Un bagno di realtà, tra ludopatia e marginalità, dopo le polemiche. Oggi seduta straordinaria nell'ottica di un potenziamento dei servizi sociali
di Marco Olivieri
MESSINA – L’auspicio è che non sia un’occasione perduta. Ma un salutare bagno di realtà. A Messina o si affronta la questione sociale a livello pubblico o si continuerà ad aspettare l’evento eclatante, e drammatico, che scoperchia il vaso di Pandora della marginalità. Ben venga dunque, dopo le recenti polemiche in aula, oggi alle 14 il Consiglio comunale in seduta straordinaria. All’ordine del giorno “analisi complessiva del disagio minorile nel territorio cittadino; strategie di contrasto alla dispersione scolastica; interventi contro ludopatia, prostituzione minorile e tossicodipendenze tra minori; potenziamento dei servizi sociali e dei presidi educativi territoriali; coordinamento con scuole,terzo settore, Asp, Prefettura e forze dell’ordine”.
Si tratta di problemi strutturali della società, e non emergenze, affrontati nella quarta commissione consiliare presieduta da Sara Di Ciuccio, i primi di dicembre, da padre Nino Basile, direttore della Caritas, e di Angelo Fabio Costantino, ex garante dell’infanzia (nella foto). Con tanto di polemica per le frasi del capogruppo di “Con De Luca con Basile” Pippo Trischitta, che poi si è difeso (“Contro di me uno sciacallaggio politico”). E il rischio è che il polverone mediatico metta in secondo piano l’analisi su una realtà che merita di essere conosciuta.
Sia chiaro, il tema non riguarda solo il Comune, con l’impegno dell’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore, ma tutti i soggetti istituzionali: dalla Regione allo Stato, con le dissennate politiche del governo Meloni. Il tutto senza dimenticare le gravi responsabilità governative dagli anni Ottanta in poi. La questione meridionale è una ferita che sanguina ancora ed è molto più antica.
“Abusi, maltrattamenti, violenza privata, abbandono scolastico a Messina”
Ha ricordato l’ex garante Costantino, in relazione al coinvolgimento dei minori: “Nel 2012 c’erano 187 procedimenti civili aperti. Quest’anno chiuderemo con 2.200 fascicoli civili. I dati ci sono e sono agli atti del ministero della Giustizia. I fascicoli penali sono uno su cinque. Ci sono 320 fascicoli penali che restano stabili. L’aggravamento del quadro di quelli civili è del mille per cento. Parliamo di abusi, maltrattamenti, violenza privata, abbandono scolastico. Potremmo continuare all’infinita. Il disagio sociale e giovanile esiste in Italia e a Messina. Abbiamo un aumento di quasi il 30 per cento riguardante l’autolesionismo, di quasi il 25 per cento per i tentati suicidi. I posti letto per le neuropsichiatrie infantili sono appena 10 o 15 a Messina, 400 in tutto in Italia”.
Servono scelte strutturali nelle politiche sociali
Dal sud a Messina nulla di nuovo sotto il sole. Ed è necessario che del grido d’allarme di padre Basile e dello psicologo Costantino vengano investiti anche i parlamentari nazionali e regionali. Lo ribadiamo: se un bambino di otto anni fuma il crack, se dilaga il gioco d’azzardo tra i giovanissimi, se il lavoro è una chimera, perché stupirsi? Di recente, il Rapporto diocesano 2024-25 su povertà ed esclusione sociale ha certificato un fallimento da cui nessuno si può tenere fuori. Tutti hanno responsabilità politiche.
Un Titanic sociale
Mentre assitiamo a 150 lavoratori a rischio nel settore dei supermercati, ed è solo un esempio, la povertà sociale è un disastro annunciato, acuito dalle scelte di chi governa. Non è tempo di pannicelli caldi ma d’inversione delle politiche sociali sul piano strutturale. O altrimenti il disastro continuerà. Un Titanic sociale che spesso non si vuole guardare.

Un problema molto serio e molto grave ormai vecchio da chissà quando!
Ma perché non si assumono assistenti sociali che si impegnano per affrontare con professionalità il problema?