Picciolo: "Nel Pd visti come intrusi. Guardiamo al Centro....Sud" - Tempo Stretto

Picciolo: “Nel Pd visti come intrusi. Guardiamo al Centro….Sud”

Rosaria Brancato

Picciolo: “Nel Pd visti come intrusi. Guardiamo al Centro….Sud”

mercoledì 17 Aprile 2019 - 09:03
Picciolo: “Nel Pd visti come intrusi. Guardiamo al Centro….Sud”

Dopo il divorzio dal Pd "sbilanciato a sinistra", Sicilia Futura guarda al centro e ai movimenti meridionalisti

Noi al patto federativo abbiamo creduto in questi anni, ed i risultati ci hanno dato ragione. Il 20% in provincia di Messina al Senato alle Politiche dello scorso anno ne sono una prova. E’ stato il miglior risultato del Pd nella Sicilia ed uno dei migliori del Sud. Ma nei momenti cruciali noi di Sicilia Futura siamo stati visti come corpi estranei, non siamo stati trattati come parte di una squadra. E adesso, con Zingaretti segretario nazionale, questo Pd è troppo sbilanciato a sinistra”.

Beppe Picciolo non considera la mancata candidatura alle Europee della senatrice Valeria Sudano come la goccia che ha fatto traboccare il vaso, quanto piuttosto come l’ultima di una serie di gocce che alla fine sono diventate un fiume in piena.

Nonostante il peso dei consensi, l’asse con i Dem non ha portato i risultati sperati alle Regionali, con la sconfitta di Micari arrivato terzo, ed alle Politiche, con un Pd ai minimi storici tranne a Messina. Se già dall’autunno del 2017, dopo le Regionali, i deputati Ars di Sicilia Futura davano segnali d’insofferenza nei confronti di un’alleanza con il Pd nel quale erano visti come “gli intrusi”, le ultime scelte del partito hanno di fatto aperto la strada al divorzio.

Noi rappresentiamo il desiderio del centro, ma il Pd che ha vinto le primarie va in altra direzione-prosegue Picciolo- Ha vinto quel Pd che alle Politiche dello scorso anno, nel Collegio di Cardinale, pur di non votare la figlia deputata uscente, ha dirottato i voti su M5S e Leu. Il problema della sinistra è questo, troppe divisioni, troppi litigi”.

Nel corso dell’intervista riceve una lunga serie di telefonate, tutte di “big” dei partiti. L’addio al Pd alla vigilia delle Europee non sarà indolore in termini di voti, perché il gruppo Picciolo è fortemente radicato tra gli amministratori della provincia, ma i rapporti personali con i deputati Navarra e De Domenico (con i quali ha condiviso le ultime battaglie politiche ed elettorali) non sono stati scalfiti da questa decisione. E chissà che le strade non tornino ad incrociarsi. Anche il segretario regionale del Pd Davide Faraone pur non condividendo la scelta di Sicilia Futura, non può che ringraziare il movimento per aver sostenuto posizioni e decisioni spesso impopolari per l’elettorato.

Nel comunicato stampa di divorzio Picciolo parla di una politica “meridionalista” contro lo strapotere del Nord, lasciando intendere ad un ritorno alle posizioni autonomiste che caratterizzarono l’esperienza MPA.

no, non è un ritorno indietro, semmai è un guardare alla realtà di oggi con la secessione nei fatti e con decisioni a livello nazionale tutte sbilanciate verso il Nord. Oggi non si può non essere che meridionalisti e dialogare con forze e movimenti analoghi al nostro, che mettono il Sud al primo posto”.

Da tempo indiscrezioni danno per imminente, o almeno dopo le Europee un ingresso nel governo Musumeci di un rappresentate di Sicilia Futura (i deputati regionali hanno più volte salvato il governatore dai franchi tiratori all’Ars in quest’anno e mezzo). E non è detto che l’assessore regionale non sia proprio Picciolo.

In questo momento il tema non è questo. Musumeci sta affrontando le contraddizioni della sua maggioranza, Sicilia Futura hanno sostenuto i singoli atti, ma la discussione sull’assessorato non è nell’agenda politica”.

Allo stesso modo altre indiscrezioni danno un ingresso di un esponente di Sicilia Futura nella giunta De Luca, sempre a giugno, ed un sostegno del gruppo a Dafne Musolino.

Chi sosterremo alle Europee sarà una scelta che prenderemo a livello regionale e che riguarderà tutti, non il singolo territorio. Certo, per esclusione, non voteremo Pd né Lega né M5S…..”

Il voto del 26 maggio è chiaramente l’occasione per “contarsi” e misurare il peso di un gruppo che negli ultimi anni è rimasto schiacciato dall’alleanza con i renziani. L’appoggio all’assessore Musolino è quindi pressocchè certo, anche perché uno dei primi a commentare il divorzio di Sicilia Futura dal Pd è stato proprio Gianfranco Miccichè con un post su facebook con il quale apre le porte ad un’unione dei moderati.

Il sindaco De Luca deve riflettere bene perché i tempi in arrivo sono duri per Messina. Il lavoro è stato fatto ma ne serve ancora tanto e non ci si può fermare ai comunicati roboanti o ai comizi. Servono progettualità e azione. Noi siamo sempre pronti al dialogo, ma nel rispetto reciproco dei ruoli. Ho definito De Luca usando i termini genio e sregolatezza. Potrebbe fare grandi cose, ma deve avere consapevolezza del suo ruolo, della sua funzione pubblica e di una congiuntura astrale che gli è favorevole, ma rischia di vanificare

Sull’ingresso in giunta Picciolo non si sbilancia, nel frattempo si dichiara più che soddisfatto del nuovo capogruppo di Sicilia Futura a Palazzo Zanca ( dopo l’uscita di Alessandro De Leo transitato al gruppo misto): “La Tona è la miglior scelta di Sicilia Futura sin dalla nascita. Ai miei amici del Pd auguro ogni bene, ma il Pd deve imparare e non farsi del male da solo”

Rosaria Brancato

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Un commento

  1. bonanno giuseppe 17 Aprile 2019 10:38

    invece di Sicilia Futura…….in Futuru torna a fare il Medico Dentista…..

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