La ricostruzione della tragedia che lascia sgomenta la comunità albanese e tutti quelli che conoscevano i Seferi
BARCELLONA – Doveva essere un giorno di gioia invece si è trasformato nelle ore di lutto più nero, per la famiglia di Ambra Seferi, la giovane morta precipitando dal terzo piano di una palazzina di via Benedetto Croce. E quel figlio di 18 mesi che si trovava in casa, dove Ambra ha cercato di rientrare passando per il balcone, doveva essere la promessa di un futuro più bello, cominciato con la separazione dal marito, il ricongiungimento con i genitori da anni a Barcellona, col figlio in grembo. Un futuro finito troppo presto, per mamma e figlio.
Lo sgomento di una comunità
E’ questo lo sfondo doloroso della tragedia avvenuta ieri intorno alle 12 nella cittadina del Longano, dove la giovane madre viveva da pochi anni, al terzo piano della palazzina al centro, insieme ai genitori. Ai carabinieri il compito di ricostruire l’accaduto, che non pare avere responsabilità ulteriori. La ricostruzione sembra indicare che Ambra, rimasta fuori casa per errore, abbia cercato di farvi rientro calandosi dal terrazzo, al piano superiore all’appartamento dove erano rimasti chiusi dentro il figlio e una bambina di due anni, affidatale da un’amica connazionale che si era allontanata per andare a ritirare il certificato di cittadinanza appena ottenuto.
La tragedia
Ma al rientro, per lei e il resto della comunità, non c’è stata alcuna gioia, solo sgomento e dolore. Ambra è precipitata dal terrazzo, scivolando dopo aver scavalcato il parapetto, nel tentativo di raggiungere il balcone del piano di sotto, schiantandosi contro il pavimento del pozzo luce. Un volo fatale: soccorsa dal 118, è stata trasportata in ospedale a Milazzo dove però è arrivata già senza vita.
