Dopo la sfiducia di sette dei nove consiglieri del Pdl, l’attuale capogruppo torna indietro sulle immediate dimissioni: «Le dinamiche della politica non escludono che possa continuare fino alla fine del mandato»
«Le dinamiche della politica non escludono che possa continuare a fare il capogruppo fino alla fine del mandato». Così Pippo Capurro fa una sorta di retromarcia, dopo le annunciate dimissioni di ieri mattina, conseguenza del documento di sfiducia sottoscritto da sette dei nove consiglieri comunali del Pdl. Capurro, dunque, almeno per il momento, rimane capogruppo. Ma fino a quando? In attesa di cosa? «Certo è – afferma – che a questo punto non posso essere tirato per la giacca costantemente e in assenza dei coordinatori comunale e provinciale qualsiasi decisione che verrà assunta venerdì dovrà avere l’imprimatur dei co-coordinatori regionali o da una espressa volontà dei deputati nazionali e regionali cui i consiglieri del Pdl fanno riferimento».
Insomma, la sfiducia dovrà essere “certificata”, secondo Capurro, dai vertici del partito. Ma quali sono i vertici del partito? A livello provinciale non c’è ancora nessuno titolato a rivendicare questo ruolo, a livello regionale permane ancora una soluzione di “convivenza” che pareva essere provvisoria. Così sono ancora i parlamentari nazionali i riferimenti cui rivolgersi. E se qualcuno, vedi d’Alcontres, non può avere dubbi sulla bontà dell’operato di Capurro (questioni di “affinità di corrente”), qualcun altro, come Briguglio, approfitta dell’occasione per rincarare la dose di cianuro nei confronti del sindaco Buzzanca. In mezzo ci sono Germanà, Garofalo, Corona, che invece mettono in primo piano la necessità di dotarsi di organismi di partito che ancora mancano e la cui assenza porta a conseguenze come questa.
«Già un’altra volta – ricorda Capurro – in occasione della elezione dei revisori dei conti da parte di alcuni degli attuali firmatari, mi è stato posto il problema che se volevo continuare a fare il capogruppo sarei dovuto passare dalla parte dei frondisti nei confronti del sindaco. Vorrei che avessero chiaro che sia allora, sia oggi e sia domani resterò fedele alla volontà degli elettori che hanno scelto il centrodestra a guida Buzzanca così come sarò fedele nei confronti della linea politica portata avanti dai miei referenti politici. Non c’è alcun dubbio che la legislazione in materia di enti locali prevede che le commissioni di controllo siano presiedute da esponenti dell’opposizione (es. società partecipate o controllo di gestione) e stante la connotazione politica-amministrativa della commissione Ponte che si vuole istituire, solo al fine di esprimere il parere di merito e non vincolante sulla delibera sulle opere compensative, la stessa non è di controllo e quindi ho rivendicato e rivendico la presidenza per un esponente del Pdl».
«Per questo – spiega – ho proposto prima Fazio e dopo le sue perplessità Pergolizzi che avrebbe potuto cedere la presidenza della commissione società partecipate al centrosinistra e rispettare così il disposto normativo. Colgo l’occasione per ringraziare Peppe Chiarella per l’apprezzato gesto politico nel propormi di fare il capogruppo di Forza Azzurri che stride fortemente con il persistere dell’atteggiamento carbonaro di alcuni colleghi dei quali non si conoscono i riferimenti politici nazionali o regionali. Nello svolgimento dell’incarico di capogruppo non sempre ho potuto conciliare le incombenze della politica stante l’esigenza di essere sempre presente in commissione e in aula così come non sempre ho potuto soddisfare o conciliare le varie richieste che pervenivano dai colleghi di gruppo perché non rientravano nella mia sfera decisionale, sicuramente, però, ho, con lealtà, cercato di contribuire alla crescita del partito che mi ha consentito di fare il Consigliere Comunale».
