I candidati al concorso per l'Avvocatura di Stato, di fronte alle irregolarità e disparità, si son alzati in piedi ed hanno cantato l'Inno di Mameli. I giovani hanno scelto un modo semplice e bellissimo per protestare contro le raccomandazioni che umiliano un Paese e lo stanno consegnando ad un esercito di mediocri.
Probabilmente all’inizio è stato uno solo ad alzarsi, poi dieci, cinquanta, settecento. Tutti in piedi, la mano sul cuore, hanno cantato a squarciagola l’Inno di Mameli. Non erano all’interno di uno stadio, di un’arena, di una piazza ed a cantare non erano atleti e tifosi. Le note del compositore genovese sono risuonate, all’inizio timidamente poi decise e nette in una delle aule dell’Ergife, lunedì 12 giugno, dove 975 candidati stavano sostenendo l’esame per l’Avvocatura di Stato. Chiusi in quell’aula da ore, di fronte alle ennesime irregolarità ed a candidati che erano riusciti a far entrare i codici commentati (vietati) non hanno inveito, né lanciato penne, carte, pomodori. Indignati, si son alzati in piedi ed hanno cantato l’Inno dell’Italia degli uguali e dei giusti, di un Paese senza differenze dove il diritto al lavoro dipende dal merito e non dal nome. O almeno così l’hanno disegnata i nostri Padri nella Costituzione.
Quello dei giovani avvocati è stato il modo più nobile, più commovente per dire “basta, questa Italia così noi non la vogliamo più”. Son dovuti intervenire carabinieri e polizia ed alla fine il concorso è stato sospeso, con l’Avvocato generale dello stato Francesco Caramazza che ha verbalizzato: “siamo stati costretti a causa dei disordini provocati da alcuni candidati che si lamentavano dei tempi lunghi”. Non si lamentavano di questo e lo sa bene Caramazza , chiedevano “pari opportunità” per tutti. “Noi siam da secoli, calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi”, scriveva Mameli a 20 anni, e l’eco di quelle parole si è levato forte nell’aula dell’Ergife, divenuta simbolo dei “figli di nessuno” .
Mi piace la modalità della protesta, perché nell’Italia della Lega nord, dei campanilismi più ridicoli, dilaniata dalle differenze, questi avvocati hanno fatto una scelta di pace: l’Inno che unisce dalle Alpi alla Sicilia e che ci vuole tutti fratelli. Senza grida né violenze, solo le note del simbolo che è alle radici del nostro stare insieme.
Mi sento sorella di quei ragazzi seduti sui banchi senza nessuna speranza di vincere un concorso, nonostante la preparazione, perché nella nazione dei mediocri le selezioni sono diventate solo una farsa.
Alzi la mano chi non ha subito sulla propria pelle la ferita del concorso truccato, l’umiliazione del vedere, nel Paese dei parenti, delle amanti e dei raccomandati, la propria competenza ridotta a carta igienica. Alzi chi la mano chi non ha provato la rabbia del vedere la propria laurea valere meno solo perché non ha il cognome giusto. Alzi la mano quel genitore che non ha dovuto piegarsi all’umiliazione del “chiedere” per il proprio figlio un futuro che dovrebbe essere un diritto,da Torino a Palermo, passando per Matera.
Il Parlamento ha preso in giro tutti chiedendo curriculum per i componenti delle Authority, salvo poi gettare nel….cestino le vite dei candidati e scegliere chi aveva già deciso di nominare. Ad esempio alla Privacy c’è un dermatologo (Pd). Il neo direttore generale dell’Istituto di vulcanologia è un insegnante di ginnastica, vicino alla Gelmini. Per restare in Sicilia una delle ultime nomine effettuate da Lombardo è stata quella della compagna di un suo “fedelissimo” che non poteva presiedere la società perché incompatibile.
Alzi la mano chi ha gettato la spugna e di fronte ad un concorso che puzzava di già assegnato ha deciso di non spendere neanche i soldi della raccomandata.
Io ed altri due miei colleghi professionisti di lunga data, Emilio Pintaldi e Gianluca Rossellini, abbiamo presentato ricorso al Tar e al Cga in merito ad un concorso bandito dall’Asp per addetto stampa. Il sindacato dei giornalisti si è opposto sin dal primo giorno ad una selezione che, in barba alla legge 150 che indica regole e requisiti, profumava di altro. Eppure ci abbiamo creduto in tanti, professionisti con 20 anni di carriera alle spalle. Abbiamo creduto nei nostri curricula, li abbiamo spediti e abbiamo pagato gli euro della raccomandata, sperando che anche in Sicilia il merito, l’esperienza, la professionalità, l’anzianità avessero un valore.
La ferita che brucia in migliaia di questi casi è la presa in giro. Per favore, usate le chiamate dirette, non umiliate oltre chi ha dedicato la sua vita allo studio ed al lavoro senza cercare scorciatoie.
Torniamo al concorso per l’Avvocatura di Stato, quando per la prima volta un esercito di competenti si è alzato in piedi e ha cantato l’Inno. Di fatto chi doveva capire continua a non capire. Ormai è evidente che i partiti tifano Grillo e lo stanno portando in braccio all’80%. Dopo aver fatto nomine a raffica, salvato De Gregorio dall’arresto, hanno portato in aula un emendamento (Pd-Pdl) per riesumare un’immunità che sfiora l’onnipotenza. Hanno approvato una norma che prevede che in Parlamento non vi siano condannati, ma che entrerà in vigore dal 2018. L’idea geniale è questa: fissare l’incandidabilità dei condannati solo DOPO che questi, nel 2013, saranno stati eletti. Solo in Italia poteva accadere che un fatto ovvio, come quello che non dovrebbero esserci candidati condannati è dovuto finire al centro di una “contrattazione” per farlo diventare legge e per giunta solo tra 6 anni. Questa è istigazione a votare Grillo. In Sardegna il 7 maggio al referendum anticasta il 97% dei cittadini ha detto no alle superindennità dei consiglieri che costano 18 milioni di euro l’anno. Tre giorni fa i consiglieri hanno votato il ripristino delle loro indennità.
