La procura di Milano chiede rinvio a giudizio del poliziotto di Alì Terme
Milano – Deve essere processato Carmelo Cinturrino, originario di Alì Terme accusato di aver ucciso il 28enne Abderrahim Mansouri, il 26 gennaio scorso a Rogoredo, con un colpo di pistola. La pensano così i Pubblici ministeri Marcello Viola e Giovanni Tarzia, che hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ex agente. Sarà ora il giudice per le indagini preliminari a decidere se ci sono gli estremi per imputarlo e quindi se rimettere alla Corte d’Assise la valutazione delle accuse per l’ex poliziotto siciliano.
La versione dell’ex agente e le accuse
Cinturrino è stato destituito dalla Polizia di Stato il 20 maggio scorso, mentre era in carcere. Il tribunale del Riesame gli ha negato i domiciliari e l’uomo è ancora in cella. Nei giorni scorsi è stato ascoltato dalla Procura e si è difeso: “Non volevo ucciderlo, è stata una fatalità”, ha detto in sostanza. Carmelo Cinturrino è sospettato tra l’altro di estorsioni, spaccio di droga e arresti illegali, reati che sarebbero stati compiuti a Rogoredo e Corvetto, dove l’ex poliziotto operava. Contro di lui anche le testimonianze di alcuni colleghi.
L’omicidio nel bosco di Rogoredo, la dinamica
L’ex agente avrebbe sparato a Mansouri, che spacciava nel boschetto, quando il giovane era disarmato. Solo successivamente, e dopo aver mandato un collega a prendere uno zaino al commissariato, l’agente avrebbe posizionato accanto al corpo una pistola giocattolo, per simulare la minaccia. Durante i drammatici minuti successivi al colpo, Mansouri era ancora vivo, ma Cinturrino non avrebbe chiamato i soccorsi né informato immediatamente la centrale operativa. L’elemento più inquietante è però il movente ora al vaglio degli investigatori. E’ emerso infatti che l’agente “taglieggiasse” regolarmente lo spacciatore.

