Muro crepato e rami nelle finestre a Piazza Casa Pia, "Inerzia di quattro anni, ora basta scuse"

Muro crepato e rami nelle finestre a Piazza Casa Pia, “Inerzia di quattro anni, ora basta scuse”

Redazione

Muro crepato e rami nelle finestre a Piazza Casa Pia, “Inerzia di quattro anni, ora basta scuse”

giovedì 05 Novembre 2026 - 12:00

Il consigliere della IV Municipalità, Nicola Cucinotta, invia una nota al sindaco Basile dopo il via libera della Regione per entrare nella struttura dell'ex Ipab

Un muro perimetrale lesionato, delimitato soltanto da una rete arancione da cantiere ormai adagiata a terra, e chiome di alberi ad alto fusto talmente dense da toccare direttamente i balconi delle case. La vicenda dell’ex Ipab “Casa Pia” e del vicino condominio “Santa Maria dell’Arco”, a ridosso di Piazza Casa Pia, torna ad animare il dibattito politico.

A riaprire il caso è una nota indirizzata al sindaco Federico Basile, all’assessore ai Servizi Ambientali, Francesco Caminiti e al Servizio Verde Pubblico, firmata dal consigliere della IV Municipalità, Nicola Cucinotta. Oltre quattro anni di proteste inascoltate da parte dei residenti del civico 30 di via Santa Maria dell’Arco, costretti a convivere con rami che sbarrano la vista, infiltrazioni di insetti, ratti e il costante timore di cedimenti strutturali.

Le radici, il muro lesionato e il rischio per chi frequenta la piazza

Da un lato le chiome degli alberi interni al cortile dell’ex Casa Pia che premono contro gli infissi e i balconi dei palazzi adiacenti; dall’altro le radici che hanno spinto e spaccato il muro di cinta che affaccia sulla piazza, creando profonde crepe vicino al marciapiede dove quotidianamente transitano pedoni, anziani e i bambini che frequentano le vicine strutture e associazioni.

“Non si tratta di un problema nuovo o sconosciuto all’Amministrazione comunale, ma di una situazione che si trascina da oltre quattro anni, ripetutamente segnalata da me e dai cittadini, senza che sia stato possibile ottenere un intervento risolutivo”, dichiara Cucinotta nella sua nota.

Il consigliere di quartiere puntualizza come il contesto non sia un’area isolata: “I locali dello stabile confinante sono infatti quotidianamente frequentati da diverse associazioni, scuole di ballo, enti di promozione e tanti cittadini. È evidente che le criticità segnalate non riguardano soltanto il disagio di alcuni residenti o la mancata manutenzione di un’area verde, ma investono la sicurezza di una pluralità di persone che quotidianamente vivono, frequentano e transitano in questi luoghi”.

Il nodo regionale risolto e l’accusa di immobilismo

La svolta contabile e procedurale della vicenda si è verificata a settembre, quando i condomini, esausti per la mancanza di interventi, si sono rivolti direttamente all’Assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali. Rispondendo alle denunce, l’Ufficio di Gabinetto della Regione Siciliana, con nota 6171 del 24 settembre 2026, ha chiarito di aver contattato l’ex commissario straordinario dell’Ipab per garantire l’apertura immediata dei cancelli e consentire l’accesso ai tecnici e agli operai del Comune di Messina.

Nonostante questo passaggio che ha rimosso l’ostacolo dell’accesso alla proprietà privata/regionale, da Palazzo Zanca non sarebbe ancora partito alcun cantiere di potatura o messa in sicurezza.

“Era davvero necessario che i cittadini, dopo oltre quattro anni di segnalazioni rimaste senza risposta, fossero costretti a rivolgersi direttamente all’Assessorato regionale per ottenere finalmente un riscontro e la disponibilità a consentire gli interventi?”, attacca Cucinotta. “Il rimpallo delle competenze non può diventare un alibi per l’immobilismo amministrativo, né i cittadini possono essere lasciati soli a convivere con situazioni di potenziale pericolo. Oggi esistono una formale interlocuzione regionale, la disponibilità ad autorizzare l’accesso all’area e la possibilità concreta di procedere agli interventi. Ciò che manca è che l’Amministrazione comunale assuma finalmente le proprie determinazioni”.

Ultimatim di cinque giorni per il sopralluogo tecnico

Cucinotta sollecita una serie di adempimenti indifferibili, ponendo precisi paletti temporali all’amministrazione cittadina. “Chiedo al sindaco e agli uffici comunali competenti di disporre, entro cinque giorni, un sopralluogo tecnico congiunto con il competente Dipartimento regionale e l’Ipab Casa Pia, avvalendosi della disponibilità all’accesso già manifestata dall’Assessorato regionale”.

Tra le richieste avanzate figurano anche la verifica di stabilità degli alberi e del muro, il ripristino immediato delle transenne di protezione lungo la piazza, la programmazione della potatura straordinaria (o eventuale abbattimento se ritenuto tecnicamente necessario dalle autorità competenti) e gli interventi di derattizzazione e disinfestazione dell’area.

“Pronto il dossier per la Magistratura”

Cucinotta, infine, prospetta il ricorso alle vie legali in caso di ennesimo silenzio. “Il mio intervento non nasce per una sterile contrapposizione politica, ma dal dovere istituzionale di rappresentare le esigenze, le legittime istanze e le preoccupazioni dei cittadini del territorio”, afferma Cucinotta. “La sicurezza, l’igiene e il decoro non sono concessioni dell’Amministrazione ma doveri istituzionali nei confronti della collettività”.

“Qualora anche la presente nota dovesse rimanere lettera morta”, conclude l’esponente della IV Municipalità, “mi vedrò costretto, mio malgrado, a rivolgermi alle competenti Autorità giudiziarie, sottoponendo alla loro attenzione l’intera vicenda, la documentazione relativa alle reiterate segnalazioni e le circostanze rappresentate in ordine alla potenziale situazione di pericolo, affinché possano essere effettuate tutte le valutazioni del caso nell’ambito delle rispettive competenze”.

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