"Nella casa dove sono nato ora c'è un altro. Io per strada. Tribunali disumani" - Tempostretto

“Nella casa dove sono nato ora c’è un altro. Io per strada. Tribunali disumani”

Rosaria Brancato

“Nella casa dove sono nato ora c’è un altro. Io per strada. Tribunali disumani”

mercoledì 24 Aprile 2019 - 08:06
“Nella casa dove sono nato ora c’è un altro. Io per strada. Tribunali disumani”

La storia di F. è simile a quella di tanti altri, con sentenze "copia-incolla" che rendono i figli "orfani" di padri in vita

E poi c’è la storia di chi non guadagna abbastanza per le ambizioni della compagna, e viene messo in un angolo, resta fuori da quella che è stata la sua casa sin da bambino. Vede i figli con il contagocce.

Questa è la storia di F. che dopo tre anni di convivenza e di amore, è felice per la nascita della prima figlia. E’ il momento di mettere su famiglia così accende un mutuo per ristrutturare e rendere più accogliente la casa nella quale vive con la compagna, ma che è la stessa dove è nato e cresciuto. Nel 2013 però perde il lavoro dopo anni di sacrifici ed impegno, con una compagna ed una bimba a carico. Iniziano le prime liti perché lei non ha intenzione di lavorare ed anzi gli rinfaccia una difficile situazione economica.

I litigi continuano e, forse per cercare di aggiustare un rapporto invece irrimediabilmente incrinato, arriva il secondo figlio. La tregua dura pochissimo e ben presto le scenate riprendono e F. si vede umiliato davanti ai figli, mentre lei gli rinfaccia di non voler vivere con un uomo mediocre, senza ambizioni.

Da mesi ormai è costretto a dormire nel divano, a mangiare da solo.

Le umiliazioni sono quotidiane e riguardano sia me che la mia famiglia che pure ci aiuta economicamente. La mia unica colpa è quella di non guadagnare abbastanza, il non essere riuscito a farla vivere nell’agio come lei voleva. Tutto questo anche se lei non lavora e non vuole farlo”.

Ben presto arriva la lettera dell’avvocato e la richiesta della fine della convivenza.

L’ormai ex compagna chiede 600 euro al mese esattamente la cifra che F. rimasto come detto senza lavoro, riesce adesso a guadagnare e dalla quale deve togliere la rata del mutuo. L’ex compagna chiede anche la casa e le spese straordinarie.

Al momento dell’udienza i giudici ridimensionano le richieste della donna, rendendosi conto che non avrebbe materialmente potuto vivere con zero euro, senza casa e pagare pure il mutuo. Dovrà comunque versare la metà della cifra, lasciare la casa, provvedere alle spese straordinarie. I

L’affido “condiviso” resta solo sulla carta, perché può vedere i figli solo due pomeriggi a settimana e due fine settimana al mese “salvo diverso accordo tra le parti” che in questi casi non c’è, perché il rancore prevale su tutto.

Frattanto la sua casa è frequentata da un altro.

F. pensa di presentare ricorso, ma costerebbe molto in termini di denaro e le risposte arriverebbero in tempi biblici, oltre al fatto che questo scatenerebbe reazioni da parte della ex.

E questo è l’interesse del minore? – si chiede e chiede alla società- Questa è giustizia? Si chiama così l’applicazione di pseudo verità applicate senza alcuna attenzione al singolo caso specifico? E che dire che la mia casa è frequentata da “altri”? Vorrei fare un appello alle Istituzioni. In Italia i figli vengono assegnati alla madre in automatico. La Legge è inadeguata, la prassi dei Tribunali disumana. Per dare un’assegnazione stabile ai figli, li si rende orfani di padre e si butta quest’ultimo in mezzo a una strada. Bigenitorialità ed affido condiviso devono diventare reali. Lo chiedono con forza le coscienze”.

Hanno provato a fargli passare il Natale senza i figli. Quella di F. è una storia come tantissime altre, figlia di un “copia-incolla” dei Tribunali disinteressati a capire, a vedere, indifferenti al dolore che la fine di un amore porta non soltanto alla coppia ma soprattutto ai figli, usati come strumenti per far la guerra alla contro parte.

Un copia- incolla che dimentica che si è genitori per sempre e che non si può lasciare orfano di padre un bambino quando il papà è vivo e viene usato solo per pagare un mantenimento indiretto.

Rosaria Brancato

Tag:

3 commenti

  1. Uno schifo senza fine…mi vengono i brividi a leggere sempre le stesse storie di donne che rovinano come sanguisughe i mariti…sono patetiche sbandierano al vento la loro tanto decantata parità..ma poi quando c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare diventano di colpo il sesso debole…devono solo vergognarsi!

    21
    0
  2. Mi vrrgogno di essere donna, quando si presentano situazioni come queste.. Entrambi i genitori devono avere gli stessi diritti e doveri..Spero fortemente venga approvata la legge Pillon che permetterà ai padri di avere gli stessi diritti delle mamme.. E da donna dico alla signora che qualunque siano le incomprensioni all’interno di un rapporto di coppia ..i figli vanno sempre tutelati e cresciuti nell’amore e nella serenità.. e si cerchi un lavoro..io piuttosto andrei a fare i lavori più umili invece di chiedere casa e mantenimento… ci vuole xxxxxxxxxx nella vita

    9
    0
  3. Sono anni e anni che la maggior parte dei padri è trattato così. L’affidamemto condiviso é solo sulla carta, del resto i padri devono essere denigrati, e se poi hanno qualche difficoltà economica non sono più padri, e se ti ribelli passi i guai, basta che la moglie o compagnia si inventi qualche denuncia per Stalking o ingiurie o la qualsiasi cosa il gioco è fatto… Per i giudici poco conta per chi vuole fare il padre ma non ha le possibilità economiche… Pagare pur non avendo la possibilità e soffrire vedendo giorno dopo giorno come la maggior parte di queste madri plagiano i propri figli mettendoli contro il padre; poi si è fortunati i figli crescendo forse capiranno il danno della madre, sempre che nel frangente ancora il padre vive, ma in ogni caso ha perso tutta l’infanzia dei figli e nessuno gli potrà mai ridare….

    2
    0

Rispondi a Vincent Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.

Danila La Torrevice coordinatrice di redazione.

info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007