Ordinanza scarichi abusivi, gli amministratori di condominio chiedono tempo - Tempo Stretto

Ordinanza scarichi abusivi, gli amministratori di condominio chiedono tempo

Francesca Stornante

Ordinanza scarichi abusivi, gli amministratori di condominio chiedono tempo

giovedì 21 Novembre 2019 - 16:00
Ordinanza scarichi abusivi, gli amministratori di condominio chiedono tempo

Il comitato amministratori condominiali messinesi chiede a De Luca di prolungare l'ordinanza sugli scarichi abusivi. O si potrebbe tornare di nuovo al Tar

Rischia di crearsi un nuovo scontro tra l’amministrazione De Luca e gli amministratori di condominio di Messina. Tra pochi giorni scadono i termini dell’ordinanza che il sindaco Cateno De Luca ha siglato per  imporre agli amministratori di condominio di dichiarare entro trenta giorni la conformità degli scarichi ed il regolare allaccio alla rete fognaria. In caso contrario, devono presentare apposita denuncia con l’impegno di adeguare gli scarichi entro sei mesi.

Contro gli scarichi abusivi

L’ordinanza rientra nel progetto di contrasto agli scarichi abusivi. Gli amministratori entro il 29 novembre dovrebbero adempiere a questo obbligo. Ma il comitato “Amministratori condominiali messinesi” ha scritto al primo cittadino per chiedere intanto di posticipare i termini indicati. E annuncia che questa ordinanza potrebbe fare la stessa fine di quella che ha riguardato la raccolta porta a porta. Cioè con un ricorso al Tar.

Il comitato lamenta difficoltà interpretative del contenuto dell’ordinanza. Ma anche difficoltà di acceso agli atti nei vari uffici competenti in considerazione dell’ingente mole di istanze che verranno presentate per tutti i condomini. E chiedono di tenere in considerazione che sono necessari tempi organizzativi per effettuare le ispezioni nei vari condomini.

«Gli amministratori sono dei professionisti con svariati condomini da amministrare e, pertanto, non riuscirebbero nei termini fissati dall’ordinanza, a mettere al corrente i propri condomini né ad effettuare gli adempimenti necessari. A ciò si aggiunga che anche i tecnici interpellati hanno mostrato perplessità e difficolta nell’adempiere il mandato di accertamento nei tempi prefissati, dovendo recarsi in centinaia di condomini. Senza considerare che dovranno effettuare i medesimi adempimenti anche per i proprietari di singole unità abitative ai quali, è anche rivolta l’ordinanza».

Dopo quella per il porta a porta…

Gli amministratori ricordano che già da tempo lamentano di essere oberati di lavoro  per la precedente ordinanza sui rifiuti. Assemblee continue, costretti a spostarsi nell’arco della stessa giornata in diversi luoghi della città per ricevere i mastelli. «Non riusciamo a svolgere il ruolo di amministratori se dobbiamo sottostare a continue ordinanze, quasi fossimo dipendenti del Comune di Messina. Siamo stati costretti a subire questo gioco a scaricabarile che questa amministrazione continua a fare, prima per la differenziata ed oggi per questo nuovo adempimento. Così il Comune cerca di mettere una toppa a decenni di incuria, delegando tutto agli amministratori.

Tra l’altro gli utenti hanno sempre pagato all’interno delle bollette Amam una quota per l’allaccio fognario e depurazione. Quindi l’Amam avrebbe dovuto fare tali accertamenti con i propri tecnici. Inoltre anche questa nuova ordinanza determinerà un ulteriore costo per i singoli condomini e pertanto cittadini messinesi, che può variare da mille a tremila euro. 

Il Comitato sta valutando anche se impugnare tale ordinanza, così come fu per la precedente. Intanto ha chiesto al sindaco una proroga fino al prossimo 30 marzo 2020. 

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