Ventimila metri quadri di area agricola e di interesse naturale e paesistico destinati a un piano di zona per palazzine di edilizia popolare. Nel 2002 la Regione ha chiesto approfondimenti geologici ancora non effettuati. L’assessore Corvaja: «Per fortuna siamo lontani dalla sua realizzazione»
Torniamo ad occuparci di Piano regolatore, o forse sarebbe meglio chiamarlo con la definizione affibbiatagli dall’attuale assessore all’Urbanistica del Comune di Messina, Pippo Corvaja: piano “sregolatore”. E lo facciamo riflettendo su un altro di quegli scempi che per il momento è solo sulla carta, ma per il quale basterebbe poco a farlo divenire realtà. Si tratta del Piano di zona di Galati Sant’Anna, “gemello” del tanto discusso piano di Bordonaro Sivirga: 20mila metri quadri di area a verde che, secondo le previsioni del Piano regolatore vigente, dovrebbero essere sommersi dal cemento.
L’intera area, infatti, è classificata come C2, ovvero “zona di espansione destinata all’edilizia economica e popolare”. In termini poveri, lì dovrebbero sorgere centinaia di palazzine popolari costruite da alcune delle oltre 50 cooperative edilizie che da anni attendono di realizzare i programmi finanziati quindici anni fa dalla Regione. Il punto è che anche in questo caso, come in troppe parti di un Piano regolatore ai limiti dell’illogicità, quell’area è divenuta edificabile a questo scopo solo dopo l’ultima, famigerata variante del 2002. Fino a quel momento, infatti, la zona in oggetto era classificata in parte come verde agricolo e in parte come “zona di interesse naturale e paesistico”. Del resto basta vedere l’immagine dall’alto: il verde domina incontrastato, e non sembra ansioso di essere sommerso da colate di cemento.
Non è un caso che il Piano di zona di Galati, previsto fin dal 2002, non sia mai decollato, nonostante più volte sia stato dato apposito input al dipartimento Urbanistica di Palazzo Zanca, l’ultima delle quali nel novembre 2006. La Regione stessa ha in più di un’occasione minacciato l’invio di un commissario ad acta (l’ultima nota è del 23 luglio 2008). Ma le perplessità maggiori sul Piano di zona sono proprio di matrice palermitana. Il Cru (Consiglio Regionale Urbanistica) per i piani di Bordonaro Sivirga e Galati ha sollevato identici dubbi, affermando già nel 2002 che «l’edificabilità dell’area è subordinata ad approfondimenti geologici», non essendo sufficienti quelli forniti dal Prg stesso.
Gli approfondimenti geologici sono stati affidati al geologo del Comune, Carmelo Gioè, che con quei pochi mezzi messi a disposizione da Palazzo Zanca, è riuscito a fornire una dettagliata relazione su Bordonaro Sivirga nel marzo scorso. Ma da maggio è in ferie (lo sarà fino a metà luglio), e su Galati non è stato prodotto nulla, come conferma anche l’assessore Corvaja. Il quale, però, non pare affatto dispiaciuto della cosa: «Gli approfondimenti non sono stati redatti – afferma – e “per fortuna” siamo ancora lontani dalla realizzazione del Piano di zona. Spero che ciò non avvenga prima del nuovo Piano regolatore». Una frase che offre almeno un paio di spunti: il primo è che Corvaja è ormai più che deciso ad andare avanti nella redazione di un nuovo Prg (le linee guida sono già pronte per essere presentate in giunta); il secondo è che, forse, proprio il nuovo strumento urbanistico, che ci si augura possa essere più assennato di quello vigente, potrà bloccare la devastazione di una delle poche colline del messinese rimaste “vergini”.
(nelle immagini: vista dall’alto della collina di Galati [foto Google Earth]; una porzione della tavola del Prg in cui è evidenziato il Piano di Zona; l’assessore all’Urbanistica Corvaja [foto Sturiale])
