“Omero è stato anche qui”: lo Stretto come luogo dell’immaginario   - Tempostretto

“Omero è stato anche qui”: lo Stretto come luogo dell’immaginario  

Emanuela Giorgianni

“Omero è stato anche qui”: lo Stretto come luogo dell’immaginario  

domenica 12 Giugno 2022 - 07:00

La Compagnia Volere Volare guida il Teatro Vittorio Emanuele in un viaggio tra miti e leggende, ispirati dal libro di Nadia Terranova

Con l’immaginazione possiamo andare ovunque restando fermi. Come voi qui su una poltrona. E proprio voi questa sera vogliamo portare con noi”.

Con questo invito speciale, la Compagnia Volere Volare torna al Teatro Vittorio Emanuele con “Omero è stato anche qui”, tratto dal libro di Nadia Terranova.

La compagnia di Giovanna Manetto, formata da interpreti diversamente abili e non, trasforma il Teatro di Messina in un luogo incantato, tra storie e leggende della nostra Sicilia. E trasporta il pubblico in un viaggio nella fantasia, tra sogno e immaginazione.

Il mito come mai narrato prima

Lo spettacolo, dedicato ad Aurora De Domenico, ha per protagonisti, nella prima parte, Mata e Grifone, nella seconda, Ulisse e le Sirene. Ma tutti loro non sembrano essere più i classici personaggi della tradizione mitica che abbiamo imparato a conoscere.

Mata si trova alle prese con un papà gelosissimo. Lo scambio tra padre e figlia si fa a volte esilarante, altre volte tragico, altre ancora emozionante, da far venire i brividi. Mata non demorde, nonostante l’invito di Grifone per l’apericena che il papà le vieta, lei segue il suo cuore e difende il suo amore, con like tattici su Instagram e storie visualizzate.

Ulisse e i suoi marinai, invece, si trovano alle prese con delle Sirene, il cui canto si allontana dalle famose soavi melodie; sembra più, invece, “la musica di una discoteca vicina”, è dalle note forti, rock, o meglio, come afferma Ulisse: “fa scantari”. Anche a questo, però, Ulisse riesce a resistere e decide, allora, di cambiare il suo finale.

Con un inganno, vuole catturare le Sirene. Non appena prova a farlo, però, il canto delle Sirene da ammaliatore diviene canzonatore, si trasforma in una serie di rimproveri e ammonimenti, tipicamente umani: “devi pagare le bollette; porta giù il cane; hai lasciato le impronte sul frigo; stasera viene mia madre a cena”. Ecco che le Sirene si svelano, davvero, in tutta la loro pericolosità.

La Stretto protagonista

Sono tutte storie accomunate dal radicarsi nella nostra terra, dall’intrecciarsi alla nostra storia. Lo Stretto di Messina è lo sfondo sempre presente del racconto, ma non solo, ne è proprio il protagonista.

“Omero è stato anche qui”, così come il libro da cui è tratto, in questo percorso nell’immaginario, vuole celebrare la nostra terra, che di immaginazione e mito, ma anche di mostri e fantasmi, si costituisce.

Questa terra magica di cui sappiamo riconoscere l’odore, “degli arancini, delle brioches appena sfornate, del mare…”. Quel mare che circonda la nostra isola e che, come scrive Nadia Terranova, in realtà sono due mari.

“I due mari si uniscono in mezzo a due terre che invece non si uniscono mai, anche se da certe prospettive può sembrare di sì perché sono molto vicine. Questo è lo Stretto”.

La musica

A raccontare la storia non sono solo i suoi bravissimi interpreti, ma anche la musica e la danza, che cambiano e si sviluppano in base alle emozioni che vogliono trasmettere.

Elegantemente danzano le Sirene a inizio spettacolo, poi si scatenano sulle note di “Beggin’”; altre volte, invece, movimenti scenici più meccanici rappresentano l’automatismo della vita di tutti i giorni in città, il vuoto dietro le maschere. Le note arrivano dove non riescono le parole, aggiungono alla narrazione una forma in più di immaginario, quella del non detto, ma ascoltato con il cuore. Raccontano una storia nella storia.

Il valore dell’immaginario

E raccontare, per la Compagnia Volere Volare, significa proprio provare a volare. Con i sogni che ci lasciano in regalo, questi attori speciali ci permettono di Voler Volare insieme con loro.

Ogni spettatore, lì fra il pubblico, sceglie la storia che preferisce, immagina la propria versione, sogna il suo finale. Il teatro può chiudere così il sipario, perché apre una nuova via, più grande: quella della fantasia, tramite la quale imparare a volare.

Anche questa è una storia del nostro Stretto di Messina. Così come tutte le storie qui raccontate e immaginate. Perché: “Come scrive la nostra amica Nadia, tutte le storie sono vere nel momento e nel modo in cui decidiamo che lo sono”.

OMERO È STATO ANCHE QUI

tratto dal romanzo di Nadia Terranova

con Giovanni Cundrò, Lavinia Crisafulli, Giovanni Miano, Ambra Visicaro, Francesco Foti, Annamaria Cannatelli, Davide Vinci, Donatella Alibrandi, Mariacristina Cosenza, Rosy Accardi, Carmen Accardi, Andrea Coglitore, Alfio Barbagallo, Filippo Ammendolea, Michele Rizzo, Aurora Grasso, Mariarita Andronaco, Roberta Falliti, Alessandro Samiani, Vincenzo Ferrara, Adele Varacalli, Citty Marletta, Nicola Salvo

e con la partecipazione straordinaria di Dario Tomasello, Paolo Pizzimento, Silvia Spadaro e Alberto Bucca

costumi di Marilena Pantò e Augustina Repici

trucco Wilma Salzillo

direttore di scena Giusy Reale Ruffino e Carla Anastasi

assistente alla regia Federica Giglia

adattamento e regia Giovanna Manetto

produzione Compagnia Volere Volare

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