Crocetta contro Fs: "E' questa la principale vertenza siciliana. Andiamo a Roma a protestare". VIDEO e FOTO - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Crocetta contro Fs: “E’ questa la principale vertenza siciliana. Andiamo a Roma a protestare”. VIDEO e FOTO

Rosaria Brancato

Crocetta contro Fs: “E’ questa la principale vertenza siciliana. Andiamo a Roma a protestare”. VIDEO e FOTO

venerdì 06 Febbraio 2015 - 23:03

"Ho scritto al ministro Lupi e sto pensando ad una mobilitazione a Roma che coinvolga tutta la deputazione siciliana per quella che è la vertenza principale: quella per la continuità territoriale". Crocetta, a Messina per battezzare la nascita della struttura organizzativa del Megafono, sposa la protesta contro i tagli, annuncia l'insediamento del Consiglio camerale, parla di formazione, province e Cas

Continuità territoriale, trasporti, Camera di Commercio, formazione, Cas, clinica Santa Rita,riforma delle province, è un Crocetta che non si risparmia alle domande quello che è tornato a Messina per “battezzare” la nascita del coordinamento del Megafono, affidato, quello provinciale a Massimo Finocchiaro e quello cittadino alla triade dei consiglieri comunali Nora Scuderi, Pippo Lo Re, Angelo Burrascano e al vicesindaco di Rometta Giuseppe La Face.

Un governatore che nel dichiarare battaglia alle Ferrovie ha rispolverato l’energia e la verve dei primi mesi del suo mandato e che incontrando stampa e delegazione dei lavoratori e dei sindacalisti scesi in campo per la vertenza Stretto ha dichiarato senza mezzi termini: “La logica che Rfi sta portando avanti è semplicemente inaccettabile ed io ringrazio i lavoratori per quanto hanno fatto e continuano a fare e sono solidale con le loro proteste. Ho scritto al ministro Lupi per un incontro in tempi brevissimi. Ma dirò di più. Sto pensando ad una mobilitazione a Roma, coinvolgendo tutta la deputazione siciliana sia nazionale che regionale perché la vera vertenza è con l’Italia, con l’Europa. La vera vertenza siciliana è per la continuità territoriale. Un agricoltore o un imprenditore di Comiso piuttosto che di Barcellona, per spedire la merce in Europa ha 1.500 km in più rispetto ad uno del Veneto, con la differenza che da noi non si risolvono i nodi e il sistema ha lentezze spaventose ”.

Il Presidente della Regione, che tra l’altro sottolinea di essere arrivato in ritardo a causa di un aereo partito da Roma due ore dopo l’orario previsto, si sofferma su un sistema dei trasporti che penalizza oltremodo la Sicilia. Nel mirino non solo i tagli dei treni ma anche tariffe aree da spavento e inaccettabili, battaglia questa che nei mesi scorsi ha già portato avanti, finora senza nessun esito.

“Noi non siamo più la Sicilia sprecona, adesso dobbiamo pretendere risposte e la continuità territoriale è la principale delle battaglie. Anzi dobbiamo aprire tre tavoli a Roma. Chiediamo il rispetto degli art. 36 e 37 dello Statuto siciliano ed il rispetto della nostra autonomia”. Quest’ultimo tema tornerà anche nell’intervento in sala di Crocetta durante il quale ha ribadito che chi investe in Sicilia deve pagare le tasse in Sicilia (ed in questi giorni la stessa linea la sta difendendo l’attuale assessore all’economia Baccei).

Ma a voler incontrare Crocetta non erano soltanto i lavoratori delle Ferrovie ed i sindacati Cgil, Cisl e Uil, la delegazione Orsa e quanti si stanno mobilitando per fermare un disegno di totale dismissione nello Stretto e di definitivo isolamento della Sicilia. Subito dopo il governatore ha incontrato i rappresentanti della Confcommercio, Cna e delle 9 associazioni che hanno chiesto un intervento per “salvare” la Camera di commercio. Anche su questa vicenda il governatore ha risposto deciso: “Avrei visto bene un’aggregazione con la Camera di commercio di Enna, in ogni caso sono contrario alla soppressione. Nei prossimi giorni con l’assessore, dopo il completamento delle procedure di verifica, passeremo all’insediamento del Consiglio camerale. Certo, finora come si suol dire, ci siamo fatti la guerra da soli e le divisioni non portano mai soluzioni. Sarebbe l’ora di recuperare compattezza”.

Dalla Camera di commercio al Cas il governatore ha annunciato che al suo ritorno da Bruxelles farà il punto sulla gestione degli ultimi mesi e indicherà il nome del quarto componente del Cda “rispetto al passato abbiamo cercato di recuperare e migliorare la situazione”. Quanto alla riforma delle province, annunciata nell’inverno del 2013 e non ancora partorita, si dice certo che entro aprile sarà pronta e che prevederà tre Città Metropolitane (Messina, Catania e Palermo) e 6 Liberi Consorzi, anche se su questi numeri occorre attendere per capire se ci saranno ulteriori richieste da parte di Comuni che vogliono unirsi. Ma è bene attendere perché finora la riforma è rimasta più una catena di annunci e proroghe che altro.

Capitolo formazione: in questo caso il Presidente ha avuto un incontro burrascoso (vedi video di Serena Capparelli) con una delegazione di lavoratori dei vari Enti, molti dei quali non prendono stipendi da due anni, e nella stragrande maggioranza dei casi non hanno ottenuto neanche la cassa integrazione. Il progetto Prometeo con il Ciapi di Priolo, una sorta di ciambella di salvataggio, si è rivelato inadeguato alle esigenze ed è stato stoppato dal Tar, mentre gli 8 mila operatori continuano a protestare contro il fallimento della politica regionale.

