Il corpo trascinato, il sacco abbandonato. Nei frame della videosicurezza tutte le fasi del caso di Giuseppe Florio
Messina – Il delitto di Taormina come in un film. I carabinieri hanno in poche ore risolto il giallo di Taormina, dove il 26 aprile è stato ucciso Giuseppe Florio. Le immagini di video sorveglianza della palazzina di Trappitello dove il 66enne possedeva un appartamento e quelle di altre telecamere disseminate nella zona tra Taormina e Castiglione di Sicilia hanno infatti inquadrato più di un frame della sequenza di morte.
Il delitto come un film
Messi a confronto con gli altri elementi raccolti dagli investigatori hanno confermato i sospetti sulle persone fermate, una coppia di vicini di casa della vittima e una loro conoscente, in questi giorni ospiti della coppia. A lavoro sul caso ci sono le sostitute Roberta La Speme e Cristina Rapisarda sotto il coordinamento dei rispettivi capi, Antonio D’Amato a Messina e Francesco Curcio per la procura di Catania. I magistrati hanno chiesto l’arresto di una 50enne e del compagno, un 39enne di Palagonia già noto alle forze dell’ordine. Sospettata anche un’amica 53enne originaria di Sesto San Giovanni per il concorso nel tentativo di depistare le indagini, allontanando il corpo dal luogo del delitto. Saranno interrogati a breve alla presenza del loro legale e il giudice per le indagini preliminari deciderà se e quale misura cautelare applicare, in base agli indizi sin qui raccolti.
Il terzetto di morte parlera?

Secondo le Procure di Messina e Catania non ci sono dubbi sul ruolo dei tre, anche perché i video parlano chiaro. Adesso si punta a ricostruire il movente. Qualcuno dei tre parlerà, al confronto col giudice? Le modalità con le quali è stato ucciso – la violenza del colpo in testa, i tagli all’addome – fanno pensare alla volontà di dare all’uomo una lezione finita male.
Il movente dell’omicidio di Taormina
Per quale motivo il 66enne doveva essere punito? Ci sono dietro questioni strettamente personali o legati a interessi economici? Saranno questi i prossimi punti da mettere in luce. Intanto è stata affidata l’autopsia sul corpo dell’uomo, che servirà a stabilire esattamente com’è stato colpito, quanti colpi ha ricevuto e con cosa è stato aggredito.
Giuseppe Florio doveva morire?
Dalle indagini gli inquirenti si aspettano indizi per capire se dietro l’aggressione mortale c’era un’estorsione o se il motivo delle coltellate è un diverso, e forse l’intento iniziale non era uccidere Florio ma solo punirlo. Al vaglio i tabulati telefonici e, attraverso le testimonianze di parenti e conoscenti, i rapporti tra la coppia e la vittima, che in passato aveva lavorato a lungo in una struttura ricettiva della riviera jonica e negli ultimi anni passava più tempo a casa della madre anziana che nella sua abitazione di Trappitello, dove comunque a quanto pare si recava spesso e dove frequentava anche due dei tre fermati.
