Timbro, Siracusano, Amata e Bucalo: “Affrontare subito la questione dei punti nascita” - Tempostretto

Timbro, Siracusano, Amata e Bucalo: “Affrontare subito la questione dei punti nascita”

Redazione

Timbro, Siracusano, Amata e Bucalo: “Affrontare subito la questione dei punti nascita”

venerdì 03 Dicembre 2021 - 07:58

Gli interventi dei deputati dopo la tragica notizia della morte di un bimbo nato prematuro nel tragitto tra Mistretta e il punto nascita di Patti

MESSINA – “La tragica notizia della morte di un bimbo nato prematuro nel tragitto tra Mistretta e il punto nascita di Patti è il gravissimo epilogo di una questione che da troppo tempo la politica e le istituzioni non riescono a portare a soluzione”. Lo sostengono la deputata Maria Flavia Timbro e del segretario provinciale di Articolo Uno, Domenico Siracusano, in una dichiarazione sulla drammatica notizia della morte del neonato prematuro in auto da Mistretta verso l’ospedale di Patti.

“Le condizioni orografiche e i collegamenti stradali della Provincia di Messina sono tali che, come in altri parti d’Italia – aggiungono – occorrerebbe ribaltare e riconsiderare i parametri che determinano l’allocazione dei punti nascita. Si abbia il coraggio di scelte forti mettendo in primo piano unicamente gli interessi delle persone, e non la tutela di qualche primariato, immaginando equipe che operino su più strutture avvicinando i servizi ai concreti bisogni delle donne e dei nascituri. Abbiamo provveduto ad informare il Ministro della Salute Roberto Speranza dell’accaduto – concludono Timbro e Siracusano – affinché possa valutare se e come intervenire”.

Sulla stessa linea la deputata regionale Elvira Amata: “La notizia di una mamma che perde un bimbo mentre da Mistretta tentava di raggiungere l’ospedale di Patti, oltre che a portare una profonda tristezza, impone alla politica siciliana una profonda riflessione sullo stato dei servizi sanitari in Sicilia, nelle cittadine che si trovano in aree montane o nelle isole ed è la dimostrazione che ancora esiste nella nostra Isola una sanità di serie A e un’altra di serie B o C. Questa notizia dimostra che dobbiamo ancora tanto lavorare e che le soluzioni trovate non rispondono alle esigenze dei cittadini-utenti – aggiunge Amata – E’ evidente che va trovata una soluzione per una migliore la distribuzione dei punti nascita che, secondo quanto indicato dal governo nazionale, al momento devono garantire 500 parti all’anno. La sanità e la salute dei siciliani non possono essere condizioni dai freddi numeri. Ricordo che a Mistretta esiste un ospedale che potrebbe funzionare a pieno regime nell’interesse del territorio e dei suoi cittadini in questo senso dobbiamo lavorare per garantire la salute a tutti i cittadini del comprensorio”.

Così la deputata Ella Bucalo: “Dietro questa morte c’è tutta l’inefficienza ospedaliera venuta fuori a seguito di una riforma sanitaria cieca, decisa dal governo centrale, che stabilisce il taglio di parecchi punti nascita negli ospedali italiani. Quel bimbo è morto perché il punto nascita più vicino era quello dell’ospedale di Patti: la politica ha tagliato quello di Mistretta, Comune in cui vive la partoriente, e quello di Sant’Agata Militello, poco distante da casa. Invece quello di Patti, verso cui necessariamente hanno dovuto dirigersi i genitori dello sfortunato neonato, è distante 90 chilometri. E questo succede perché, in linea con le decisioni di governo, anche la Sicilia ha dovuto tagliare i punti nascita che registravano meno di 500 parti l’anno. Nel 2018 una mia interrogazione, nella quale chiedevo sulla base di quali criteri fosse stato stabilito lo standard minimo di 500 parti come limite di sicurezza, è rimasta inascoltata. Oggi, che la morte di questo bambino dovrebbe toccare le coscienze politiche, ritengo impellente rivalutare questi criteri e ripristinare un reparto che deve puntare a salvare vite umane e non logiche inadeguate ai bisogni del territorio. Presenterò una nuova interrogazione” conclude.

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Un commento

  1. bonanno giuseppe 3 Dicembre 2021 09:26

    occupatevi di questo e non di Ponti sullo Stretto

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