Musumeci: "La Regione siciliana è fondata su un sistema clientelare"

Musumeci: “La Regione siciliana è fondata su un sistema clientelare”

Marco Olivieri

Musumeci: “La Regione siciliana è fondata su un sistema clientelare”

lunedì 17 Novembre 2025 - 08:24

ll ministro ed ex presidente spiattella una verità ovvia. Ma nessuno può dichiararsi esente da responsabilità politiche, soprattutto se si ha governato

PALERMO – “Vedo in giro tanta ipocrisia: la Sicilia è fondata su un sistema clientelare e sul consociativismo parlamentare, lo diceva Giuseppe Alessi, parlando nell’immediato dopoguerra. Il problema è capire se si accetta questo sistema, diventandone quindi complici. O, se ci si mette di traverso e si viene isolati, si diventa divisivi. Questa purtroppo è la tara che si porta dietro la politica siciliana. Non aggiungo altro, per carità di patria”. Così il ministro della Protezione civile e delle Politiche per il mare, Nello Musumeci, ex presidente della Regione siciliana ed esponente di Fratelli d’Italia, in occasione del convegno “Tre anni di governo Meloni. Tre anni di risultati” al Palermo Marina Yachting (fonte Ansa).

Le parole del presidente Musumeci s’inseriscono nell’ambito dell’ultimo e clamoroso caso giudiziario tra sanità e politica. Di sicuro, lo storico esponente della destra catanese si colloca tra coloro che non sono complici e che hanno combattuto il “sistema”. Ma le responsabilità politiche del centrodestra sono enormi. Il tutto, per onestà intellettuale, senza dimenticare quelle del centrosinistra e l’attuale debolezza delle opposizioni.

La politica sempre in ritardo rispetto alle inchieste giudiziarie

Perché la politica non arriva mai prima delle inchieste giudiziarie? Lasciamo per un attimo perdere i risvolti giudiziari dell’ennesima inchiesta su appalti pilotati, con richiesta d’arresto nei confronti del leader dell’eterna Dc Totò Cuffaro, del parlamentare di “Noi moderati” Saverio Romano e di altre sedici persone. Ci interessano le responsabilità politiche. Il centrodestra ha imbarcato Cuffaro, e in passato di tutto, pur di rafforzare un dominio nel quale il vento di una nuova politica è stato sempre bandito. Le lottizzazioni e i giochi di potere la fanno da padroni e la coazione a ripetere determinati comportamenti è indice di un’assenza d’apertura verso un futuro diverso.

I siciliani sono rassegnati e il nuovo non avanza

La società siciliana è stanca e rassegnata. Le minoranze, e il centrosinistra dovrebbe puntare a convincere gli astensionisti e chi sta ai margini con un progetto alternativo, votano centrodestra con sempre minore convizione. In Sicilia e anche in Italia. Nell’isola sembra impossibile che possa vincere qualcun altro. Nel frattempo, un ex presidente della Regione spiattella, forse in polemica con il successore Schifani, una verità che conoscono tutti. Ma nessuno può dichiararsi assolto nel “tribunale” della responsabilità politica. Ancora di più se si ha governato.

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11 commenti

  1. Perché non l’ha detto quando era presidente della Regione?

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  2. Scopre l’america dopo colombo. Detto da lui è un complimento.

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  3. Alessandro Orlando 17 Novembre 2025 09:49

    Non l’avrei mai detto.
    Musumeci, Musumeci dove ho già sentito questo nome?

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  4. Con quale coraggio… Vergogna, Musumeci.

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  5. Tralasciando il fatto che avrebbe dovuto chiudere il suo impegno politico dopo la fine del mandato presidenziale, come ha contrastato il metodo clientelare denunciato solo oggi? O forse ci vuole fare credere che si tratta di una maledizione a cui è sottoposta la Sicilia?

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  6. patetico, mi sento offeso da queste parole, lui dov’era quando faceva il padre padrone governatore? ma finiamola una volta per tutte!!

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  7. Commenti con ” cappotto ” che, come stranamente immagino, oggi non saranno “pareggiati”.

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  8. Ammazza che scoperta…si merita il Nobel.
    peccato che i partiti a cui appartiene si fondino su sto sistema

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  9. Giuseppebaretti 17 Novembre 2025 13:51

    Mischineddu, non se ne era accorto!

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  10. E lui come fa a saperlo?
    Io una idea c’è l’ho.

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  11. musumeci, il fascista onesto come lo soprannominavano, caso più unico che raro di un governatore costretto a non ricandidarsi dai suoi stessi alleati e sostenitori, in ragione di questo, dopo i disastri politici fatti alla Regione, promosso ministro, dovrebbe non solo il buon senso di tacere, ma anche quello di ricordarsi che è lui che sta al Governo, mica i comunisti. Se pensa che politicamente siamo così impreparati come i suoi elettori, si sbaglia di grosso, agisca o taccia!

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