Ato 4. Per la riduzione dei componenti del Cda, oltre la Provincia inadempiente quasi l’80% dei Comuni

Ato 4. Per la riduzione dei componenti del Cda, oltre la Provincia inadempiente quasi l’80% dei Comuni

Ato 4. Per la riduzione dei componenti del Cda, oltre la Provincia inadempiente quasi l’80% dei Comuni

martedì 16 Giugno 2009 - 19:32

Stamattina audizione, nella IV commissione consiliare di Palazzo dei Leoni, del presidente della società d’ambito Racco. Rassicurazioni sul fronte Amia, nessuna emergenza rifiuti per l’estate, il servizio di raccolta e spazzamento sarà garantito fino a dicembre

Questa mattina in IV commissione alla Provincia Regionale, sono intervenuti il Presidente dell’Ato 4 Leonardo Racco e il direttore generale Arturo Vallone, per discutere dell’attuale situazione della società d’ambito, partecipata dell’Ente, avvolta da numerosi punti interrogativi. Durante l’audizione è emerso, che per la riduzione dei componenti da 7 a 3 del consiglio di amministrazione, non è inadempiente solo la Provincia, ma quasi tutti i comuni facenti parte dell’ Ato. Infatti, dei 32 comuni che ne fanno parte, ad oggi hanno trasmesso la delibera del rispettivo consiglio all’ Ato, soltanto i comuni di: Alì, Castelmola, Gaggi, Alì Terme, Moio Alcantara, Motta Camastra e S. Teresa di Riva, per un totale del 20,41% del capitale sociale. Domani, per aprire i lavori, in seconda convocazione, servirebbe almeno il 33% delle quote sociali presenti. “Quasi certamente, – ha dichiarato il consigliere Pippo Lombardo – domani salterà nuovamente l’assemblea per modificare lo statuto che ridurrebbe appunto da 7 a 3 i componenti del Cda. Per quanto riguarda invece la vertenza con l’Amia, la municipalizzata che gestisce il servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti per conto dell’ Ato 4, proprio ieri è arrivata alla Provincia una nota della stessa, dove viene scongiurato il pericolo dell’interruzione del servizio, con la garanzia di continuare sino al 31 dicembre”. Ciò però alle seguenti condizioni: versamento da parte dell’ Ato di quattro milioni di euro subito dopo il ritiro, da parte dell’Amia, delle azioni esecutive in essere; formulazione di un piano di rientro che preveda il saldo rateale di quanto ancora dovuto, comprensivo di interessi, entro un anno.

“Adesso – ha concluso Lombardo- , è il momento di assumersi le propria responsabilità, trovare le somme da trasferire all’Ato 4, ognuno per quello per ciò che deve. Visto che ci sono comuni che non hanno mai pagato e comuni che hanno versato solo le prime annualità. Inoltre, bisogna cercare di rimediare alla mancata approvazione della modifica statutaria per eleggere un consiglio di amministrazione di soli tre componenti, così come prevede la normativa vigente e non sette come ancora è composto il cda dell’ Ato 4”.

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