Mentre la Municipale ricostruiva la dinamica dell'incidente a Messina in cui ha perso la vita Giulia Scimone, dei fiori e un pensiero catturavano l'attenzione
MESSINA – “Per Giulia”. Mentre la polizia municipale procedeva con la ricostruzione in 3D dell’incidente che ha portato alla morte della sedicenne Giulia Scimone, il giorno dopo la tragedia colpiva l’attenzione un piccolo segno di sensibilità in via Circuito. Dei fiori e un pensiero dedicato alla studentessa del Seguenza travolta da un motociclista in quella che doveva essere una serata estiva come tante altre.

“Cara Giulia, voglio pensare che ancora vivi”
Pochi versi, da “Canzone per un’amica” di Francesco Guccini, accompagnavano la dedica: “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi…”. E viene in mente questo cimitero infinito riempito di persone, giovani e meno giovani, strappate alla vita nel Far West stradale quotidiano. Vittime spesso di manovre folli o azzardate.
Sulle strade una guerra non dichiarata che annienta tante giovani vite
Fiori, foto, ricordi, disegni, pensieri alimentano la speranza di poter far rivivere chi rimane dentro il dolore senza pace dei familiari, degli amici e degli insegnanti. Come ricordava ieri una sua professoressa, Tiziana Bazan, Giulia praticava l’equitazione a livello agonistico e, come tanti suoi coetanei, amava la musica. L’insegnante ha scritto su Facebook: “Questa classe non sarà più la stessa. Non è giusto, non è concepibile morire così nel fiore dei tuoi anni. Inerte guardo questa foto e le altre della nostra ultima gita a Siracusa per le rappresentazioni classiche, in cui tu spensierata, entusiasta, e piena di ogni leggerezza adolescenziale giri per le strade a godere la giornata insieme ai tuoi compagni. Questo deve fare una adolescente come te. E ti è stato impedito dall’ennesimo pirata della strada. Di queste maledettissime strade cosparse del sangue dei nostri figli”.
Una guerra non dichiarata e che ogni anno distrugge speranze e sogni di tanti giovanissimi. Non possiamo assistere impotenti a questa pulsione di morte che anima le nostre strade. Dai cittadini alle istituzioni, tutti dobbiamo fare la nostra parte. E fare presto per invertire la rotta.