“E’ l’Ars che deve sbrigarsi a votare la riforma della formazione. Noi abbiamo varato la legge da diversi mesi, ma l’Assemblea ancora non l’ha votata. Prevede l’albo unico per i lavoratori e soprattutto la possibilità che vengano impiegati nei diversi Enti, dando possibilità a quanti sono stati impiegati in Enti finiti al centro d’inchieste o che non hanno ottenuto l’accreditamento, di continuare ad operare in altri. Il Ciapi è stata una soluzione transitoria, la riforma mira a dare risposte vere e definitive”.

Questo è quanto dichiarato alla stampa, più difficile è stato dirlo ai lavoratori che quotidianamente vivono il dramma della mancanza di stipendi e certezze e soprattutto sono stanchi di rinvii e promesse. Non sono infatti mancati momenti di tensione nel breve incontro tra Crocetta e i rappresentanti degli operatori.

Ad attenderlo, nel salone, c’era il popolo del Megafono che per la prima volta dalla sua elezione a governatore, si è dato a Messina una struttura organizzativa, alla presenza anche del senatore Lumia.

“Messina si è ribellata più volte in questi anni- ha detto Crocetta ai presenti- e anche adesso dobbiamo unirci per difendere la continuità territoriale”.

E’stato Crocetta quindi a “battezzare” la nascita della struttura organizzativa, con Massimo Finocchiaro coordinatore provinciale, i consiglieri Nora Scuderi, Pippo De Leo e Angelo Burrascano ed il vicesindaco di Rometta Giuseppe La Face coordinatori cittadini. Ci sono poi i responsabili per i vari settori e quelli della zona jonica e tirrenica.

Rosaria Brancato

(FOTO e VIDEO di SERENA CAPPARELLI)

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12 commenti

  1. Ho ascoltato Crocetta nel suo intervento e debbo dire che mi è parso perfetto.

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  2. Ho ascoltato Crocetta nel suo intervento e debbo dire che mi è parso perfetto.

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  3. Mentre l’alta velocità ha avuto un costo chilometrico tre volte superiore alla media degli altri paesi, mentre sulla A14 si continuano i lavori di realizzazione della terza carreggiata, mentre il governo spende miliardi di euro per l’Expo, mentre a Roma si gettano via centinaia di milioni di euro per la realizzazione di una linea metro che non vede ancora neanche la fine, noi dobbiamo batterci perché ci venga riconosciuto un diritto sancito per legge.
    Sarebbe forse il caso che a manifestare a Roma non fosse solo la delegazione di cui parla Crocetta, ma tutti i messinesi.
    Anche quelli che come me vivono lontano da casa.
    Sacrosanto indicare nell’Italia e non nell’Europa il principale interlocutore.

    Salvatore

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  4. Mentre l’alta velocità ha avuto un costo chilometrico tre volte superiore alla media degli altri paesi, mentre sulla A14 si continuano i lavori di realizzazione della terza carreggiata, mentre il governo spende miliardi di euro per l’Expo, mentre a Roma si gettano via centinaia di milioni di euro per la realizzazione di una linea metro che non vede ancora neanche la fine, noi dobbiamo batterci perché ci venga riconosciuto un diritto sancito per legge.
    Sarebbe forse il caso che a manifestare a Roma non fosse solo la delegazione di cui parla Crocetta, ma tutti i messinesi.
    Anche quelli che come me vivono lontano da casa.
    Sacrosanto indicare nell’Italia e non nell’Europa il principale interlocutore.

    Salvatore

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  5. prima esci i 50 milioni e poi ne parliamo ….. tra Renzi Crocetta e Accorinti possiamo aprire un Circo almeno sappiamo perchè paghiamo per didere

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  6. prima esci i 50 milioni e poi ne parliamo ….. tra Renzi Crocetta e Accorinti possiamo aprire un Circo almeno sappiamo perchè paghiamo per didere

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  7. viene il vomito a vedere il video

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  8. viene il vomito a vedere il video

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  9. premesso che della politica non me ne può fregar de meno; ma in italia la sx è al potere da 4 anni, in sicilia da poco meno,a messina da 2 anni, gli ultimi 4 pres della rep, sono di sx.Cosa hanno fatto a parte le sceneggiate come quella di crocetta??? La risposta è semplice. Niente. Lo stretto sta facendo la fine che si è creato da 70 anni. Messina è rimasta ferma a 50 anni fa, non ha prodotto nulla anzi si è autodistrutta in decenni di statico clientelismo, nepotismo e scambio di voti. Adesso di cosa vi lamentate?? Emigrate anche voi come fanno migliaia e migliaia di figli di nessuno senza compari e amici. Forse vi accorgerete quanto è bello il no ponte e bellissimo fare i pendolari verso il nord con treni e navi varie.

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  10. premesso che della politica non me ne può fregar de meno; ma in italia la sx è al potere da 4 anni, in sicilia da poco meno,a messina da 2 anni, gli ultimi 4 pres della rep, sono di sx.Cosa hanno fatto a parte le sceneggiate come quella di crocetta??? La risposta è semplice. Niente. Lo stretto sta facendo la fine che si è creato da 70 anni. Messina è rimasta ferma a 50 anni fa, non ha prodotto nulla anzi si è autodistrutta in decenni di statico clientelismo, nepotismo e scambio di voti. Adesso di cosa vi lamentate?? Emigrate anche voi come fanno migliaia e migliaia di figli di nessuno senza compari e amici. Forse vi accorgerete quanto è bello il no ponte e bellissimo fare i pendolari verso il nord con treni e navi varie.

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  11. …ma fatemi il piacere !!! AVETE PERSO IL TRENO 50 anni fa !!!

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  12. …ma fatemi il piacere !!! AVETE PERSO IL TRENO 50 anni fa !!!

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