Non rispettati i termini per la diffida al Comune. La capofila dell'Ati che ha proposto il project financing ci riproverà al Tar, ma l'amministrazione ha il tempo di annullare il procedimento
Nuovo colpo di scena nella vicenda project financing cimiteri. Il Tar di Catania ha dichiarato inammissibile il ricorso con la quale la Alfano Spa intimava al Comune di proseguire col procedimento. La capofila del raggruppamento di imprese private, infatti, non avebbe presentato la preventiva diffida al Comune con i requisiti richiesti e nei termini previsti. Questo non esclude che la Alfano presenti un nuovo ricorso, rispettando tutti i crismi, per ottenere il giudizio di ottemperanza.
Ma adesso teoricamente l’amministrazione avrà carta libera, sempre se lo vorrà, per annullare il procedimento. Potrà riparare alla mancata costituzione in giudizio che tante critiche aveva attirato sull’assessore Elvira Amata, mettendo a tacere le polemiche su una vicenda che ha le proprie radici nel lontano 2002 (correlato l’articolo che ripercorre le tappe). «La giunta non ha più scusanti – commenta Giuseppe Melazzo dell’Udc, che in consiglio comunale aveva duramente attaccato il project – si prenda una posizione e la si persegua nell’esclusivo interesse della città».
FOTO DINO STURIALE
