Settimana mondiale contro l'AIDS: obiettivo "zero". Informare, educare e presenziare per prevenire - Tempostretto

Settimana mondiale contro l’AIDS: obiettivo “zero”. Informare, educare e presenziare per prevenire

Giovanni Brancatelli

Settimana mondiale contro l’AIDS: obiettivo “zero”. Informare, educare e presenziare per prevenire

venerdì 02 Dicembre 2011 - 15:58

Settimana mondiale contro l'aids: iniziativa pubblica promossa dall'Osservatorio “Lucia Natoli” sui temi e i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, oggi alla Provincia Regionale di Messina con la partecipazione di Arcigay Makwan di Messina. Oggi pomeriggio a palazzo Zanca e domani nelle piazze, conferenza e test Hiv.

Per il secondo anno consecutivo l'Osservatorio “Lucia Natoli” attivo sui temi dell'infanzia e dell'adolescenza, promuove iniziative che ricadono nella settimana per lotta all'Aids, con la fondamentale collaborazione di associazioni come l'arcigay “Makwan” di Messina, la cooperativa F.A.R.O., Provincia e Comune di Messina e esperti e personale medico.

"Il problema dell'Aids, va affrontato sempre con maggiore decisione, perché secondo le statistiche mondiali sono sempre di più i contagiati dal virus Hiv", ha affermato Saro Visicaro dell'Osservatorio "Lucia Natoli". “Bisogna intervenire non solo nel migliorare le cure e renderle più accessibili a tutti, ma soprattutto nella prevenzione, che si fa attraverso l'educazione e l'informazione verso i giovani che non sempre sono a conoscenza di questo problema.”

In Italia non si riesce a fare il passo decisivo per una completa informazione e lotta contro l'aids e il virus dell'Hiv. “L'Italia, ha eliminito da un po' di anni il suo impegno per il fondo anti aids”, ha ricordato Visicaro. “Ora si aspetta di vedere cosa, il nuovo ministro Renato Balduzzi, farà di concreto per riavviare in Italia una vera politica di prevenzione.”

Intanto non ha certamente suscitato buone impressioni, la notizia, apparsa oggi sul Corriere.it, riguardo una mail del ministero che avrebbe dissuaso i programmi della Rai di ieri, dall'usare la parola “Profilattico”.

E' inoltre purtroppo fin troppo nota la linea cattolica ufficiale, espressa più volte da Benedetto XVI, sull'uso dei contraccettivi e in particolare del profilattico. Una linea che in Italia non avrebbe aiutato certamente la diffusione del loro uso. "Anche se da qualche parte progressista della Chiesa è possibile avviare un dialogo, è difficile far attuare per esempio la proposta di installare macchinette distributrici nelle scuole", ha detto Visicaro.

A questa iniziativa pubblica, volta soprattutto a favore di “un'adeguata informazione sull'educazione sessuale e sulla prevenzione contro il contagio”, ha partecipato il dott. Giovanni Pellicanò, docente presso il Dipartimento di patologia umana dell'Università di Messina e che cura l'aspetto sanitario della malattia e dalla diagnosi del virus Hiv. Il dott. Pellicanò ci ha subito fornito qualche dato : “sono più di 150 mila in Italia i pazienti che hanno contratto il virus l'HIV, di cui 22 mila sono malati di Aids.Il dato più significativo è però che c'è un 30% di persone che non sanno di aver contratto il virus. Questo 30% è il vero problema, è un serbatoio di trasmissione. Che è diventata una trasmissione prevalentemente (circa l'85%) dovuta a rapporti eterosessuali non protetti.”

“Il Test dell'Hiv (il test “Elisa” ndr) deve mirare a scovare questo 30% di persone, che sono già state infettate e covano il virus. Il test è di un costo irrisorio per lo stato, ed è totalmente gratuito e in anonimato per chi lo fa.” Inoltre sempre più sono le occasioni, al di fuori degli ospedali, per poter effettuare il test: come gli anni precedenti, anche quest'anno, grazie alla collaborazione della Croce Rossa, sarà infatti possibile effettuare, domani, il test Hiv a Piazza Cairoli e a Piazza Duomo.

"Bisogna diffondere nelle persone, i giusti comportamenti per poter individuare in tempo il virus, quando si ha avuto un rapporto non protetto, ha continuato nella sua sepgazione il dott. Pellicanò. "E' importante quindi anche coinvolgere i medici di famiglia e sdoganare i termini corretti, che sono ancora un tabù, ma permetterebbero di inquadrare il problema con tranquillità. L'aids è oggi una malattia a trasmissione sessuale comportamentale” Perciò riguarda tutti. Il contraccettivo con cui si può evitare la trasmissione e il contagio del virus è il profilattico."

Ha preso poi la parola , Rosario Duca, presidente di Arcigay “Mokwan” Messina che ha parlato della sua esperienza nella lotto contro l'Aids. La comunità gay ha infatti dovuto combattere prima di tutti e in prima linea sia contro la malattia che contro la bigotta ipocrisia e ignoranza della società: “questi giorni non devono essere una semplice commemorazione, ma devono servire per tenere vivo lo sforzo quotidiano di prevenzione della malattia. L'arcigay combatte questa battaglia sia tramite la distribuzione gratuita e capillare di preservativi e di coupon informativi, sia cercando di collaborare nel territorio, con le farmacie, le scuole, in piazza e nelle discoteche. Il messaggio della lotta all'Aids deve essere rivolto a tutti, non esistono distinzioni culturali, personali o di pensiero, tutti sono coinvolti.”

Ed è sicuramente deplorevole che qualcuno anche nei locali della Provincia, abbia visto di “cattivo gusto” i poster che pubblicizzavano l'iniziativa. Infatti, un giornalista, avvicinato da un funzionario non meglio precisato, ha ricevuto lamentale riguardo alle immagini troppo spinte che si vedono sui cartelloni.

Nonostante questo piccolo episodio, i partecipanti all'iniziativa sono convinti che la società reale è sempre più aperta e che è possibile mirare al traguardo dei “zero contagiati”.

Al livello più alto bisogna continuare a sostenere la lotta contro l'Aids nei paesi più poveri e sconfiggere la speculazione farmaceutica, che preferisce ovviamente la cura rispetto alla prevenzione.

Nelle nostre società la diagnosi deve diventare sempre più semplice e comoda “come bere un caffè”, grazie ad una maggiore consapevolezza dei diritti alla salute e ad un maggiore rapporto di fiducia tra paziente e medico curante.

L'attualità richiederebbe intanto, una maggiore presenza da parte delle istituzioni, comunali e provinciali di Messina, oltre che di un maggiore interessamento della stampa e dei media.

La speranza è che questa giornata e settimana contro l'Aids possa continuare oltre a questo periodo ed essere sempre più partecipata già dalle prossime iniziative, come quella di questo pomeriggio e di domani.

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