Dal sogno della stabilizzazione all'amara realtà: precari storici in assemblea IL VIDEO

Dal sogno della stabilizzazione all’amara realtà: precari storici in assemblea IL VIDEO

Francesca Stornante

Dal sogno della stabilizzazione all’amara realtà: precari storici in assemblea IL VIDEO

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martedì 24 Marzo 2015 - 00:20

I precari comunali si sono dati appuntamento per oggi nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca per discutere del percorso di stabilizzazione che si è totalmente arenato. Non ci sono buone notizia neanche su altri fronti, sia per l'integrazione oraria che per la copertura economica per gli ex Lsu. IL VIDEO DI SERENA CAPPARELLI

Durante gli auguri di Natale alla città il Sindaco Accorinti aveva esordito dell’importante risultato che proprio in quei giorni sembrava ormai raggiunto: il via libera alla stabilizzazione degli storici precari di Palazzo Zanca. Accoranti e la sua giunta avevano brindato a quelle buone notizie che giungevano dal Ministero e che aprivano la strada ad un percorso che aveva impegnato sindacati e Segretario generale per mesi prima di prendere il volo per Roma, sotto la veste di Piano triennale di fabbisogno del personale. Poi arrivò quella famosa relazione (vedi articolo correlato) che tirò il freno a mano ai progetti ormai in corsa dell’amministrazione comunale e che ha costretto gli uffici a rivedere tutta la documentazione prodotta a Roma, alla luce delle criticità che aveva sollevato la Commissione che ha esaminato il piano messinese. Era il 27 dicembre dello scorso anno. L’assessore Guido Signorino e il segretario Le Donne erano intenzionati a chiedere una nuova audizione presso la commissione ministeriale, in modo da allontanare qualche dubbio e illustrare più dettagliatamente i criteri con cui quel documento era stato costruito.

Nel frattempo sono trascorsi tre mesi e per i precari di Palazzo Zanca è calato il silenzio. Hanno atteso con pazienza, riponendo fiducia nelle intenzioni e nelle rassicurazioni che arrivavano dall’amministrazione, fin dal primo momento decisa a voler percorrere il doppio percorso della stabilizzazione legato a quello dell’integrazione oraria che dal maggio 2014 i precari di Palazzo Zanca non hanno più avuto riconosciuta. Adesso però dicono basta e per questo hanno deciso di riunirsi oggi, nel Salone delle Bandiere, per decidere tutti insieme quale strada seguire. Si tratta della prima assemblea organizzata dai Rappresentanti sindacali unitari del Comune, assemblea che si rivolge a i quasi 300 precari comunali che sono ancora appesi al filo della speranza. Hanno alzato dei fogli bianchi, uno ciascuno, fogli bianchi che rappresentano quel contratto mai arrivato.

“Non si possono far pagare gli errori di 25 anni di mala politica e di mala amministrazione ai precari storici del Comune di Messina: cala il salario e la stabilizzazione è ancora tutta da studiare. La svolta promessa dall’Amministrazione dal “basso” ha cambiato verso?”. Se lo chiedono i rappresentati sindacali.

“I 292 contrattisti del Comune di Messina, al servizio dell’Ente da oltre un ventennio, lamentano il perseverare di disparità di trattamento rispetto agli impiegati di ruolo, sia in termini economici che di organizzazione del lavoro.

Rivendicano il diritto a condizioni lavorative più eque e confacenti alla professionalità acquisita ed all’impegno quotidiano profuso nell’erogazione dei servizi alla collettività”.

Chiedono con forza risposte immediate, chiare ed esaustive sui processi di stabilizzazione a tutt’oggi in fase di stallo, situazione che porta un concreto rischio di perdita del posto di lavoro e conseguente paralisi dei servizi.

Per tali ragioni, invitano i vertici amministrativi e politici del Comune ad una seria interlocuzione nel corso dell’ assemblea, che in caso di mancato riscontro, rappresenterà la prima di una lunga serie di iniziative di protesta, finalizzate alla definizione di quella che senza dubbio può definirsi la più lunga e vergognosa vertenza della storia del pubblico impiego.

Sul personale di Palazzo Zanca però in questo momento sembrano addensarsi ulteriori nubi nerissime. Innanzitutto nessuna integrazione oraria potrà arrivare e soprattutto c’è il serio rischio che i precari si trovino costretti a dover restituire al Comune quella parte di stipendio maturato a suon di integrazione oraria. Ipotesi che deriva dalle procedure di riaccertamento che si stanno compiendo in questo periodo e che stanno dando ragione all’interpretazione che nei mesi scorsi avevano dato i Revisori dei Conti a proposito della soglia di sforamento del tetto di spesa da destinare al personale. Il collegio presieduto da Dario Zaccone ha più volte dichiarato apertamente il Comune non era più nelle condizioni di riconoscere l’integrazione oraria perché sarebbe stato superato il 50% di spesa che era stato sostenuto nell’anno precedente.

Un’altra tegola potrebbe poi essere rappresentata dall’ultima circolare giunta dall’Assessorato regionale Autonomie Locali che avvisa i Comuni, quindi anche Palazzo Zanca, che da ora in poi non ci sarà più alcuna copertura per quei lavoratori che appartengono al bacino degli Lsu. Circostanza che determinerà sicuramente il concreto verificarsi di una ragionevole previsione di squilibrio finanziario sulle spese del personale. Anche su questi fronti il silenzio al momento regna sovrano, i precari però non hanno più intenzione di aspettare.

