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“Il modo sbagliato- scritto per un’amica” di Annamaria Raffa

“Il modo sbagliato- scritto per un’amica” di Annamaria Raffa

domenica 22 Luglio 2018 - 06:07
“Il modo sbagliato- scritto per un’amica” di Annamaria Raffa

Questa non è una favola, non è invenzione. E' realtà. E' accaduto a Messina.

Lunga e diritta correva la strada (…) , la dolce estate era già cominciata…

Sajara ha i pidocchi e la scabbia, è alta un metro e settanta e pesa sessanta kg; andrebbe bene se fosse una modella, ma Adjara una modella non è, anche se è molto bella; il suo corpo è una cartina geografica, segnato da tutte le torture subite nei 90 giorni di prigionia in Libia.

Sajara ha dei grossi problemi psichiatrici, è alta un metro e settanta e pesa cinquantotto kg, ma è riuscita a sollevare una statua di marmo della Madonna di 80 centimetri e a farla in mille pezzi. Non ha più i pidocchi ed è stata curata per la scabbia, ma non sta ancora bene, vede demoni, la sua anima separata dal corpo, ha paura, a volte si denuda e dice di voler fare l'amore.

Sajara forse ha un linfoma, è alta un metro e settanta e pesa 56 kg. Ha sempre una leggera febbre e i valori alterati, si alza dal letto e sorride sempre meno, parla sempre meno, demoni e spiriti sono spariti. Continua a grattarsi senza avere pace, fino a scarnificarsi, molte volte è incontinente. Grida dal dolore, ma nessuno sa dove è e perchè ha dolore.

Sajara non sta bene, è alta un metro e settanta e pesa 54 kg. Sajara non ha neanche un linfoma; Sajara non ha nulla, ha solo bisogno di attenzioni e cure; Sajara forse ha una sconosciuta infezione africana. "Sajara non gurarirà mai", dicono le compagne, "le hanno fatto lo jùjù, i medici si stancheranno di cercare, per guarire deve tornare in Africa".

Gli uomini con il camice bianco si sono per lungo tempo affannati attorno al suo letto, di vari ospedali, di vari reparti, hanno provato tutto lo scibile della loro medicina, senza riuscire a districare l'enigma. Sajara ha attraversato mezzo territorio Africano, ha passato 90 giorni di prigionia in Libia, ha attraversato in gommone il mediterraneo, forse adesso ce l'ha fatta, forse invece non ancora, forse adesso è finita, forse è finita ma nel modo sbagliato.

Sajara ha uno sguardo fiero e altero, guarda tutti con severità e mette tutti in soggezione, con lo sguardo di chi ha già visto tutto nei suoi 17 anni di vita. Tutto quello che nessuna persona dovrebbe mai vivere e sopportare in un intera vita.

…vorrei sapere a cosa è servito, vivere, amare, soffrire, spendere tutti quei giorni passati, se presto hai dovuto partire, se presto hai dovuto partire…

Il grassottello uomo bianco, agitandosi più del dovuto, sbraitando sputacchiava anche: "Signori, la pacchia è finita!". Gli occhi di Sajara, nobile come una regina, rispondevano "Non si affanni, non è mai cominciata".

di Annamaria Raffa

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Un commento

  1. CastorinaCarmelo 24 Luglio 2018 01:36

    Voglio fare i miei complimenti alla redattrice per lo scritto che ho appena letto, è purtroppo notevole la crudezza degli eventi e le conseguenze occorse a queste povere giovani. Girerei il pezzo a tutti quei giovani che nella “movida messinese” cercano “altro”…….

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