I segretari Oceano e Calì: «Grave responsabilità della politica che non programma ma in compenso gestisce poltrone e interessi»
Manca l’ufficialità, ma il dado ormai è tratto. Si va alla rescissione del contratto tra l’Ato Messina 1 rifiuti e la Cns di Bologna, la società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti nei 33 comuni dell’ambito territoriale da Capo d’Orlando a Tusa. L’Ato aveva chiesto la disponibilità a proseguire il servizio per altri 3 mesi, in attesa dell’erogazione del fondo di rotazione regionale, necessario per pagare i debiti pregressi di oltre 12 milioni. Ma la scadenza del 30 giugno è impossibile da onorare, visto che la regione solo sabato ha concesso l’anticipazione sul fondo di rotazione, tra l’altro ancora da quantificare. Così stamattina, il gestore ha fatto pervenire all’Ato 1 la sua risposta: -vogliamo dodici milioni e mezzo di euro entro domani, 30 giugno, altrimenti andremo alla risoluzione del contratto-. Ovvio che una tale somma non potrà essere pagata in 24 ore e così, stasera il consiglio d’amministrazione proseguirà lungo la strada tracciata dall’assemblea dei soci venerdì scorso: cioè sostituire il gestore per evitare l’emergenza rifiuti in piena estate e salvaguardare i posti di lavoro di 180 operai.
Ieri dovrebbe essere stato definito l’affidamento diretto ad una ditta per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nei 33 comuni dell’Ato 1, tutto in attesa di espletare la trattativa privata che assicurerà il servizio fino al 31 dicembre. La corda si è dunque spezzata: non sono bastate le rassicurazioni dell’Ato di poter pagare il corrente, cioè la spesa mensile per la raccolta e lo smaltimento. La Cns ha deciso di rompere. Adesso l’attenzione si sposta sui passaggi per mantenere il servizio, evitare l’emergenza e salvare 180 posti di lavoro. Il presidente dell’Ato Laura Trifilò, ha sempre dato rassicurazioni in questo senso. Commentando l’approvazione della giunta regionale dell’anticipazione sul fondo di rotazione, la Trifilò, aveva dedicato questo risultato proprio ai lavoratori che, ha detto il presidente dell’Ato, -ogni giorno con dedizione e sacrifici si impegnano a garantire su tutto il territorio dei Nebrodi questo delicato ed essenziale servizio-.
-Dall’Ato 1 fino al’Ato 4 si registrano situazioni di emergenza che rischiano di esplodere nel bel mezzo dell’estate e la responsabilità ricade tutta sulla politica che non programma interventi necessari Ma questa situazione non è improvvisa. La Cgil di Messina la va segnalando ormai da più di un anno solo che la politica è incapace di programmare e pensa solo a gestire poltrone e interessi-, commentano Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina e la responsabile di settore Isella Calì che disegnano per sommi punti la situazione. Ato Messina 1 (zona S.Agata/Patti/Capo d’orlando: risoluzione del contratto da parte della società di gestione, il consorzio CNS, per morosità con conseguente immediata sospensione del servizio di raccolta e smaltimento e 180 lavoratori a casa. Ato Messina 2 (Milazzo/Barcellona): dopo mesi di crisi e servizio a singhiozzo con relativi disagi per lavoratori e utenza, la Gesenu, la società che gestisce il servizio, ha annunciato l’intenzione di rescissione del contratto per morosità. I crediti vantati al solo 31 dicembre 2008 ammontano a 26 milioni di?. L’eventuale rescissione del contratto comporterebbe la sospensione del servizio e il licenziamento di tutti i lavoratori. Ato Messina 3 (Messina): Bilancio in rosso, servizi sospesi o inadeguati (cura verde pubblico e decoro cittadino, disinfestazioni estive, gestione ville e aree giochi bimbi), grave conflittualità azienda/ personale nel settore raccolta rifiuti. Ato Messina 4 (zona Taormina/Francavilla): procedura di mobilità in corso per i 161 lavoratori a causa di un contenzioso finanziario con l’ AMIA (azienda che gestisce il servizio). Individuata una soluzione attraverso una transazione di 4 milioni di euro per coprire i debiti ma resta da definire la sospensione delle procedure di mobilità.
-Da questo quadro emerge in tutta la sua gravità la situazione degli Ato della nostra provincia, meccanismo che ha saputo moltiplicare costi e poltrone ma che alle comunità ha portato solo forti disagi, aumento dei costi ai cittadini e continue lotte per i lavoratori-, osservano Oceano e Calì. Oltre alle difficoltà gestionali dei singoli ATO, la Cgil di Messina evidenzia l’incognita della discarica di Mazzarrà che voci insistenti danno prossima all’incapienza e rileva come nessuno degli Ato provinciali abbia saputo avviare la raccolta differenziata. -Il prossimo esaurimento della discarica di Mazzarrà si tradurrà nel conferimento altrove dei nostri rifiuti e nell’inevitabile aumento dei costo e dei disagi per i cittadini. Mentre la raccolta differenziata, unica vera strada per l’abbattimento dei costi nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, resta inattuata – spiegano- In questo quadro, mentre il governatore Lombardo già parla di poteri speciali per superare l’emergenza rifiuti, far passare l’idea che l’unica soluzione sono gli inceneritori sarà semplice ma trasformerà la nostra isola in una grande ciminiera di tutta l’immondizia che non si riesce a smaltire altrove-.
Alberto Visalli
