Botta e risposta sull’Iacp. Laface: «Germanà si contraddice»

Botta e risposta sull’Iacp. Laface: «Germanà si contraddice»

Botta e risposta sull’Iacp. Laface: «Germanà si contraddice»

giovedì 26 Agosto 2010 - 07:46

Parla il commissario designato, in attesa che l’iter della sua nomina si sblocchi: «Il deputato del Pdl a Roma vota la fiducia su un provvedimento anti casta e nella sua terra spinge per pletorici Cda»

Ieri Nino Germanà, deputato del Pdl, anti lombardiano e soprattutto direttamente interessato all’Iacp, essendo sua l’indicazione per la presidenza dell’ente. Oggi Giuseppe Laface, “finiano” (e “brigugliano”) doc, coordinatore provinciale di Generazione Italia, commissario designato dell’Iacp, che non può insediarsi perché l’iter della sua nomina deve ancora concludersi (nel frattempo c’è Nuccio Ricciardello, brigugliano anche lui). Il botta e risposta sull’Iacp continua, ed è chiaro, come già detto, che è una questione tutta politica. «La giunta regionale, presieduta dal presidente Lombardo, con deliberazione n. 264 del 14 luglio 2010, ha nominato lo scrivente commissario straordinario dell’Iacp di Messina – spiega Laface – come precisato dallo stesso presidente Lombardo, anche in ragione dell’esperienza in precedenza acquisita alla giuda dell’Istituto. In particolare, poi, tra le motivazioni dell’atto del governo regionale, si legge che, nel caso specifico, si è fatto ricorso ad un professionista esterno all’amministrazione regionale, proprio in considerazione della circostanza che la complessa e variegata attività intestata allo Iacp di Messina (che a differenza degli altri istituti deve assolvere anche alle gravose competenze specifiche relative al Risanamento della città di Messina) richiede un impegno ed una presenza costante che non si ritiene possa essere assicurata da un dirigente interno all’amministrazione regionale, impegnato in altri compiti istituzionali, senza pregiudicarne il buon andamento e la funzionalità».

«Inoltre – aggiunge Laface – non risponde al vero che il sottoscritto attualmente non avrebbe i requisiti per ricoprire l’incarico (aspetto già verificato precedentemente alla deliberazione di Giunta), ma, molto più semplicemente, secondo quanto espressamente previsto dalla vigente normativa regionale per il caso di nomina di soggetti esterni all’amministrazione regionale, il decreto di nomina presidenziale deve essere preceduto dal parere della I commissione dell’Aars, cui gli atti sono stati già trasmessi. Come già ribadito dal presidente Lombardo, alla ripresa dei lavori d’aula, l’iter procedurale potrà regolarmente giungere a conclusione. Nelle more della definizione dell’iter in oggetto, l’assessore alle Infrastrutture Gentile ha nominato il Nuccio Ricciardello, dirigente dell’assessorato e brolese come l’on.le Germanà, per garantire l’assolvimento di tutte le attività dell’ente ed assicurarne la piena funzionalità, che già da ieri si è messo alacremente al lavoro».

Fin qui le procedure. Poi c’è l’immancabile polemica politica: «Quanto alle solite e reiterate affermazioni dell’on.le Germanà sull’argomento, non si può non evidenziare la contraddizione in cui il deputato del Pdl continua a trovarsi. Laddove, mentre a Roma vota la fiducia su un provvedimento anti casta e volto a ridurre il costo della politica, che fa divieto di insediare negli enti pubblici consigli d’amministrazione pletorici con più di tre od al massimo cinque componenti, nella sua terra, chiede al governatore Lombardo di insediare, evidentemente in tutta la Sicilia e non solo a Messina (nove su 10 istituti sono in gestione commissariale) i CdA degli Iacp con nove componenti lautamente retribuiti. L’amico Germanà, che si spinge financo ad esprimere giudizi circa la moralità, l’onestà, la giustizia, la fedeltà e l’opportunismo, predica bene ma, poi, razzola male. Uno strano modo di predicare a livello nazionale il rispetto della legge, il risparmio di risorse pubbliche e la razionalizzazione degli enti, per poi chiedere con insistenza, a livello regionale, al Presidente Lombardo di insediare circa cento consiglieri d’amministrazione nei 10 Iacp della Sicilia, ben sapendo, peraltro, che è all’esame dell’Ars il disegno di legge del Governo che si prefigge di trasformare gli ormai anacronistici Iacp, che portano sulle spalle oltre cento anni di storia dell’edilizia popolare, in snelle agenzie come già in funzione nella quasi totalità del territorio nazionale. Nuovi Enti governati da CdA con un massimo di cinque componenti, se non come in qualche altra parte d’Italia con un amministratore unico, sicuramente più efficaci, efficienti e certamente meno costosi – conclude Laface – degli istituti autonomi con i CdA a nove componenti che vuole insediati l’on.le Germanà, per una nuova e moderna gestione del social housing».

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