All'Atm qualcosa sta cambiando. La Corte: a settembre in strada 90 mezzi contro gli attuali 56

All’Atm qualcosa sta cambiando. La Corte: a settembre in strada 90 mezzi contro gli attuali 56

All’Atm qualcosa sta cambiando. La Corte: a settembre in strada 90 mezzi contro gli attuali 56

venerdì 26 Giugno 2009 - 07:02

Questi alcuni degli obiettivi del commissario straordinario e del suo staff, tra cui è prevista anche la riorganizzazione del personale con una nuova pianta organica. Buone notizie da Palazzo Zanca: l'anticipo di 7 milioni verrà imputato al 2010. Ma vanno chiariti tutti gli aspetti finanziari: presto un tavolo tecnico azienda-Comune

A marzo erano 30 gli autobus disponibili, oggi sono 56. E un’altra trentina di mezzi potrebbero essere -sfornati- nel giro di qualche settimana. Questi sono i numeri più eclatanti che dimostrano come forse qualcosa stia davvero cambiando nell’azienda simbolo degli errori-orrori della politica messinese, l’Atm. Anni di cogestione partitico-sindacale hanno portato al collasso l’Azienda trasporti messinese, creando un -mostro- da 680 dipendenti, a fronte di una manciata di autobus su strada e di poche vetture del tram circolanti. Il nuovo corso inaugurato al suo arrivo dal commissario Cristofaro La Corte, già questore di Messina, nominato dal sindaco Giuseppe Buzzanca per sostituire il dirigente comunale Domenico Manna, sembra portare i suoi frutti, restituendo un pò di credibilità all’Atm anche di fronte ai creditori, tra i quali spicca il Comune stesso.

La Corte lo ha ribadito nei giorni scorsi anche ai consiglieri comunali: in cima alla sua agenda ci sono due priorità, recuperare più mezzi possibili e garantire lo stipendio ai lavoratori. Mettendo ordine in quella che lui stesso ha definito una «anarchia assoluta». Il quadro che si era trovato di fronte a fine febbraio, al suo insediamento, era sconfortante: trenta mezzi funzionanti, locali in stato di totale abbandono, carenza di attrezzature, lavoratori costretti a vere e proprie -acrobazie- improvvisate nelle officine. La Corte ha dunque deciso di mettere un punto e di affidarsi ad uno staff operativo ristretto. I risultati dopo meno di quattro mesi sono più che confortanti e fanno riflettere su come l’azienda sia stata -non gestita- negli anni precedenti: oggi sono 56 i mezzi buoni da mettere in strada, almeno altri trenta verranno recuperati nel giro di qualche settimana, con l’obiettivo di arrivare a 90 nel mese -caldo- (inizia la scuola) di settembre e la prospettiva, a questo punto non più impossibile, di ritrovare l’intero parco macchine (circa 150 mezzi) per la fine dell’anno.

Per far sì che ciò accada, è ovvio, non basta la buona volontà. Ci vogliono i soldi non solo per riparare i mezzi guasti ma anche per gestire il parco macchine utilizzato, che oggi è il doppio rispetto a quattro mesi fa. Il recupero dei quasi 30 autobus, affidato a ditte esterne che da anni -orbitano- intorno all’azienda, è costato circa 600mila euro. Con un milione e mezzo è presumibile raggiungere l’obiettivo prefissato da La Corte e il suo staff. Allora sì che assumerà un senso il no secco del commissario all’acquisto di 31 autobus usati dalla ditta lombarda Basco s.r.l., avallato ma mai -contrattualizzato- dall’amministrazione nei mesi di gestione Manna. Sulla vicenda, come si ricorderà, è nato un contenzioso: la Basco, forte di una lettera d’ordine (ma non di un contratto firmato) giunta dagli uffici dell’Atm nel dicembre scorso, ha presentato ricorso per decreto ingiuntivo che, qualora l’opposizione deliberata dalla giunta Buzzanca non dovesse andare a buon fine, rischia di costare alle casse di Comune e Atm circa 400mila euro.

