La versione dei due giovani messinesi fermati: volevano aiutare una giovane in difficoltà e sono stati aggrediti dal branco
Messina – Si sono difesi i due giovani messinesi fermati con l’accusa di tentato omicidio dopo l’episodio di “movida selvaggia” avvenuto all’esterno di una discoteca di Taormina. Il 24enne ed il 25enne hanno risposto a tutte le domande ed hanno dato la loro versione di quella notte. Hanno ricostruito i momenti precedenti, raccontando della rissa con un gruppo di ragazzi del catanese.
L’aggressione del branco
“Abbiamo visto una ragazza in difficoltà, stava male e ci siamo avvicinati per aiutarla. A quel punto il branco ci ha aggredito”, hanno raccontato in sostanza i due, che hanno negato di aver lanciato l’auto in corsa sulla folla, subito dopo, per far male a qualcuno. “Volevamo solo spaventarli”, hanno spiegato al giudice Salvatore Pugliese. I ragazzi, che sono comparsi assistiti dagli avvocati Salvatore Silvestro, Giovanni Caroè e Tommaso Calderone, attendono ora la decisione del giudice per le indagini preliminari, che deve stabilire se tenerli in carcere o restituire loro la libertà.
Cosa deciderà il giudice
Ai due giovani la Polizia è arrivata analizzando i video circolati sui social, le immagini estratte dagli impianti di video sorveglianza e le prime testimonianze. Nessuno infatti ha presentato denuncia sull’accaduto. Il reato che il giudice ravviserà, dunque, sarà dirimente sul piano delle esigenze cautelari, in attesa che gli investigatori concludano gli accertamenti. Il Gip Pugliese si è riservato la decisione e ascolterà anche il pubblico ministero Fabrizio Monaco. L’episodio è stato rilanciato sui social dal sindaco di Taormina Cateno De Luca in una violenta invettiva contro i protagonisti.