Francesca Stornante

6 commenti

  1. Francesca STORNANTE nel suo puntuale articolo mi sollecita una riflessione su chi entrato per fare una esperienza di lavoro limitata nel tempo,senza concorso,con leggi ad hoc per i giovani,vive oggi una realtà drammatica,per come vanno le cose nei Comuni rischia di trovarsi senza lavoro e senza pensione,realtà ben conosciuta da chi lavora nel settore privato. C’è sicuramente una motivazione solida se gente affamata di voti nelle urne,come LEONARDI,BUZZANCA,GENOVESE e poi ancora BUZZANCA,e SINDACATI voraci di tessere, non hanno potuto stabilizzare con un contratto a tempo indeterminato a tempo pieno. Scrissi che la questione ha risvolti con la COSTITUZIONE,l’EUROPA, con le magre finanze dello Stato,quindi è POLITICA,va al di là dei sindaci.

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  2. Francesca STORNANTE nel suo puntuale articolo mi sollecita una riflessione su chi entrato per fare una esperienza di lavoro limitata nel tempo,senza concorso,con leggi ad hoc per i giovani,vive oggi una realtà drammatica,per come vanno le cose nei Comuni rischia di trovarsi senza lavoro e senza pensione,realtà ben conosciuta da chi lavora nel settore privato. C’è sicuramente una motivazione solida se gente affamata di voti nelle urne,come LEONARDI,BUZZANCA,GENOVESE e poi ancora BUZZANCA,e SINDACATI voraci di tessere, non hanno potuto stabilizzare con un contratto a tempo indeterminato a tempo pieno. Scrissi che la questione ha risvolti con la COSTITUZIONE,l’EUROPA, con le magre finanze dello Stato,quindi è POLITICA,va al di là dei sindaci.

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  3. letterio.colloca 24 Marzo 2015 17:36

    Hanno atteso con pazienza, riponendo fiducia nelle intenzioni e nelle rassicurazioni che arrivavano dall’amministrazione
    LEONARDI,BUZZANCA,GENOVESE e poi ancora BUZZANCA,e SINDACATI voraci
    In quel tempo-ovvero quando i “voraci”MACELLAVANO quelli che ora recriminano,ero -vincitore di SEVERO CONCORSO NAZIONALE E SELEZIONE- a 1500km dai “voraci” che ADESCAVANO a man bassa quanti solo oggi si rendono conto che sono stati presi per ii ….per un tozzo di pane avvelenato (quale rendita pensionistica maturata?!) invece di COSTRUIRE il proprio futuro anche oltre i MIEI 1500 Km,sono rimasti a pietire in casa.
    CON ORGOGLIO:
    Vent’anni fa,chi REGGEVA LA PROGRAMMAZIONE in Fiat,era un vero figlio di Messina sicuramente non un RACCOMANDATO.

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  4. letterio.colloca 24 Marzo 2015 17:36

    Hanno atteso con pazienza, riponendo fiducia nelle intenzioni e nelle rassicurazioni che arrivavano dall’amministrazione
    LEONARDI,BUZZANCA,GENOVESE e poi ancora BUZZANCA,e SINDACATI voraci
    In quel tempo-ovvero quando i “voraci”MACELLAVANO quelli che ora recriminano,ero -vincitore di SEVERO CONCORSO NAZIONALE E SELEZIONE- a 1500km dai “voraci” che ADESCAVANO a man bassa quanti solo oggi si rendono conto che sono stati presi per ii ….per un tozzo di pane avvelenato (quale rendita pensionistica maturata?!) invece di COSTRUIRE il proprio futuro anche oltre i MIEI 1500 Km,sono rimasti a pietire in casa.
    CON ORGOGLIO:
    Vent’anni fa,chi REGGEVA LA PROGRAMMAZIONE in Fiat,era un vero figlio di Messina sicuramente non un RACCOMANDATO.

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  5. E’ vergognoso chiedere di essere assunti senza concorso pubblico! Se non ricordo male, nella pubblica amministrazione si accede per concorso pubblico. Ed allora i cittadini disoccupati per avere un posto “senza concorso” che cosa dovrebbero fare occupare Palazzo Zanca? Questi precari sapevano che alla scadenza del progetto dovevano andare a casa, invece si è andato avanti e a loro ha fatto comodo. Oggi pretendono la stabilizzazione, cioè, assunti senza concorso!!! Eheh, troppo comodo vero?

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  6. E’ vergognoso chiedere di essere assunti senza concorso pubblico! Se non ricordo male, nella pubblica amministrazione si accede per concorso pubblico. Ed allora i cittadini disoccupati per avere un posto “senza concorso” che cosa dovrebbero fare occupare Palazzo Zanca? Questi precari sapevano che alla scadenza del progetto dovevano andare a casa, invece si è andato avanti e a loro ha fatto comodo. Oggi pretendono la stabilizzazione, cioè, assunti senza concorso!!! Eheh, troppo comodo vero?

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