La Cgil chiede garanzie sulla prosecuzione di tutti i servizi sociali. Per la Cisl la priorità è la riorganizzazione del dipartimento. Ci sarebbero oltre 70 dipendenti con qualifiche attinenti ma molti utilizzati in servizi e mansioni diverse. I sindacati dei pensionati rispondono all’assessore Mantineo. Il Csa chiede di essere convocato
Non solo fondi Pac ma, più in generale, il futuro di tutti i servizi sociali. La Fp Cgil ha chiesto rassicurazioni agli assessori Mantineo e Signorino, insieme ai rappresentanti delle varie cooperative che si occupano della gestione.
La preoccupazione deriva dalla mancata approvazione del bilancio di previsione del 2014 e dal fatto che non risultano ancora aggiudicate le gare d’appalto bandite da un mese e mezzo. La legge prevede l’istituzione di una commissione per l’aggiudicazione dei servizi presieduta da un dirigente, in questo caso Giovanni Bruno, che nel 2014 ha già presieduto 18 gare d’appalto e che, a questo punto, sarà affiancato dal dirigente Salvatore De Francesco. Ancora, però, non si hanno notizie in merito alla nomina dei componenti.
Il bando prevede l’affidamento dei servizi per 12 mesi, ma nel frattempo? ll dirigente Bruno ha richiesto, al vicesindaco Signorino e al ragioniere Cama, la somma di 1 milione e 200 mila euro per garantire la prosecuzione dei servizi sociali.
Il sindacato ha chiesto l’immediata aggiudicazione delle gare in modo da poter utilizzare i ribassi d’asta in attesa del completamento dell’iter. Se entro il 20 agosto non saranno trovate le risorse necessarie, la Fp Cgil mobiliterà lavoratori e utenti.
Per la Cisl, il forte rischio di perdere i fondi Pac è legato alla cattiva riorganizzazione del dipartimento Servizi Sociali, approvata dall’amministrazione comunale nel mese di dicembre. Il sindacato ribadisce che questo settore, che negli anni ha subìto rallentamenti, ritardi, modifiche e proroghe, non può essere affidato ad un dirigente ad interim che nel contempo deve assolvere alle incombenze del Gabinetto del Sindaco e quello di Vice Segretario.
L’assessore Mantineo e il segretario Le Donne promisero di rivedere il tutto entro aprile, ma nulla di tutto ciò. “Per noi – si legge in una nota della Cisl – è prioritaria la stabilizzazione dei precari e anche la creazione delle posizioni intermedie procedendo alla individuazione delle posizioni organizzative che sono l’anello di congiunzione tra la dirigenza e il comparto. Riteniamo che sull’assunzione di tre nuovi dirigenti bisogna ponderare la scelta anche alla luce delle precarie condizioni di bilancio e del paventato dissesto sempre dietro l’angolo”.
Tutto ruota intorno ad un migliore utilizzo del personale. “L’Ente conta in servizio ben 24 assistenti sociali di cui 7 a tempo determinato, 26 tra istruttori, insegnanti assistenti scolastici, 13 autisti scuolabus oltre a Istruttori Amministrativi addetti. Numeri al netto dei funzionari amministrativi e dei direttori di sezione che già, con serie difficoltà, nel dipartimento assorbono un carico di lavoro elevato e sovradimensionato che, con l’apporto di altra forza lavoro, potrebbero dare corso a una migliore pianificazione e programmazione dell’intero sistema dei servizi socio-assistenziali”.
Insoddisfatti (anzi, testualmente “increduli, stupiti, avviliti e sconcertati”) dalle parole dell’assessore Mantineo, anche i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. “Quando non si sa cosa dire o, per dirla più chiaramente, si ha la coda di paglia, la reazione normale è il fastidio e addirittura l’aggressività. Si utilizza, quindi, la consolidata prassi di gettare sugli altri le responsabilità presenti, passate e, se del caso, future. Questo è il metodo: proclami, annunci, promesse, risposte stizzite. I pensionati di Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive confederazioni, hanno sempre cercato il dialogo costruttivo, ma difficilmente hanno avuto riscontri positivi. Quando le decisioni, unilaterali, si assumono nelle segrete stanze e non ci si confronta con le forze sociali con chiarezza e trasparenza, le pezze che si cerca di mettere poi, non risolvono alcunché, anzi, ottengono l’effetto contrario. Tenuto conto delle difficoltà organizzative e di carenza di personale che affliggono il Dipartimento delle Politiche Sociali, la risposta dell’Assessore, lungi dal fugare i nostri timori, ci preoccupa ancora di più”.
Sull’argomento anche il Coordinamento Sindacale Autonomo, che ricorda il momento in cui arrivò a far condannare il Comune per la soppressioni delle “Istituzioni Sociali”, visto che il dipartimento non riusciva e non riesce a curare da solo il settore, sia per carenza di dirigenti (ridotti da 77 a 22), sia per carenza di personale (visto che chi va in pensione non viene sostituito).
“Il problema Pac, come evidenziato dal Dirigente – afferma il sindacato -, sarà solo il primo di una serie, non potrebbe essere altrimenti, dato il nuovo assetto organizzativo del comune, decisamente inadeguato, colpa anche delle vigenti disposizioni normative e delle minori risorse economiche assegnate dallo Stato e dalla Regione agli Enti Locali”.
Il Csa chiede di essere convocato, insieme alle altre parti sociali, per evitare “situazioni che possano divenire tragiche: perdita di posti di lavoro, abbandono dei “soggetti deboli” quali, anziani, disabili e minori”.

Ah, ci fosse stata la mega-isola.
I contributi sarebbero arrivati!!!!!!!!!!!!!!
George
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