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Meteo: quando arriveranno le prime “scaldate” di stagione?

Daniele Ingemi

Meteo: quando arriveranno le prime “scaldate” di stagione?

martedì 20 Aprile 2021 - 07:51
Meteo: quando arriveranno le prime “scaldate” di stagione?

La circolazione calda tropicale comincia ad espandersi in direzione del Sahara con la risalita della corrente a getto subtropicale

Come abbiamo già parlato in questo precedente articolo, questo aprile 2021 si sta mostrando piuttosto freddo, con anomalie termiche vicine ai -1,5°C -2,0°C per singola decade. Di certo non eravamo abituati a vedere il volto freddo della primavera per un periodo piuttosto lungo. Eppure, nonostante le apparenze, la primavera inizi ad entrare nella sua fase clou. In questo periodo dell’anno il sole comincia alzarsi sopra la linea dell’orizzonte e le giornate tendono ad allungarsi rispetto alla notte, garantendo un aumento del soleggiamento e dell’insolazione diurna. In questi giorni il sole raggiunge lo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sull’orizzonte durante le ore centrali del giorno) a ridosso dell’Africa equatoriale, determinando l’inizio della stagione calda che si afferma in primavera, fra l’Africa equatoriale e la vasta regione semi-desertica del Sahel. Questo sta determinando un brusco riscaldamento della fascia tropicale, in particolare sulle aree continentali, dove proprio la primavera rappresenta la stagione più calda dell’anno, la quale preannuncia l’arrivo della stagione delle piogge.

La corrente a getto subtropicale che scorre sopra l’area sahariana, delimitando il confine fra la calda circolazione tropicale con la circolazione più fredda della fascia temperata

In realtà il caldo già si avverte nelle aree continentali dell’Africa sub-sahariane, investite dai torridi e polverosi venti di “Harmattan” (che altro non è che il corrispondente dell’Aliseo di NE sull’area sahariana) messi in moto dal divario barico esistente fra l’anticiclone dinamico sahariano e le basse pressione termiche legate al “fronte di convergenza intertropicale”, attestato nel tratto di oceano poco a sud del Golfo di Guinea. La presenza di masse d’aria molto secche nei bassi strati, unito all’intenso soleggiamento diurno e alla totale serenità dei cieli, sta favorendo un forte riscaldamento di tutta la fascia sub-sahariana. In queste settimane si sta verificando un progressivo riscaldamento delle aree desertiche interne della Penisola Arabica, dove i termometri cominciano a lambire ed oltrepassare il muro dei +38°C +40°C.

Un altro segnale del cambio di stagione è dato dal “getto sub-tropicale”, che demarca la calda circolazione tropicale da quella più mite della fascia temperata, da settimane molto attivo con un ramo principale che scorre a grandissima velocità (oltre i 250-280 km/h a 10000 metri) fra la costa venezuelana, l’area caraibica, l’Atlantico tropicale e la fascia sahariana. Ultimamente l’asse del “getto sub-tropicale”, presente sopra l’Africa settentrionale, ha cominciato gradualmente a salire di latitudine, iniziando pian piano ad interagire, sempre più da vicino, con il “getto polare”, che scorre alle medio-alte latitudini, tra l’Atlantico settentrionale e il continente europeo. Salendo sempre più di latitudine il ramo principale del “getto sub-tropicale” tenderà ad accoppiarsi con il ramo principale del “getto polare”, anche nell’area mediterranea e in Medio Oriente, come spesso avviene proprio fra aprile e maggio. Quando i due “getti” si uniscono in un unico flusso principale, questo può favorire lo sviluppo di sistemi frontali e nuove profonde ciclogenesi che dall’entroterra desertico algerino tenderanno a risalire verso il Mediterraneo, approfondendosi e apportando importanti episodi perturbati, tipici in primavera, con venti burrascosi e intense manifestazioni temporalesche. Entro fine aprile, grazie al sole che raggiungerà lo “Zenit” all’altezza dell’equatore geografico e al costante soleggiamento diurno, oltre che al soffio continuo dei venti di “Harmattan”, che dal deserto del Sahara spirano in modo sostenuto (da NE e E-NE) fino al nord del Camerun, nord della Nigeria e Costa d’Avorio settentrionale, le temperature tenderanno a salire progressivamente anche sul Sahel, dove si oltrepasserà il muro dei +40°C +42°C.

Questo forte riscaldamento agevolerà l’isolamento, nei medi e bassi strati, di uno strato di aria molto calda e secca che stagnerà sopra le estese distese desertiche e semi-desertiche dell’Africa sub-sahariana e sul Sahara stesso. Il graduale riscaldamento degli immensi territori del Sahel e del Sahara ci indica che la stagione calda comincerà, pian piano, a scaldare i motori, spingendo verso le medie latitudini masse d’aria sempre più calde, ma secche (subtropicali continentali), che entro le prossime settimane potranno affacciarsi sul bacino del Mediterraneo, generando le prime importanti “scaldate” che caratterizzano la parte finale di aprile e il mese di maggio, non appena il ramo della “corrente a getto sub-tropicale” comincerà ad ondularsi.

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2 commenti

  1. Sergio Martino 20 Aprile 2021 15:37

    Questa è la teoria, speriamo che continui il tempo così!Usciamo da 2 anni aridi di piogge. Le riscaldate ben vengano ma siamo ancora in primavera a maggio! Questo trend speriamo che duri! Per il caldo specie quello afoso il più tardi possibile.

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  2. Nunzio Bombaci 23 Aprile 2021 10:36

    Buongiorno Daniele,
    intanto mi scusi se utilizzo il commento, invece di inviare una email, per comunicare con Lei, ma non posso fare altrimenti.
    sono un anziano meteofilo (classe 1958) e seguo con vivo interesse e apprezzamento i Suoi articoli su Tempostretto.
    Data la mia età, a suo tempo non mi è stato possibile acquisire un’adeguata formazione tecnica nella disciplina, che ho coltivato comunque con molta passione.
    Tuttavia, posso disporre di una memoria storica che si estende per oltre 50 anni e questo mi ha permesso di pubblicare, di tanto in tanto, qualche articolo su Meteolive. Riesco ancora a reperirne alcuni. Intanto, se Le può essere utile, Le posso proporre alla Sua attenzione due, che riguardano la frequenza e l’entità delle nevicate a Messina.
    Del resto, esattamente 19 anni or sono, ovvero nel 2001, si verificò la neve con accumulo più tardiva nella parte settentrionale dei Peloritani, una spolverata oltre i 1000 metri circa (in particolare, da Monte Scuderi verso nord, la zona che è possibile vedere da casa mia). Sull’Aspromonte la neve cadde abbondante oltre i 1.300, ma già due giorni, il 25 aprile, il sole si era “mangiato” la neve, anche alle quote più alte del massiccio aspromontano, come era prevedibile data la stagione primaverile già molto avanzata. Forse nell’articolo dedicato alle nevicate di aprile ho dimenticato di citare proprio l’episodio del 23 aprile 2001.
    In attesa di riscontro, ancora complimenti e un cordiale saluto.

    Nunzio Bombaci

    nunziobombaci3@virgilio.it

    3296511080

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