Adesso il Ponte sullo Stretto piace anche al Pd. E Impregilo rilancia: «Non ci siamo mai fermati»

Adesso il Ponte sullo Stretto piace anche al Pd. E Impregilo rilancia: «Non ci siamo mai fermati»

Redazione

Adesso il Ponte sullo Stretto piace anche al Pd. E Impregilo rilancia: «Non ci siamo mai fermati»

mercoledì 23 Aprile 2008 - 14:38

Il senatore De Pena: «Non mi risulta che Veltroni si sia espresso contro». Talarico, vicepresidente di Impregilo: «Il contratto firmato è tuttora valido»

«Il Ponte? Non ci siamo mai fermati». A parlare è Antonio Talarico, vicepresidente di Impregilo, la società che guida la cordata aggiudicataria della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Un’opera messa nel cassetto dal governo Prodi (ma a questo punto viene il dubbio quel che cassetto non sia mai stato chiuso definitivamente), e adesso tornata prepotentemente di moda col ritorno a Palazzo Chigi di colui che ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia, Silvio Berlusconi, senza dimenticare che la Regione Sicilia è guidata dall’autonomista Raffaele Lombardo, che ha messo il Ponte in cima al suo programma. Così alla Impregilo gongolano, tanto che nella settimana post elezioni il titolo in borsa è schizzato di quasi il 14%. «La cordata che ha vinto la gara per il ponte sullo Stretto sta andando avanti, – ha affermato Talarico – non ci siamo mai fermati». Il vicepresidente di Impregilo ha aggiunto che il contratto stipulato è valido è che «La cordata deve predisporre il progetto esecutivo, il committente deve mettere a disposizione le aree sulle due sponde dello Stretto». Come finanziare il Ponte? Dovrebbero tornare a Fintecna i 1,5 miliardi revocati dal Governo Prodi, e destinati ad altre infrastrutture (circa 250 milioni di questi destinati a Messina).

Anche Altero Matteoli, prossimo ministro alle Infrastrutture, ha dichiarato a Famiglia Cristiana: «Il Ponte un sogno? Lo era. Già due anni fa, prima di Prodi, erano state firmate tutte le autorizzazioni. Adesso basta cominciare. Fra l’altro è l’unico modo, partendo da lì, per continuare in Sicilia rifacendo le ferrovie e le strade». Che il Ponte, comunque, fosse un pallino di Berlusconi e, in generale, di gran parte del centrodestra era cosa nota a tutti. La notizia è che adesso l’idea inizia a piacere anche al Pd. Nella campagna elettorale per le regionali Anna Finocchiaro, candidata del Pd, è stata più volte -accusata- dal rivale Lombardo di non prendere una posizione netta sul Ponte. Posizione che invece viene presa da Luigi De Sena (nella foto), ex prefetto di Reggio Calabria e ora senatore del Pd. «Se la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina è una priorità del nuovo Governo – ha affermato – questo di certo soddisferà la vera priorità della Calabria, cioe’ l’aspetto infrastrutturale». Un sì convinto, dunque. E sulle temute inflitrazioni mafiose: «C’è questo rischio senza dubbio, sotto l’aspetto normativo c’è una catena di controllo che bisogna sviluppare e snellire. Bisogna avere una collaborazione a tutto campo da parte di tutte le istituzioni che devono convergere su un personaggio che è in grado di assumere responsabilità nell’individuazione di percorsi che possano dare risultati di contenimento dell’azione mafiosa». E Veltroni che ne pensa? De Sena sembra avere pochi dubbi: «Indipendentemente dalla mia idea personale, io penso che questa posizione favorevole possa essere condivisa da tutto il Pd. Non mi risulta che il nostro leader Veltroni si sia espresso contro il Ponte sullo Stretto. Come parlamentare della Calabria, per risolvere il problema infrastrutturale della regione bisogna fare il Ponte sullo Stretto di Messina».

Chi non cambia idea e, anzi, si mostra stizzita per questo improvviso cambio di rotta è Rita Borsellino, reduce dal fallimentare -tandem- con la Finocchiaro e aspirante leader dell’opposizione in Sicilia, qualora la legittima -proprietaria- del seggio all’Ars dovesse rinunciare in favore del Senato: «Il Pd – ha dichiarato alla radio – dovrebbe spiegare perché ha cambiato idea sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Noi diciamo di sì alle infrastrutture per la Sicilia. Dopo che le avremo realizzate parleremo del Ponte e del suo impatto».

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