Tornando all’operazione-recupero avviata da La Corte, discorso diverso riguarda i tram. Oggi ne circolano cinque o sei, per arrivare a dieci (su quindici) ci vorrebbe una spesa di tre milioni di euro, considerando anche che più di una vettura è stata letteralmente -cannibalizzata- per i mezzi di ricambio. Tenuto conto che a disposizione dell’azienda c’è poco più di un capannone vuoto senza attrezzature all’altezza, l’operazione non è semplice, ma anche qui si sta lavorando. Decisivo potrebbe essere il recupero dalla Regione di 4 milioni di euro per il riconoscimento del chilometraggio del tram dal 2005 a oggi, sul quale pare La Corte punti parecchio.

Capitolo personale: sono 680 i dipendenti dell’Atm, Lsu e ausiliari compresi. La Corte intende dare una sterzata ad una organizzazione che definire anarchica è dir poco: mancanza di gerarchia, corrispondenza quasi mai esatta tra qualifiche e mansioni effettivamente svolte, una pianta organica, quella predisposta durante la gestione Providenti, mai attuata e ormai superata. Proprio da una nuova pianta organica, sulla quale il commissario starebbe lavorando chiedendo relazioni a tutti i responsabili dei vari settori, passerà la riorganizzazione del corpo dipendente dell’azienda.

A tutto questo si dovrà accompagnare la fondamentale azione di risanamento economico-finanziario. La soluzione a lungo termine alla quale si pensa è il trasferimento degli immobili di proprietà del Comune all’azienda: si pensi che la sede di via La Farina costa 700mila euro l’anno di mutuo, per un immobile di cui l’Atm non è proprietaria. Proprio i rinnovati buoni rapporti con Palazzo Zanca potrebbero rivelarsi decisivi per il rilancio. Proprio dal sindaco è arrivata una prima buona notizia: i 7 milioni anticipati dalla Regione a novembre per l’emergenza stipendi verranno imputati al 2010, dunque per il 2009 l’Atm potrà contare su 12,5 milioni tondi tondi. Al di là di questo, rimangono diversi gli aspetti di tipo finanziario da chiarire, tanto che dopo la trasmissione del bilancio 2007 al Comune, dalla ragioneria generale sono arrivate una serie di osservazioni alle quali la dirigenza Atm dovrà rispondere. Su tutte il dettaglio analitico dei crediti che l’azienda sostiene di vantare nei confronti del Comune (oltre 16 milioni di euro), ma anche dei debiti: nel consuntivo, infatti, non risultano le quote parte dei ricavi per il Cavallotti e la sosta a pagamento, ma anche le spese per l’energia elettrica, con la tranvia che costa oltre un milione di euro l’anno. A questo proposito nelle prossime settimane si insedierà a Palazzo Zanca un tavolo tecnico Comune-Atm.

Pur essendoci una nuova aria di ottimismo in via La Farina, rimangono ancora tanti i nodi da sciogliere. Si pensi ad un caso esemplare, sollevato nelle scorse settimane dal consigliere comunale dell’Udc Pippo Ansaldo, uno di quelli che, dietro le quinte, segue con più assiduità le vicende dell’Atm: riguarda una spesa di 300mila euro che ogni anno l’azienda sostiene per il cosiddetto -full service- (una sorta di tagliando) di 26 autobus acquistati in leasing qualche anno fa, con un accordo che prevedeva l’affidamento della manutenzione ordinaria (la straordinaria si paga extra) a una ditta esterna, la Mediterranea Bus, la quale avrebbe dovuto provvedere alla formazione del personale interno, in realtà mai avvenuta. Per non parlare del capolinea sud di Gazzi, inaugurato in pompa magna il 21 aprile scorso ma mai entrato in funzione.

(foto Dino Sturiale)

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED