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Le mani dei mistrettesi su Fiumara d’Arte, 3 arresti per estorsione. VIDEO

Alessandra Serio

Le mani dei mistrettesi su Fiumara d’Arte, 3 arresti per estorsione. VIDEO

venerdì 20 Aprile 2018 - 07:20

In carcere un consigliere comunale di Mistretta, un imprenditore legato al clan dei Rampulla e una cartomante di Acquedolci: avrebbero imposto il pizzo ai vincitori del bando. Sequestrati 2 milioni di euro a Pino Lo Re, il "re" dei night dei Nebrodi. Altre 11 persone denunciate per intestazione fittizia di beni.

La famiglia mafiosa di Mistretta, in particolare i soggetti ruotanti intorno ai Rampulla, volevano mettere le mani sui lavori da un milione di euro per il restauro delle opere di Fiumara d'Arte.

Grazie alla denuncia dell'imprenditore che si era aggiudicato il bando, i carabinieri sono riusciti a mettere fine all'estorsione, ed oggi sono scattati tre arresti, mentre altre 11 persone hanno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

In carcere sono andati il consigliere comunale di Mistretta Vincenzo Tamburello, Pino Lo Re – già sottoposto a sequestro perché legato alla famiglia mafiosa mistrettese – e la zia Isabella Di Bella, cartomante di Acquedolci, alla quale la moglie di Fortunato si era rivolto per avere "lumi" sul buon esito dell'affare.

Estorsione aggravata dal metodo mafioso e intestazione fittizia di beni sono le accuse messe nero su bianco dalla Procura di Messina, guidata dal Procuratore Capo Maurizio De Lucia, che cristallizzano una vicenda diventata un incubo per l'imprenditore Rosario Fortunato, vincitore del bando dopo una pronuncia del Tar che estrometteva la precedente azienda.

Il passaggio di consegne nei cantieri, però, non era stato indolore e i Fortunato stavano riscontrando diversi problemi, per questo la moglie si era rivolta alla cartomante la quale, capito che i due erano in difficoltà, ha proposto loro di rivolgeri al nipote, così da sfruttare la sua "fama" per sistemare la faccenda.

L'imprenditore incontra quindi il mistrettese in un night; l'uomo gli spiega che la precedente ditta aveva comprato l'appalto per 50 mila euro, e che lo avrebbe messo in contatto con "un amico" per sistemare il tutto.

L'amico in questione si presenta qualche tempo dopo ed è Tamburello, che gli spiega qual è l'unico modo per sistemare l'appalto: Fortunato avrebbe dovuto versare 35 mila euro che andavano alla "signorina", poi avrebbe dovuto assumere tre operai da lui segnalati, infine avrebbe dovuto rifornirsi di materiale edile dai La Monica, imprenditori edili anche loro già finiti nei guai con la giustizia per la vicinanza al clan. Solo così non avrebbe avuto problemi di alcun genere.

I Fortunato capiscono presto che "la signorina" è Maria Rampulla, sorella di Pietro, condannato come artificiere della strage di Capaci. Quando il Tar da loro ragione ed è ora di partire col cantiere, i Fortunato tornano da TAmburello, spaventati dalla piega che ha preso la vicenda: il consigliere comunale conferma loro tutto, e li invita ad aspettare sue istruzioni per il pagamento.

A quel punto gli imprenditori raccontano tutto ai Carabinieri: è il 2015 ma gli investigatori, coordinati dai PM della DDA Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio, sono già a lavoro sui colletti bianchi della famiglia mistrettese. Così, le dichiarazioni dei Fortunato vanno a completare un quadro che i magistrati stavano già tracciando, e che ha permesso loro di ricostruire l'impredo dei Lo Re, individuando le 11 persone alle quali erano state intestate le attività prima gestite direttamente dall'uomo, cioè due night Club, uno a Torrenova, uno a Nicosia, un lido balneare a Santo Stefano di Camastra ed una compravendita on line di auto usate.

Oggi quindi sono scattati gli arresti, le misure cautelari per gli 11 prestanomi e il sequestro dei locali, delle attività, di conti correnti e vetture per 2 milioni di euro complessivi.

Nel frattempo, nel maggio 2016, la "signorina" è deceduta, e parte dei restauri delle opere di Fiumara d'Arte è stato completato, come nel caso della Finestra sul Mare di Tano Festa a Tusa, mentre altri siti aspettano ancora il recupero.

L'operazione dei Carabinieri è stata battezzata "Concussio".

Alessandra Serio

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