Lo scorso 7 febbraio Marcello Intelisano, era stato arrestato perché secondo i carabinieri, si sarebbe appropriato di circa 190mila euro investendone una parte su un noto albergo. Per mascherare l'ammanco avrebbe simulato di essere stato vittima di estorsioni. Ieri era stato sorpreso dai militari fuori dalla sua abitazione dove era ristretto ai domiciliari
Ieri notte i Carabinieri di Giardini lo avevano arrestato per evasione dai domiciliari. Non si trovava in casa l’ex direttore delle Poste di Giardini Naxos, Marcello Intelisano, finito in manette lo scorso 7 febbraio con l’accusa di essersi appropriato di circa 190mila euro investendone una parte su un noto albergo. Oggi Intelisano è comparso davanti al giudice Eliana Zumbo che ha convalidato l’arresto di inteli sano disponendone la scarcerazione. Il processo per direttissima è stato rinviato al 6 giugno.
L’ex direttore dell’ufficio postale è accusato di peculato e simulazione di reato. Con parte del denaro rubato dall’ufficio postale che dirigeva, Intelisano avrebbe gestito un albergo a Castelmola. E pPer mascherare l’ammanco avrebbe simulato di essere stato ripetutamente vittima di episodi di natura estorsiva.
Le indagini dei carabinieri sono scattate proprio all’atto della denuncia, il 22 aprile del 2011, quando Intelisano, all’epoca ancora direttore della sede centrale dell’Ufficio Postale di Giardini Naxos, si era presentato presso la stazione dei carabinieri per denunciare di essere stato costretto negli ultimi mesi, in diverse circostanze, sotto minaccia da parte di persone a lui sconosciute, a prelevare dalle casse del citato Ufficio Postale la somma complessiva di 160mila euro che poi aveva consegnato per intero agli estortori. Al comandante della stazione dei carabinieri, quella denuncia apparse sin dalle prime battute inverosimile, tanto da ingenerare il legittimo sospetto che si trattasse in una maldestra messa in scena, che gli estortori, più che degli “sconosciuti” fossero invece immaginari, e, soprattutto, che delle somme di denaro si fosse invece impossessato proprio Intelisano.
A quel punto i carabinieri, coordinati dal Sostituito Procuratore della Repubblica di Messina, Fabrizio Monaco, hanno avviato un’articolata attività investigativa, che si è protratta per circa dieci mesi e che si è conclusa appunto con l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale peloritano, Giovanni De Marco.
