Percepiva lo stipendio dal 2005 senza mai recarsi in servizio. 7 indagati all'A.O. Pugliese-Ciaccio - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Percepiva lo stipendio dal 2005 senza mai recarsi in servizio. 7 indagati all’A.O. Pugliese-Ciaccio

Dario Rondinella

Percepiva lo stipendio dal 2005 senza mai recarsi in servizio. 7 indagati all’A.O. Pugliese-Ciaccio

martedì 20 Aprile 2021 - 16:09
Percepiva lo stipendio dal 2005 senza mai recarsi in servizio. 7 indagati all’A.O. Pugliese-Ciaccio

Il dipendente assenteista dell'A.O. Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, nell'ottobre del 2020 è stato licenziato senza preavviso

A Catanzaro la Guardia di finanza nei confronti di Salvatore Scumace (66 anni), Nino Critelli (66), Vittorio Prejanò (64), Maria Pia De Vito (68), Domenico Canino (62), Laura Fondacaro (52) e Antonio Molè (53) ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in relazione a un’attività investigativa in materia di assenteismo dei pubblici dipendenti. L’indagine ruota intorno a Salvatore Scumace che dal 2005, pur percependo lo stipendio, non si è mai recato in servizio. Il presunto assenteista e i suoi superiori all’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio sono indagati per abuso d’ufficio, falso ed estorsione aggravata.

Dagli accertamenti della Guardia di finanza di Catanzaro, è emerso che Scumace, già in organico all’Azienda, nel 2005 era stato assegnato al Centro operativo emergenza incendi (C.O.E.I.) dell’ospedale catanzarese ma dall’esame dei tabulati di presenza, dei turni di servizio e delle testimonianze di alcuni suoi colleghi e superiori, l’uomo, pur percependo regolarmente la retribuzione, per un totale di 538.000 euro complessivi, per oltre 15 anni non si è mai recato in servizio.

Scumace, per arrivare al suo obiettivo avrebbe fatto ricorso anche a condotte estorsive e minacce, perpetrate per mezzo di altri soggetti nei confronti dei propri superiori. Nel luglio del 2020, quando sono iniziati gli approfondimenti investigativi della Guardia di finanza, anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici degli ultimi due anni dell’indagato, l’Azienda ha avviato un primo procedimento disciplinare nei confronti dell’uomo, affidato a un’apposita commissione composta dagli ulteriori indagati Canino, Mole’ e Fondacaro.

La commissione però, a fronte della condotta assenteistica di Scumace, concludeva per l’insussistenza della possibilità di avanzare un addebito disciplinare nei suoi confronti. Per tale ragione, i tre sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Successivamente all’archiviazione del primo procedimento disciplinare, la Direzione Aziendale del nosocomio catanzarese ne ha promosso un secondo che si è concluso, nell’ottobre del 2020, con il licenziamento senza preavviso del dipendente.

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