene allo sviluppo che l’azienda dice di voler realizzare rendendola comprensibile a tutti.

La Fp Cgil chiede di proseguire in un confronto costruttivo che possa realizzare quell’obiettivo comune che ci si è dati con il piano finanziario e che non sembra assolutamente raggiungibile con la proposta in esame.

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