Onore ai settecento e più italiani stanchi di un’Italia mediocre affidata e gestita da mediocri che in piedi e con orgoglio hanno cantato l’Inno di Mameli. Ci sarà stato qualcuno con l’accento palermitano, veneziano, milanese e pugliese, ma quel coro è l’unica Italia nuova, orgogliosa, pulita, per la quale oggi valga la pena di tifare. Al momento del voto dovremmo andarci con quest’inno nelle orecchie, cantato dai nuovi patrioti ribelli contro un sistema che ci sta uccidendo.
Rosaria Brancato

Vi prego….non accorgiamoci solo ora della mediocrità in cui versa il Paese.
il malcostume dilagante, la corruzione, le raccomandazioni (anche per vedersi riconosciuto un nostro semplice….diritto)hanno massacrato una Nazione, soltanto un rinnovamento di classe dirigente, pubblici funzionari, di docenti universitari potrà fornire una speranza non a noi (è …già troppo tardi) ma alle nostre future generazioni.
Avrei dovuto fare la stessa cosa, qualche anno fa, in un concorso che ho affrontato a Messina, il candidato poi risultato vincitore aveva scritto e pubblicato dei testi in collaborazione con ciascuno dei membri della commissione giudicatrice…poca imparzialità, gli era scaduto l’assegno triennale di ricerca qualche mese prima….
Da anni descrivo il virus della mediocrità che infetta Messina nella frase TUTTI MURATORI,PROGETTISTI,COSTRUTTORI,cui da poco ho aggiunto TUTTI AVVOCATI,riferendomi alla grande spesa legale corrente di palazzo Zanca.Il declino della Urbs Messana è causato dal disprezzo delle regole e dalla mediocre burocrazia comunale, la classe politica è inutile. Per arrestarlo e trasformarlo in ascesa,dobbiamo ritrovare l’orgoglio e la maestreria dei nostri avi,ho la certezza che possiamo farcela. Il monumento donato dai marinai russi ci ricorda che si può essere altruisti,pensare all’interesse di una comunità e dopo a quello personale,in fondo siamo dopo un terremoto umano durato vent’anni,aiutiamo il rifiorire della bellezza perduta della Urbs Messana
Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno…recitava Manzoni. Tutto il mondo è paese, specialmente qui.
La corruzione, il clientelismo politico, la mediocrità e quant’altro è ben radicato in Italia e si perpetuerà per diverse generazioni.
Parola di chi si è sudato una laurea ed un’abilitazione (senza alcun aiuto, lo posso giurare) e che ora riesce a sopravvivere a stento per mancanza di un qualsiasi lavoro e di una politica sana.
Rosaria Brancato con questo pezzo è riuscita veramente a farmi commuovere, ricordandomi i trascosi importanti nei movimenti giovanili e la passione e l’orgoglio che si aveva nel farne parte, facendo emergere soprattutto in chi come me, crede profondamente nel senso delle Istituzioni e dello Stato, grande voglia di sentir risuonare anche da questo lato dell’Italia quell’Inno in segno di protesta e cambiamento. Complimenti e tenga duro, vedrà che primo poi anche all’Asp 5 di Messina come in ogni altro ambito pubblico, in 10 in 100 in 1000 si alzeranno costringendoli ad ascoltare la marcia di un popolo che nel dolore ha saputo trovare l’unione e la dignità di Nazione!
Dopo aver letto quest’importante pezzo della dott.sa Brancato, ho profondamente sentito il bisogno di iscrivermi nel vostro sito, per aver l’opportunità di complimentarmi con la giornalista e la vostra redazione, tra le poche che ancora riescono ad unire alla notizia, la qualità di un livello culturale e professionale, che fa ancora sperare in un ricambio generazionale a tutti i livelli, istituzionale e professionale, che ci consenta di riprendere quel percorso di dignità sociale avviato dai nostri “Padri Costituenti” e dal 1994 accantonato per dar spazio a buffoni e veline!
So che l’argomento centra poco con il servizio gionalistico…. ma volevo riproporre la questione dell’ospedale “Piemonte”.. che fine hanno fatto i comitati, i paladini anti-chiusura. Stanno trasferendo gli ultimi reparti(esempio ostetricia) al Papardo senza aumentare i numeri dei posti letto.. il tutto nel completo silenzio-assenso… si sono rassegnati tutti, oppure ancora una volta vale il detto: “che tutti gli uomini hanno un prezzo”.
La classe politica sta soffocando il Paese, ma sta anche suicidandosi.Se nel tempo che manca alle elezioni non farà riforme serie, cominciando dall’ “alleggerirsi”numericamente ed economicamente, e non rinnoverà metodi e candidati, ripristinando il voto di preferenza, non gioverà cambiare nomi e alleanze:è condannata a scomparire,mentre cresceranno astensionismo e grillini
W la giovane Italia degli Avvocati e degli Indignati !!!!Sapranno insegnarci cosa fare contro le ingiustizie? Unendo le forze,partecipando attivamente a movimenti d’opinione spontanei,NN andando a votare persone che nn siano più che perbene!